Benatia
12 Aprile Apr 2018 1610 12 aprile 2018

Real Madrid-Juventus, perché il Var non avrebbe spento le polemiche

Il giorno dopo il discusso rigore messo a segno da Ronaldo infuria il dibattito sulle parole di Agnelli e Buffon. Anche Malagò e Tajani invocano la tecnologia. Che, però, difficilmente sarebbe potuta intervenire.

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La rabbia bianconera fatica a essere digerita. Il giorno dopo l'uscita di scena della Juventus, affossata nei quarti di Champions Legue dal discusso rigore con cui Cristiano Ronaldo ha fissato il punteggio sul 3-1 per i campioni d'Italia, l'eco delle polemiche non si è ancora spenta. Sul banco degli imputati il fischietto Michael Oliver, vittima degli strali di Gianluigi Buffon, e il designatore dell'Uefa Pierluigi Collina, finito nel mirino del presidente Andrea Agnelli. Ma lo stesso presidente bianconero, assieme al capitano che sembra giunto al capolinea della sua infinita carriera, sono stati sommersi dalle criche per i toni utilizzati in sala stampa dopo la beffa subita oltre il 90'.

LA JUVE CHIEDE IL VAR ANCHE IN EUROPA. A far discutere, in particolare, l'invocazione del Var che pure la Juventus non aveva visto particolarmente di buon occchio al momento della sua introzione in Serie A. A invocarla per primo è stato Agnelli, trovando immediamente sponda nel numero uno dello sport italiano Giovanni Malagò. «C'è il rammarico e il dispiacere di uscire a tempo scaduto su un rigore che ha portato discussioni», ha detto Malagò. «Porterò avanti, quando incontrerò il presidente dell'Uefa Ceferin la prossima settimana, la richiesta che l'Uefa adotti prima possibile il Var». Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, bianconero doc in tribuna al Bernabeu per il match di ritorno col Real. «L'ho detto anche al presidente del Real Madrid, Florentino Perez, dopo la partita l'Europa del calcio deve cambiare, ormai ci vuole il Var che pure agli inizi non mi convinceva».

INFANTINO TORNA ALLA CARICA. E lo stesso presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha ribadito una volta di più la sua fiera opposizione alla resistenza dell'Uefa all'ausilio della tecnologia. Una dicotomia che rischia di creare pericolosi squilibri. La Uefa prende tempo, convinta che prima di applicare la tecnologia si debba avere la sicurezza che il sistema sia perfetto. Il sistema però secondo la Fifa è già pronto, tanto che lo adotterà dalla prossima Coppa del Mondo in Russia perché, dice Infantino, «sostenere risultati più equi è una questione di rispetto verso il lavoro dei professionisti del mondo del calcio e la passione di milioni di fan, cioè verso il cuore del gioco».

UN CHIARO ERRORE? NON È QUESTO IL CASO. Va detto, però, a onor del vero che l'intervento di Benatia su Vazquez difficilmente sarebbe stato oggetto di analisi da parte del Var. Nei documenti ufficiali di Serie A e Figc, infatti, si precisa che per entrare in azione, è necessario trovarsi di fronte a un «chiario errore» da parte del direttore di gara. A distanza di quasi 24 ore dall'episodio in questione, risulta ancora difficile parlare di «chiaro errore» o «decisione chiaramente sbagliata»: il difensore ex Roma interviene da dietro, in ritardo e in maniera scomposta. Insomma: nonostante la proteste di tutta la Juventus, probabilmente neanche il Var avrebbe potuto cambiare una decisione, quella finale, che spetta sempre e comunque all’arbitro.

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