Wenger
20 Aprile Apr 2018 1535 20 aprile 2018

Wenger, i cinque campioni consegnati alla storia dell'Arsenal

Il tecnico alsaziano dice addio ai Gunners dopo 22 anni. Tra trionfi irripetibili e cocenti delusioni. Ma sotto la sua guida sono sbocciati assi come Henry e Fabregas. E rinati talenti come Dennis Bergkamp. 

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Ventidue anni fa, l'Arsenal giocava ancora ad Highbury. Emirates era una compagnia semisconosciuta, ben lontana dal colosso che 10 anni più tardi avrebbe dato il nome allo stadio dei Gunners. Poco più che uno sconosciuto era anche Arsène Wenger, l'uomo che il 20 aprile 2018 ha annunciato che a fine stagione lascerà la panchina accettata nel 1996 dal club londinese, tra trionfi irripetibili (su tutte la Premier degli invinvibili del 2003-2004) e delusioni cocenti (il più recente la macata qualificazione alla Champions League della scorsa stagione).

TIFOSI TRA SOLLIEVO E NOSTALGIA. Un addio che sa di sollievo, quello di Wenger, per molti tifosi dell'Arsenal, stufi dell'ostinazione del francese nel credere ancora in un progetto arrivato ai titoli di coda. Una separazione che, forse, fosse arrivata prima, avrebbe reso il giusto tributo al tecnico alsaziano. Al quale, se non altro, va riconosciuto il merito di aver plasmato alcuni tra i più grandi calciatori ad avere vestito la maglia biancorossa. Trasformando dei brutti anattrocoli in star di caratura internazionale.

1. Thierry Henry: da brutto anatroccolo a miglior calciatore della storia del club

Dici Wenger e inevitabilmente pensi a Thierry Henry. La statua davanti all'Emirates Stadium non basta a restituire la grandezza del centravanti francese, arrivato a Londra dopo il flop alla Juventus. Frutto di uno dei più grandi equivoci tattici del calcio moderno nella fugace esperienza bianconera, Henry ha contribuito a scrivere la storia dei Gunners con 174 reti in otto stagioni. Anche per questo, nel 2008, è stato proclamato vincitore di un sondaggio condotto tra i tifosi sui migliori 50 calciatori nella storia del club.

2. Dennis Bergkamp: il talento ritrovato dopo il flop italiano

Un altro campione rigenerato dalla cura Wenger è Denis Bergkamp, transitato dall'Inter come una meteora in un biennio tutto da dimenticare per i nerazzurri non fosse stato per la conquista della Coppa Uefa. Tre campionati e quattro Fa cup portano la firma del talento olandese, premiato nel 1998 come miglior giocatore della Premier League e capace di occupare un posto speciale nel cuore della tifoseria Gunners per le giocate di classe che lo hanno portato a concludere la carriera in maglia Arsenal nel 2006.

3. Patrick Vieira: padrone del centrocampo e plusvalenza da record

Come Henry, anche Patrick Vieira è diventato uno dei più grandi interpreti del proprio ruolo nel panorama europeo grazie al tocco magico del tecnico francese, capace di intravedere le doti nascoste di quel lungagnogne di cui il Milan si era sbarazzato troppo in fretta. E mentre oggi c'è ipotizza che prioprio Vieira possa essere l'erede del suo maestro, a Londra ancora ricordano con emozione i duelli rusticani col rivale di sempre Roy Keane. Al punto da collocarlo al quinto posto nella classifica primeggiata da Henry.

4. Cesc Fàbregas: la promessa strappata e rivenduta al Barcellona

L'eredità di Viera, passato alla Juventus con una plusvalenza tra le più ricche della storia del club, è stata raccolta da quel Cesc Fàbregas oggi odiato rivale tra le fila del Chelsea. Il suo trasferimento a Londra a soli 16 anni rappresenta, al contempo, una delle più grandi intuizioni dell'allenatore francese e uno dei più grandi rimpianti del club blaugrana, costretto a sborsare quasi 40 milioni di euro per riportarlo a casa otto anni più tardi. Quando era già uno di più apprezzati centrocampisti de'Europa.

5. Robin van Persie: il bomber inventato da Wenger

Menzione d'onore per Robin van Persie, anche lui annoverato alla categioria traditori per il passaggio al Manchester United, ma protagonista assoluto di otto irripetibili stagioni in maglia Arsenal. Come Henry, anche van Persie è stato trasformato in bomber da Wenger, raggiungendo il record di 30 segnature proprio nell'anno precedente il trasferimento. E non è un caso che lo stesso van Persie abbia voluto celebrarlo con un tweet carico di gratitudine: «Grazie Arsene per tutta la fiducia che mi hai dato nel corso degli anni. Sei un uomo speciale e un top allenatore. Uno dei migliori in assoluto».

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