Salah Roma
24 Aprile Apr 2018 2123 24 aprile 2018

Champions League, Liverpool-Roma 5-2

I giallorossi crollano ad Anfield sotto i colpi di Salah: due gol e due assist per l'egiziano. A segno anche Firmino (doppietta per il brasiliano) e Mané. Dzeko e Perotti alleviano il passivo nei minuti finali.

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L'uragano Salah si abbatte sulla Roma, risvegliandola dal sogno chiamato Kiev. Ad Anfield il Liverpool schianta i giallorossi con un 5-2 che non ammette repliche nel match d'andata della prima semifinale di Champions League. Due gol e due assist per l'egiziano, in risposta a chi non sembrava prendere troppo sul serio la sua candidatura al Pallone d'Oro. Le reti di Firmino (doppietta anche per il brasiliano) e Mané sigillano un punteggio che restituisce pochissime speranze per il ritorno, malgrado l'epica rimonta riuscita col Barcellona nei quarti.

DUE GOL PER SPERARE ANCORA. Roma in partita soltanto per i primi 20 minuti, dopo i quali i ritmi vertiginosi degli uomini di Jürgen Klopp, arrivati a quota 38 gol in questa edizione di Champions, hannno sovrastato i giallorossi, puniti dalla rapidità e dalla tecnica degli avanti Reds. Le reti di Dzeko e Perotti su calcio di rigore, arrivate soltanto nel finale e guardacaso dopo l'uscita dal terreno di gioco dell'egiziano, addolciscono soltanto parzialmente un passivo che condanna i giallorossi a ripetere l'impresa portata a termine coi blaugrana.

Con un altro 3-0 all'Olimpico, e il popolo romanista chiamato nuovamente a raccolta, la finale di Champions a Kiev non rimarrà un miraggio, altrimenti la giocheranno i Reds, autentici dominatori del match per 75 minuti, ovvero fino a quando, sul 5-0 e pensando di avere ormai stravinto, Klopp ha tolto Salah anzitempo per fargli raccogliere una meritatissima standing ovation. Mossa comprensibile, ma rivelatasi incauta, perché il Liverpool ha perso verve: e pensare che l'irresistibile egiziano era stato un autentico tsunami per la sua ex squadra, confermando la regola che lo vede sempre a segno contro le formazioni dove ha militato e confezionando assist decisivi per le reti di Mané e Firmino, come fatto fino alla scorsa stagione per Dzeko.

DI FRANCESCO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI. Va detto che Di Francesco ha contribuito ad ampliarne i meriti schierando la difesa a tre, con Juan Jesus letteralmente in balia del numero 11 avversario. Mai come oggi i romanisti hanno rimpianto Salah, in particolare dopo che ha segnato in modo splendido, calciando a giro di sinistro, il primo gol. Il risultato è stato che per la Roma la partita ad Anfield ha rischiato di trasformarsi in un'altra disfatta in Europa, come i sette gol presi nella vicina Manchester dallo United o quelli incassati all'Olimpico dal Bayern. Le reti nel finale di Dzeko, che nei match internazionali lascia sempre il segno, e Perotti hanno fatto sì che il passivo sia stato contenuto e ora alimentano la speranza dei supporter giallorossi, fino al 36' della ripresa letteralmente ammutoliti dallo spettacolo in campo e anche della tifoseria avversaria.

IN PARTITA COL CAMBIO DI MODULO. Non è un caso, svista di Klopp a parte, che la Roma sia andata a segno quando è tornata a giocare con il 4-3-3 apparso modulo più consono per fronteggiare il Liverpool. Servirà quindi un'altra impresa, un altro 3-0 a tre settimane da quello al Barcellona, che forse sarebbe ancor più bella perché il rivale si chiama Liverpool e perché qui i giallorossi hanno veramente rischiato di affondare, dopo aver tenuto botta nei 20 minuti iniziali in cui hanno anche colpito una traversa con Kolarov. Ma se il primo tempo fosse poi finito 4-0 o 5-0 , vista la traversa di Lovren e le occasioni fallite da Mané, non ci sarebbe stato niente da ridire. Il Liverpool, per ora, continua a essere un incubo.

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