Roma 1
2 Maggio Mag 2018 2202 02 maggio 2018

Champions League, Roma-Liverpool 4-2: sfuma il sogno Kiev

Niente da fare per i giallorossi, che sfiorano l'impresa prima di consegnare la finale agli uomini di Klopp. Le due reti di Nainggolan nel finale aumentano i rimpianti. E le decisioni arbitrali fanno discutere.

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Nessuna nuova "Romantada", ma tanti applausi. Esce a testa altissima la Roma dall'Olimpico, dopo aver provato fino all'ultimo a rovesciare il disastroso fardello del match d'andata. Al 90' il punteggio finale recita 4-2 per i giallorossi e i rimpianti sono tanti, in coinsiderazione di un Liverpool messo alle corde per gran parte dell'incontro, malgrado la rete di Mané dopo solo otto minuti avesse gelato le speranze di un Olimpico all'altezza del sogno Kiev.

L'autorete di Milner, prima, i gol di Dzeko e la doppietta di Nainggolan poi (il secondo gol su calcio di rigore all'ultimo respiro) restituiscono l'onore delle armi alla Roma, ma consegnano ai Reds la finale col Real Madrid. Troppo pesante il passivo da ribaltare, malgrado il risultato dell'Olimpico restituisca la sensazione che sì, forse ce la si poteva fare un'altra volta, proprio come contro il Barcellona.

PESANO LE DECISIONI ARBITRALI. Ma a pesare, proprio come nell'altra semifinale, sono state ancora una volta le decisioni arbitrali, con due rigori negati ai ragazzi di Di Francesco. A gridare vendetta è in particolar modo la clamorosa sbracciata di Alexander-Arnold sulla girata a botta sicura di El Shaarawy.

Alla fine Grazie Roma, proprio come dopo la sconfitta ai rigori nella finale di 34 anni fa, è la colonna sonora di un incubo che continua, ma anche questa volta, come allora, si potrà dire che la Roma ce l'ha messa tutta, andando oltre i propri limiti e ottenendo, oggi, un 4-2 che per la squadra rivale costituisce la prima sconfitta della sua campagna europea che ora la porterà a Kiev, per la sfida al Real. Ma almeno questa volta i tifosi del Liverpool non possono cantare «A Roma vinciamo sempre» (successe anche nel 2001 per la Coppa Uefa), anche se alla fine esprimono comunque sonoramente la loro gioia, perché mai una sconfitta è stata tanto indolore.

UN'ILLUSIONE DURATA 26 MINUTI. Alla Roma rimane profonda amarezza, soprattutto per quanto fatto nella gara d'andata dopo 20 minuti a buon livello. Ma quel 5-2 ha pesato troppo e a ciò si sono aggiunti gli errori che, nel primo tempo del ritorno, hanno permesso al Liverpool di segnare i due gol che hanno chiuso il match dopo appena 26 minuti. Questa volta l'illusione della Roma, perché di questo si è trattato, è durata 26 minuti, ovvero fino al gol di Wijnaldum, lasciato solo nell'area piccola e rimesso in gioco dalla spizzata di testa di Dzeko verso la propria porta. A quel punto la giocata aerea dell'olandese che, ironia della sorte, Sabatini voleva portare alla Roma, si è rivelata letale.

SALAH IMBRIGLIATO DALLA RETROGUARDIA GIALLOROSSA. In precedenza la squadra di Di Francesco aveva incassato una rete già all'8', quando un errore di Nainggolan a centrocampo aveva innescato il micidiale contropiede di Firmino con palla smistata a sinistra per Mané e stoccata vincente del senegalese. Ma la Roma era stata brava a reagire pareggiando dopo appena sei minuti, con l'aiuto della fortuna: il pallone respinto da Lovren su Dzeko era infatti carambolato sul volto di Milner e poi nella porta degli inglesi. Che però si erano rimessi quasi subito a ruminare gioco, fino alla seconda, decisiva, rete a favore. Ma c'era stato il tempo di notare, prima e anche dopo, che stavolta la Roma aveva una migliore disposizione difensiva, con la quale ha dovuto fare i conti un Salah pronto a sprintare come sempre, ma che ha trovato efficace resistenza, in particolare nell'ottimo Manolas.

SFUMA IL SOGNO DELLA RIMONTA BIS. La rete di Dzeko in apertura di ripresa, con un bel diagonale, più che le speranze (un 5-2 a favore avrebbe garantito solo i supplementari) aveva riacceso l'orgoglio dei romanisti, che giocavano di corsa e temperamento. Le reti di Nainggolan, a quattro minuti dalla fine, con un bel destro che carambolava sul palo e poi in porta, e nel recupero su rigore davano alla Roma un successo con scarto di due reti, forse ingeneroso nei confronti del Liverpool ma meritato per il cuore di una squadra che non ha mai mollato. Il sogno di un'altra rimonta è rimasto tale, perché certi fantasmi del passato la Roma non riesce a scacciarli, e il Liverpool resta tabù.

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