Giro Fuori
3 Maggio Mag 2018 1940 03 maggio 2018

Giro d'Italia 2018 al via: le cose da sapere

La partenza da Israele in onore di Bartali che aiutò gli ebrei. Con polemiche sulla dicitura “Gerusalemme Ovest”. E la partecipazione sub iudice di Froome. Guida alla controversa 101esima Corsa rosa.

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Il 101esimo Giro d'Italia parte da Israele all'insegna della polemica per la partecipazione del fuoriclasse Chris Froome, che corre nonostante la spada di Damocle di una possibile squalifica per doping. E a riaccenderla non sono solo i suoi avversari, ma il direttore della Corsa rosa Mauro Vegni: «Avere appreso del caso doping che coinvolgeva Froome una settimana dopo l'ufficializzazione della sua presenza al Giro non ci ha reso felici. La sua squadra (la Sky, ndr) era a conoscenza della vicenda. Non c'è stata alcuna contrattazione con il team, era già loro intenzione portarlo nella nostra corsa», ha dichiarato in conferenza stampa alla vigilia dello start.

UNA CRONOMETRO SPACCAGAMBE. Intanto le prime immagini tolgono il respiro, la prospettiva sulle mura della città vecchia di Gerusalemme e sulla torre di Davide sono dei flash abbaglianti. Anche perché il cielo è quasi bianco, il barometro si avvicina ai 40 gradi e i corridori - che vengono presentati con le rispettive squadre - guardano con sospetto l'ultimo strappo di una cronometro spaccagambe, perché non richiede fondo (misura poco meno di 10 mila metri), ma esplosività.

1. Il percorso: partenza in Israele e arrivo a Roma

Il Giro d'Italia partirà alle 12.50 da Gerusalemme (13.50 ora locale) con la disputa di una cronometro individuale, per la prima volta nella storia in un Paese extraeuropeo. I corridori andranno a caccia della prima maglia rosa fra le strade di Gerusalemme dopo una prova lunga solo 9,7 chilometri. La tappa è dedicata al grande Gino Bartali, che è stato inserito fra i 682 "Giusti fra le Nazioni". Al corridore è stata anche conferita la cittadinanza onoraria postuma per il suo impegno in aiuto degli ebrei nella Seconda guerra mondiale.

La scelta di partire da Israele ha suscitato non poche polemiche. La minaccia di Israele di non prendere parte alla manifestazione aveva infatti spinto gli organizzatori a novembre 2017 a cancellare la dicitura “Gerusalemme Ovest” dal sito ufficiale dell’evento. Sul tema si è espressa anche la piattaforma delle Ong italiane in Mediterraneo e Medio Oriente, che riunisce più di 40 organizzazioni tra cui Terre des Hommes: «La scelta di far partire il Giro d’Italia da Gerusalemme, avendo peraltro rimosso l’originaria dicitura Gerusalemme Ovest, è inopportuna perché sembra voler avallare la pretesa che la città sia la capitale "unica e indivisibile" dello Stato».

NELLA CAPITALE COME ALTRE TRE VOLTE. Il Giro si conclude a Roma (era accaduto soltanto tre volte, nel 1911, nel 1950 e nel 2009) il 27 maggio per la consueta passerella finale. Si toccheranno molti siti storici attraversando via Nazionale, via Sistina, Piazza del Popolo, il Circo Massimo, le Terme di Caracalla prima dell’arrivo ai Fori Imperiali sotto il Colosseo.

2. I favoriti: Froome e Dumoulin

Il Giro proporrà, fin dai primi metri, il testa a testa fra l'olandese Tom Dumoulin, campione in carica, e l'inglese Chris Froome, dominatore di quattro Tour de France (2013, 2015, 2016 e 2017). La principale incognita, in una corsa imperniata mai come quest'anno sulle grandi salite, è rappresentata dalla presenza di uno scalatore come Fabio Abu che, assieme ai colombiani Miguel Angel Lopez ed Esteban Chaves e al francese Tibault Pinault, avrà il compito di scompaginare i piani dei due big.

3. Il caso Froome: correrà sub iudice

Froome, quattro Tour de France e una Vuelta de Espana, è in cerca della tripla corona: nessuno ha mai vinto il Tour, la Vuelta e il Giro di fila fin dai tempi di Bernard Hinault, 35 anni fa. Sul "keniano bianco", però, pesa come un macigno la positività al Salbutamolo (un broncodilatatore) durante un controllo antidoping proprio nella corsa a tappe spagnola, il 7 settembre 2017. L'Uci non ha sospeso Froome in ragione della natura della sostanza incriminata, un farmaco antiasmatico che il corridore assume da anni, ma il procedimento in corso lo costringe a correre sub iudice.

LA SENTENZA AD AGOSTO. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Le Monde, il processo di fronte al tribunale indipendente dell’Uci non si dovrebbe svolgere prima di agosto. Con una condanna, sono due gli scenari che potrebbero presentarsi. Nel primo caso il corridore britannico nato in Kenya perderebbe la Vuelta 2017, che andrebbe a Vincenzo Nibali, ma conserverebbe le eventuali vittorie a Giro e Tour 2018. Nel secondo potrebbero essergli tolti tutti i successi dalla Vuelta alla sentenza.

«NON GLI VERRÀ TOLTO IL GIRO». Il direttore della Corsa Vegni ha dichiarato: «A me personalmente il presidente dell'Uci, David Lappartient, ha garantito che a Froome non verrà tolta la vittoria al Giro, sempre se riuscisse a conquistarla. Io gli ho proposto eventualmente che gli venga tolta la Vuelta, mentre la sua squalifica potrebbe partire dal Giro in poi. Non penso che la decisione arrivi prima della fine del Giro, o addirittura del Tour».

FU SQUALIFICATO NEL 2010. L'ultima partecipazione di Froome al Giro risale al 2010, al suo primo anno nel team Sky. Nella 19esima tappa, in crisi complici i problemi al ginocchio destro, si fece trainare da una moto sulla salita del Mortirolo e di conseguenza, dopo l’arrivo della frazione sull’Aprica, venne squalificato dalla corsa.

4. Le tappe più dure: ritorna lo Zoncolan

Da Israele a Roma, da una città eterna all'altra, dopo avere attraversato l'Italia da Sud a Nord, e poi ancora da Nord al Centro, per 3.562,9 chilometri. Il tutto condensato in 21 tappe. Due crono individuali, delle quali una d'apertura, e otto arrivi in salita, fanno del Giro 2018 una corsa a tappe per scalatori (con tre frazioni da non perdere assolutamente: la 14esima, la 19esima e la 20esima). Il primo appello sull'Etna dove si concluderà la sesta frazione.

DIECI KM AL 12% DI PENDENZA MEDIA. Dopo l'Etna, altro esame con la strada in salita a Montevergine di Mercogliano, poi toccherà al Gran Sasso, con l'arrivo a Campo Imperatore, emettere un altro verdetto. Nella parte finale il Monte Zoncolan (14esima tappa), la salita più dura d’Europa: 10 chilometri al 12% di pendenza media con punte del 22%, poi Prato Nevoso, Bardonecchia (con il Colle delle Finestre cima Coppi, 19esima tappa) e Cervinia (20esima tappa).

5. Il Giro E: le bici elettriche

Il Giro si trasforma e diventa ecosostenibile. Gerusalemme ospiterà la grande partenza della corsa rosa, Roma sarà lo scenario ideale per l'incoronazione del vincitore, in mezzo una corsa nella corsa che strizza l'occhio all'ambiente. L'ultima tappa si concluderà ai Fori Imperiali, davanti al Colosseo, ma intanto è partita un'altra sfida: a lanciarla sono stati Gianni Moscon, corridore del Team Sky, e Giancarlo Fisichella, ex pilota di Formula 1. Sono loro che hanno tenuto a battesimo il Giro E, ossia il Giro d'Italia con le prime bici da strada elettriche progettate da Pinarello.

COMPETIZIONE ECOLOGICA DA CATANIA. La competizione "ecologica" scatta martedì 8 maggio da Catania, la città che ospita la prima partenza italiana del Giro 2018 (con arrivo a Caltagirone), dopo le prime tre tappe in terra israeliana. Moscon e Fisichella si sono dati battaglia sull'asfalto del circuito di Roma che ha ospitato la tappa italiana della Formula E, fra gli edifici dell'Eur: il primo è salito sulla e-road bike Nytro Pinarello, il secondo su una monoposto elettrica. Il Giro E segue il calendario delle 18 tappe italiane del 101esimo Giro d'Italia di ciclismo; cinque squadre, formate da due partecipanti, percorreranno le stesse strade della corsa tradizionale.

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