Viaggi 8 Luglio Lug 2015 1100 08 luglio 2015

Il mondo sotterraneo di Coober Pedy

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Il territorio australiano offre una varietà di paesaggi, dalle foreste tropicali del nord, alle pianure del sud est e del sud ovest che ospitano le principali città, ma nell'immaginario comune, l'Australia è soprattutto quella dei deserti del sud con i loro colori infuocati. I conquistatori bianchi hanno preferito concentrare le loro città nelle poche aree ospitali di questa terra, mentre gli aborigeni che l'hanno abitata per 40.000 anni prima dell'arrivo degli olandesi e degli inglesi, si sono spinti fin nelle sue profondità, sopravvivendo anche nelle condizioni climatiche più estreme dei deserti. Anche i cercatori d'oro europei, alla fine dell' '800 osavano affrontare l'infuocato outback (entroterra) australiano, tentando la fortuna spesso ad un prezzo altissimo. Tra questi c'era un ragazzino di 14 anni, Willie Hutchinson, insieme a suo padre e ad altri cercatori. Fu lui il primo a trovare un pezzo di roccia iridescente, l'opale, e a mostrarlo al resto della truppa. Nasceva così, in mezzo al deserto sud-australiano, Coober Pedy, dall'aborigeno kupa (uomo bianco o uomo giovane) e piti (buco), ancora oggi capitale mondiale dell'estrazione di opale. L'opale è una delle testimonianze che indicano che un tempo il deserto era ricoperto dal mare : si tratta infatti di acqua (al 6%), con sfere di silicio disposte secondo una struttura disordinata, che permette di rifrangere la luce separandola nelle varie lunghezze d'onda, dando così origine all'arcobaleno di colori visibile sulla superficie dell'opale. A Coober Pedy Coober Pedy vista in superficie ha l'aspetto di una piccola città mineraria, perchè è sottoterra che si svolge gran parte della sua vita e abita più della metà dei suoi 4000 abitanti. I vecchi tunnel delle miniere di opale, si sono trasformati nelle vie di una vera e propria città sotterranea e nei suoi dougouts (rifugi), le residenze degli abitanti di Coober Pedy, al riparo dal calore asfissiante del deserto. Vale la pena, prima di addentrarsi nella città, fare una visita al Coober Pedy Visitor Information Centre, per ricevere utili consigli e informazioni sugli itinerari di maggior interesse a Coober Pedy e dintorni. Lungo la le gallerie della città sotterranea, oltre gli ingressi ai dougouts, ci sono negozi, musei, una galleria d'arte, una chiesa e un famosissimo hotel scavato nella roccia. Nella galleria d'arte è possibile visionare ed acquistare anche manufatti aborigeni ed oggetti e gioielli in opale. Nei musei invece si può ripercorrere la storia di Coober Pedy dalla sua fondazione, o vedere bellissime esposizioni di opale e apprendere tutto quello che c'è da sapere su questo minerale. In alcuni punti dismessi delle vecchie miniere, è permesso anche fare "noodling", cioè cercare dei pezzi di opale lasciati in superficie dalle scavatrici o scartati perchè rotti, vivendo sulla propria pelle le emozioni provate dai primi cercatori. Nei dintorni Appena fuori da Coober Pedy, si apre un pezzo di favoloso outback australiano che gli amanti del deserto e della natura selvaggia, non possono mancare di visitare. Il deserto dipinto: si può vedere anche in volo dall'alto, prenotando l'escursione. Il nome è dovuto ai colori delle rocce che virano dal rosso, all'arancio, all'ocra, offrendo soprattutto al tramonto, uno spettacolo indimenticabile. La pianura lunare: un' apposita navetta porta i turisti di notte in questa zona pianeggiante desertica, lontana da qualsiasi fonte di inquinamento luminoso, per ammirare un cielo stellato che si farà fatica a dimenticare I breakaways: i caratteristici altipiani che si ergono in mezzo al deserto, come montagne spianate. La loro forma è dovuta al fenomeno dell'erosione differenziale: alcune rocce (quelle dei lati dell'altopiano) per la loro composizione, vengono erose più facilmente dagli agenti atmosferici rispetto a quelle della cima, dando origine al profilo caratteristico dei breakaways. Informazioni Una volta arrivati ad Adelaide, centro principale dell'Australia del sud, ben collegata con voli internazionali (c'è comunque da prevedere qualche scalo) , si può raggiugere Coober Pedy affittando un'auto propria, in autobus, in treno o con un volo locale. In auto occorrono circa 8 ore, in autobus 11, in volo 2. Il treno che si può prendere è il famoso e panoramico Ghan che collega Adelaide ad Alice Springs passando in mezzo al deserto, bisogna però prevedere un altro mezzo per spostarsi da Manguri (l'ultima fermata utile del Ghan) fino a Coober Pedy che da lì dista circa 47 km. Prima di partire, è bene stipulare un'assicurazione sanitaria per avere assistenza garantita nelle strutture sanitarie australiane. Bisogna ricordarsi sempre durante qualsiasi escursione, di portare con sè acqua a sufficienza e proteggersi con cappelli e creme solari dotate di filtri con fattore di protezione almeno pari a 30.

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