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EVENTI 25 Agosto Ago 2015 0730 25 agosto 2015

Expo, successo di ingressi serali e aperitivi: la guida

Abbuffate di patatine e hamburger. L'opzione chic di Russia e Gb. Il caffè etiope. In fiera è boom di happy hour da 5 a 10 euro. Il 20 agosto ingressi record: 153.249.

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L'invasione del popolo della movida inizia al calar del sole, il tempo di comprare il biglietto a 5 euro e passare i tornelli.
Per i milanesi l'aperitivo è sacro, lo è ancora di più per chi è a Milano d'agosto.
E siccome alla fiera di Rho-Pero c'è l'Expo, come non spendere qualche decina di euro tra ristoranti e bar lungo il Decumano? Sempre più economico di chi sta in vacanza in alta stagione.
L'Esposizione universale sta raccogliendo numeri record, col picco di visitatori del 20 agosto: 153 mila 249.
IL SERALE, UN SUCCESSONE. Il successo dei ticket serali è stato travolgente dall'apertura, quando ancora il vialone centrale dell'Expo era semi vuoto e i visitatori dispersi nei padiglioni.
Ma dalle 19 alle 23 (le 24 nel week end) si popolava di lombardi venuti a bere e assaggiare i cibi del mondo: i padiglioni chiudevano quasi tutti, ma illuminati erano più belli, intanto ci si faceva un'idea e pure un drink.

La fila per il ristorante e il bar Expo dell'Argentina (Barbara Ciolli).


Adesso che l'Expo è strapiena, un fiume umano scorre lungo il grande viale del Decumano dalle 19.15-19.30 fino alla chiusura ed era stato proposto di allungare l'apertura tutti i giorni a mezzanotte, anche dei padiglioni, un po' complicato per i ritmi pressanti dei lavoratori.
Tutti comunque si sono attrezzati: i Paesi fanno a gara per offrire happy hour a 10, 7, anche 5 euro negli stand più economici.
PATATINE E DOLCI. Assaltati i chioschi di patatine fritte e hamburger. Per sfidare la concorrenza di belgi e olandesi per cena la Gran Bretagna ha cominciato a vendere i fish and chips.
Non a buon mercato per la verità, ma la gente si tuffa: 7 euro una confezione come per un dolce tradizionale di strada ungherese, una sorta di pannocchia dolce intrisa di cannella e pistacchi che tiene in fila anche mezzore.

Alternativa chic sulle terrazze di Gran Bretagna e Russia

Il successo degli apertivi inglesi sulla terrazza-alveare (Barbara Ciolli).  

A inglesi e russi la palma dei lounge bar più eleganti.
Musica soul e birre, queste sì in genere a buon prezzo, da 3 ai 5 euro massimo, sulla terrazza della bella installazione-alveare, uno dei padiglioni migliori da vedere.
La voce degli aperitivi «fighi» dalla Gran Bretagna è montata rapidamente tra i giovani della movida milanese.
Si parte la sera diretti verso l'alveare di Wolfgang Buttress, Rho-Pero invece dei Navigli.
VODKE E GOURMET RUSSO. Ma anche la Russia non scherza, con vodka di prima scelta da scolare sul tetto panoramico del padiglione più imponente ed elegante dell'Expo.
Specie dopo la visita interna che fino alle 19.30 include degustazioni gratuite di bevande e cibi tradizionali, pesce e spuntini vari preparati dagli chef.

Gli aperitivi low cost israeliani di Expo (Barbara Ciolli).  

Cheap e buono l'aperitivo «pic nic» degli israeliani: 4 euro e mezzo per una sangria, 5 euro per una bibita accompagnata da spuntino e ci si può sempre fermare per una cena kosher o dei falafel o pita con la salsa ai ceci hummus.
Evidentemente per scelta, come l'Austria, Israele è tra i padiglioni migliori per rapporto azzeccato qualità-prezzo e, una tantum, non lesina merende gratuite di pane arabo e Nutella, ma bisogna avere fortuna.
CARI I MOJITI CUBANI. Godibile anche un aperitivo alla terrazza Martini oppure, al pian terreno, al birrificio storico Poretti: 3 euro una chiara piccola e per chi ha a un budget più alto è consigliata una sosta al wine corner Franciacorta o al padiglione di Cuba, che, spiace dirlo, non brilla per socialismo.
La stanza cubana è nell'area del cacao, ma dentro c'è solo un bancone (affollatissimo) dei cocktail: un mojito 8 euro, che ne direbbe Hemingway e soprattutto che dicono i Castro?

Buon cibo e spesa media ai ristoranti di Uruguay, Iran e Algeria

Aperitivo con piscina alla Repubblica ceca (Barbara Ciolli).


Nel bar della Repubblica ceca un mojito costa 6 euro e la sera - ma soprattutto di giorno - sono graditissime le sdraio kitsch al bordo piscina.
Rinfrescati si può anche mangiare una porzione di prosciutto di Praga con l'osso a 5 euro.
Mentre per una spremuta o una macedonia di frutta (2 euro) è invece ottimo lo stand cinese vicino alle spezie.
Aperitivo, poi cena e magari pub.
IL KHORESH IRANIANO. Tra i ristoranti di buon livello e medio prezzo, vale la spesa una grigliata al padiglione eco-sostenibile dell'Uruguay famoso per il suo (ex) presidente povero.
Oppure per un bel piatto di riso e pollo speziato khoresh al padiglione iraniano, strapieno all'ora di cena: il passaparola si è diffuso a Milano come per gli inglesi.
Con una ventina di euro a testa si esce soddisfatti dopo una portata abbondante e bevande selezionate, di qualità.
Menù nella filosofia di Eataly che pure ha prezzi accessibili: 5 euro un dessert, 10 euro mediamente un primo, 15 per un secondo con carne.

I ristoranti Eataly di Expo (Barbara Ciolli).  

Molto apprezzato, per la carne, anche il padiglione argentino e, nella fascia media, una chicca è senza dubbio il ristorante a buffet dell'Algeria: gli aromi di carne, cous cous e pane arabo invadono l'agorà dedicata ai Paesi mediterranei.
Imperdibili, in zona Maghreb, anche gli appetibili menù low cost della Tunisia: tre antipasti, cous cous, insalata, bevanda e dolce a 12 euro. E nel vicino spazio delle terre aride, il take away eritreo fa gli zighinì: lo spezzatino con sughi speziati da intingere a mano con il pane, 10 euro bibita inclusa.
OTTIMO CAFFÈ ETIOPE. Il piatto tipico del Corno d'Africa si può gustare anche nel ristorante etiope, che però è più caro e di poco più abbondante.
Per questo all'Etiopia è consigliabile andarci dopo, a bere dell'ottimo arabico tostato in diretta, una vera prelibatezza, nell'area del caffé ben allestita, se non fosse per l'onnipresente e disturbante invadenza del marchio Illy.
Tra i take away più economici e buoni anche la cucina tradizionale dell'Afghanistan. Giappone e Germania hanno invece i ristoranti più cari, solo per fasce medio-alte: una scelta seria ma un po' pretenziosa, specie in tempi di crisi.

La rockband al padiglione olandese di Expo (Barbara Ciolli).


E specie se per un sushi a 22 euro bisogna ordinare prima delle 21.30 e poi stop, la cucina chiude.
Dopo cena, l'area olandese sembra un luna park messo in piedi solo per far soldi: i chioschi di hamburger e hot dog a 7-8 euro intrisi di ketchup e maionese rubano parecchi clienti al McDonald's (ebbene sì, c'è anche Expo).
Patatine, birra e Cola cola fanno furore come agli stand del Belgio.
A 8 euro, drink incluso, gli olandesi vendono anche dei dolcini molto facili da cucinare con la stessa Nutella che gli israeliani regalano.
MOVIDA LATINOS. La gente si ferma un po' ad ascoltare un'improbabile rock band nordica con il batterista in boxer e la cantante che si dimena seminuda, accanto al padiglione della Santa sede.
Per fortuna poi vira via. Nei Paesi dell'Est domina la disco music ma gli italiani, e meno male, preferiscono i locali sud-americani. «È venuta la Merkel ma il papa quando viene?», scherza bailando una coppia.
Brasile, Argentina, Ecuador a sorpresa Colombia fanno il pieno: tango e salsa, gringos e movida.

L'assalto alle patatine fritte olandesi (Barbara Ciolli).

Twitter @BarbaraCiolli

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