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VIAGGI 7 Settembre Set 2015 1200 07 settembre 2015

Vacanze, boom ad agosto e settembre: livelli 2011 vicini

In ferie il 50% di italiani. Come prima della recessione. Nell'ultimo mese d'estate partono in 4 milioni: +33% sul 2014. Federalberghi: «Merito di clima e crescita».

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Una veduta panoramica del mare di Castelsardo, in provincia di Sassari.

Gli italiani tornano in vacanza. O almeno lo fa la metà di loro. E non hanno alcuna intenzione di smettere.
Settembre, per molti, è mese di ferie e partenze.
A confermarlo sono le previsioni di Federalberghi che confermano il ritorno del 'segno più' dopo un agosto incoraggiante e avvicinano ulteriormente i numeri del 2011.
Quattro anni fa furono 33,2 milioni di persone a muoversi durante l'estate.
Poi una brusca frenata: 27 milioni nel 2012, 26,8 nel 2013, 28 nel 2014.
Quest'anno, secondo un'indagine condotta dall'associazione con l'Istituto Acs Marketing solutions su un campione rappresentativo di 1.201 persone, sono 30,4 milioni, il 50% della popolazione, l'8,6% in più rispetto a un anno prima.
I FATTORI: CLIMA E RIPRESA. «Due fattori hanno contribuito a questo incremento», ha spiegato Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi, a Lettera43.it, «il clima: basta pensare che sulla Riviera Romagnola, sui primi 72 giorni d'estate, solo uno è stato di pioggia; i segnali di ripresa economica, che non sono ancora eclatanti, ma mostrano un miglioramento della fiducia dei consumatori».
L'81% RESTA IN ITALIA. L'81% degli italiani, per le sue vacanze, ha scelto di restare dentro i confini nazionali.
«Anche per le situazioni di insicurezza in Nord Africa e per la crisi economica greca», prosegue Nucara, «con le voci che si rincorrevano sulle limitazioni al prelievo col bancomat e le difficoltà da parte degli esercenti a procurarsi le materie prime».
Il 48% di questi opta per il Sud e le Isole: il 18% in Sicilia, il 10,4% in Sardegna, il 10,1% in Puglia, il 10% in Calabria.
Il 79% dimostra di preferire la spiaggia (nel 2014 era il 70%), il 7,8% la montagna, il 4,2% le località d'arte, il 2,7% quelle termali, il 2% i laghi.
PERIODO MEDIO RIDOTTO. Rispetto al 2014 si è accorciato il periodo medio di permanenza (da 9 a 8 giorni), e la spesa si è ridotta leggermente (da 790 euro a 786), ma il giro d'affari ha comunque tratto beneficio dall'incremento dei flussi, passando da 17 a 18,3 miliardi di euro (+7,7%).
Chi va all'estero (oltre 5 milioni di persone), si orienta sulle grandi capitali europee o i tropici.

A settembre +33% rispetto al 2014

Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi.

Quella di agosto è un'onda lunga destinata a influenzare positivamente anche settembre.
E poco più di 4 milioni di italiani hanno deciso di partire (l'anno scorso furono circa 3 milioni, per un incremento del 33%).
PREZZI PIÙ ECONOMICI. Merito anche dei prezzi che si abbassano e delle strutture ricettive che, finite l'alta stagione, diventano più economiche.
Partire a settembre è una scommessa che può pagare, perché se è vero che non è così scontato trovare delle belle giornate (ma la possibilità di prenotare sotto data riduce il rischio di ritrovarsi a fare i conti col maltempo), è altrettanto piacevole godersi qualche ora su una spiaggia meno bollente e affollata che in agosto.
DALLA 'VACANZA' ALLE 'VACANZE'. «Prima c'era la villeggiatura, poi c'è stata la fase della vacanza, ora siamo in quella delle vacanze, al plurale», spiega ancora il numero uno di Federalberghi, «se ne fanno di più e più brevi, così pure settembre è un buon momento. Anche se resta un mese preferito dagli stranieri più che dagli italiani, con le famiglie costrette a fare i conti con il rientro a scuola dei figli».
Il turismo di settembre è ormai una realtà. Ogni anno, l'Istat rileva più di 40 milioni di notti trascorse negli esercizi ricettivi italiani (28 milioni in albergo), 24 milioni di queste riferite a turisti che vengono da fuori, 16 milioni agli italiani.

Gli stranieri aumentano del 2,5%, ma in Europa fanno meglio

I dati dell'ultima estate hanno evidenziato una crescita anche per il trend degli stranieri (+2,5%), «ma Francia e Spagna vanno ancora meglio, e noi non dobbiamo sederci sugli allori. Servono infrastrutture migliori: non è possibile che una famiglia che spende 700 euro in albergo per stare una settimana in Sardegna ne debba spendere 800 di nave».
DELUSIONE EXPO. A deludere, dal punto di vista dei flussi dall'estero, è stato Expo.
Se entro il 31 ottobre, a Milano, sono attesi 16 milioni di visitatori - «un quarto della popolazione» - da tutto il nostro Paese (9 milioni quelli arrivati dal primo maggio al 31 agosto), non sono altrettanto incoraggianti i numeri che riguardano gli ospiti stranieri.
«UN'ESPERIENZA POSITIVA». «Ci si aspettava di più, e certamente non ha pagato la tecnica dell'Ente nazionale del turismo, che a sei mesi dall'inizio dell'esposizione ha richiamato in sede i capi delegazione all'estero, proprio quando sarebbero stati preziosi punti di riferimento per chi voleva venire in Italia».
Ma per Nucara c'è comunque un aspetto positivo nell'esperienza Expo: «Al di là dei biglietti staccati, rimarrà l'immagine di un Paese in grado di organizzare un evento, di essere efficiente e accogliente. Speriamo che il Giubileo confermi questa impressione».

Pernottamenti: gli hotel i più gettonati

Una turista in vacanza.

Gli alberghi (24,5%) risultano leggermente in calo rispetto al 2014 (27%), ma rimangono comunque la soluzione preferita per il pernottamento. Crescono, però, le alternative.
Le case degli amici passano dal 20,1 al 21,7%, gli appartamenti in affitto dal 10,2 al 12,1%, il villaggio turistico dal 7,2 al 7,6%, i residence dal 6,5 al 7,1%, i bed&breakfast dal 2,9 al 4,3%, i campeggi dal 2,5 al 4,3%.
«MERCATO IN CRESCITA». «Siamo un mercato in crescita, per nulla saturo, nel 2014 un miliardo di persone ha lasciato il suo Paese per un viaggio, entro 20 anni si pensa che questa cifra possa raddoppiare. La crescita delle nuove modalità di pernottamento non ci preoccupa, chiediamo solo regole uguali per tutti», precisa Nucara, «per il bene della concorrenza e della sicurezza. In hotel non si può tenere una caldaia a gas in stanza, come successo in un B&b a Roma dove a dicembre è morto un turista americano».
SCONTI PER CHI PRENOTA DIRETTAMENTE. Intanto gli albergatori si sono attrezzati per essere più competitivi: «Da qualche mese a questa parte, in base a una pronuncia dell'Antitrust, gli alberghi contattati per telefono o per e-mail, senza passare dai portali internazionali che non pagano l'Iva in Italia e si portano via una fetta grossa degli introiti, possono offrire prezzi più bassi, pasti o altri servizi gratis. È una cosa nuova, ma ha già iniziato a funzionare».

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