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MONDO 11 Luglio Lug 2016 0800 11 luglio 2016

Albania, la nuova America del turismo: il viaggio

Dai barconi di 25 anni fa al boom dei vacanzieri. Prezzi bassi e qualità europea. Per gli italiani «qui è meglio della Grecia». L43 lungo la costa a Sud di Valona.

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da Saranda

Ksamil, sei miglia. La distanza minima dell'Albania verso le acque dell'Unione europea è un braccio di mare tra Corfù e la rinomata località turistica albanese con l'antico nome greco che segna la sua lontananza dall'isola. Il passaggio all'andata in traghetto è un amarcord per gli albanesi: una famiglia che vive in Italia da 20 anni porta i tre figli a passare le loro prime ferie con i nonni, un giovane padre stringe a sé il bambino piccolo che insiste nell'attaccarsi alla ringhiera della nave. C'è pace e vento, nel mar Ionio che si affaccia sull'Epiro: quasi una crociera attorno a yacht e diverse barche a vela.

La riserva naturale di Ksamil.


A solcare dolcemente le onde non sono più i barconi di 25 anni fa da Valona (un centinaio di chilometri di costa a Nord) verso l'Italia, con le migliaia di albanesi in drammatica fuga da una dittatura all'implosione. A Corfù i traghetti e l'aliscafo tirati a lucido delle due compagnie marittime albanesi si riempiono di espatriati di rientro per l'estate e turisti europei.

MOLTI ITALIANI E AUSTRIACI. Sono sempre di più, dall'Italia e dal Nord Europa: un gruppo di centauri austriaci ha imbarcato le moto, diversi italiani vogliono vedere le insenature celesti di Ksamil. Un paio di anni fa anche Hillary Clinton e la figlia Chelsea con il marito sbarcarono a Butrinto, nella baia dei resti archeologici di Ksamil attorniata da una riserva naturale. Così, per provare l'Albania.

In spiagga a Saranda.

Poco più di un'ora di mare, mezz'ora con l'aliscafo, separa Corfù dal porto trasparente di Saranda, cittadina dei locali e delle spiagge di ghiaia che oggi ha anche un busto di Hillary, e attracco dei traghetti di linea a una decina di chilometri dalle acque ancora più trasparenti di Ksamil. Da fuori vengono kosovari, macedoni, tantissimi polacchi. Ma anche diversi vacanzieri dall'Ovest dividono ormai le ferie tra la grande isola greca e la costa meridionale albanese, e una famiglia toscana non ha dubbi.

PIÙ RISPARMIO E PULIZIA. «L'errore sono stati i cinque giorni a Corfù, non le due settimane qui», ci raccontano Pietro a Marina al molo di Saranda, «meglio l'Albania senza termini di paragone». Qui pulizia, buoni servizi e ospitalità estrema: standard europei a un costo tre volte inferiore che nelle mete dell'euro. In Grecia cumuli di spazzatura, servizi ridotti all'osso e prezzi alle stelle, la cresta continua ai turisti per sopravvivere ai salassi della Troika, insetti e topi a insozzare spiagge e luoghi meravigliosi.

Ritorno in Albania.

Sei miglia tra un Paese depresso e uno emergente: restano dei grossi problemi da risolvere anche a Saranda - speculazioni edilizie in riva al mare, traffici illeciti e altri business in nero bloccati solo in parte -, ma se nel 1991 «Lamerica» per gli albanesi era l'Italia, per i greci potrebbe presto diventare l'Albania. L'economia è fatta di piccoli numeri ma gira, la gente è sempre indaffarata.

STANDARD EUROPEI. Con l'equivalente di 6-7 euro (1.000 lek, la valuta locale) a Ksamil si mangia un piatto di pesce appena pescato, 5 euro per una pizza e una birra di Tirana, 60 centesimi per una crepe. Una camera per due in un albergo a tre stelle o in uno degli appartamenti delle famiglie del posto viene sui 25 euro con tutti i comfort. «Albergatori e ristoratori sono di un'onestà impressionante», conferma a Lettera43.it anche una coppia milanese di ritorno da una vacanza a Ksamil, «mare bellissimo. Locali carini e cucina molto buona. Davvero nulla da eccepire».

Una creperia di Saranda.


Da Saranda si possono noleggiare auto o fare crociere nelle baie o sugli isolotti tra Butrinto e Ksamil, ed escursioni nell'entroterra delle sorgenti di acqua finissima. «Se sei una giornalista non puoi perderti il blue eye», dice il ragazzo dell'ostello centrale della cittadina, crocevia di ragazzi con lo zaino in spalla che attraversano i Balcani e di giramondo di ogni età.

TURISTI DEI BALCANI. A dormire in brandina ci sono anche tre prof: un insegnante italiano, un suo collega tedesco curioso dell'Albania e un gentleman inglese in pensione da una cattedra di common law di un'università di Londra che in realtà sta consumando le sue vacanze a rispondere ai quesiti tartassanti sulla Brexit... «che poi anche la Grecia ha cercato di fare il suo referendum, no? E l'Albania vuole entrare nell'Ue, ma non nell'euro... Vediamo che succede».

L'Occhio blu tra le montagne.

«L'occhio blu» è una sorgente di acqua ghiacciata nei boschi vicini che sgorga dalle profondità abissali di bianchissime rocce carsiche, uno spettacolo.
Chi viene in Albania non può non vedere la Laguna blu dei Balcani e infatti per i turisti è, con gli scavi di Butrinto, una tappa obbligata: si raggiunge in mezz'ora sia con gli autobus di linea sia con i pullman più piccoli, e sulla strada spuntano bungalow per riposare e un ristorante affollato.

UNA CITTÀ-MUSEO. Giù si fa il bagno tra le libellule anche in costume, «un toccasana per la circolazione» sostengono alcuni italiani. Nell'entroterra con 2 euro si pasteggia negli autogrill e sulla stessa via, a una ventina di chilometri da Saranda, c'è Gjirokastra, altro gioiello nascosto dell'Albania. Patrimonio dell'umanità dell'Unesco, il centro storico e il castello di questa città-museo sono un condensato dell'intreccio di culture.

Gjirokastra, patrimonio Unesco.


Greci, romani, bizantini, veneziani, turchi, italiani, tedeschi: tutti hanno lasciato il segno sulle mura, altro nome greco, della «Fortezza argentata».
Davanti al traghetto verso l'Albania si stagliava un enorme masso assolato e dietro ci sono città storiche, boschi, orti e fiumi rigogliosi: che sorpresa. Rientriamo nell'Ue, al porto di Corfù in anticipo obbligato per il volo. Gli autobus di linea greci per l'aeroporto (5 chilometri in tutto, con cambio in centro) passano ogni ora e costano quasi 2 euro.

DECLINO EUROPEO. Il tassista sbucato da un lungo serpentone di Mercedes nuove chiede 5 euro in nero a testa per meno di tre chilometri con altre due persone a bordo e ci scarica urlando in centro, di fronte alla taverna greca di un suo amico che evidentemente ha bisogno di avventori. L'autobus per lo scalo arriva solo 40 minuti dopo. Questa è oggi Lamerica, anzi l'Europa.


Twitter @BarbaraCiolli

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