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ANALISI
1 Agosto Ago 2016 1200 01 agosto 2016

Il turismo estivo italiano spiegato con le infografiche

Più pacchetti vacanza venduti nel 2016. Verso Europa e Usa. Nonostante l'Isis. Nel 2015 Spagna meta preferita. E salgono le presenze degli stranieri. Le mappe.

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Una ripresa lenta, tra luci e ombre. Con lo spauracchio del terrorismo che non sembra sconvolgere l'agenda dei vacanzieri.
È la fotografia del turismo italiano nella stagione estiva, in particolare tra il 2014 e il 2016.
In attesa di avere dati certi sull'estate 2016, c'è già chi prova a fare previsioni, come nel caso di Enit, l'Agenzia nazionale del turismo.
Secondo uno studio pubblicato a fine giugno oltre il 68% dei tour operator ha detto di aver aumentato le vendite di pacchetti turistici sia sul mercato europeo sia in quello oltreoceano.
PER IL 2016 PRENOTAZIONI SU DELL'1,8%. Anche i primi dati sull'inizio dell'anno riportano un timido ottimismo nel settore con il Ciset, Centro internazionale di studi sull'economia turistica, che ha certificato un aumento dei turisti stranieri dell'1,8% rispetto al 2015.
Passando ai due anni precedenti, i dati sono precisi: se i viaggi compiuti dai cittadini italiani risultano diminuiti di un milione fra il 2014 e 2015, crescono gli arrivi dall'estero.
UN MILIONE DI VIAGGI IN MENO. I dati del 2015 hanno confermato che gli italiani non rinunciano alle vacanze e al riposo estivo, nonostante una leggera flessione rispetto all'anno prima.
Secondo i dati Istat tra luglio e settembre ci sono stati 22 milioni di viaggi turistici.
La maggior parte con almeno quattro o più notti di vacanza, anche se sono proprio i periodi con questa durata a vedere il calo maggiore: nel 2014 c'erano stati 17 milioni di viaggi, mentre lo scorso anno la quota è scesa a 16.
Costanti invece quelli con massimo tre notti di vacanza. Erano 6,8 milioni nel 2014, sono stati 6,7 nel 2015.


Nel 2015 per le vacanze brevi in testa alle preferenze estive c'è stata la Lombardia, seguita da Emilia-Romagna e Lazio.
BOOM DI PRESENZE GRAZIE A EXPO. A pesare su questa classifica c'è soprattutto l'effetto Expo che ha fatto confluire diversi turisti verso Milano.
Nel 2014 la prima regione per i viaggi brevi era il Veneto, seguito dalla Lombardia e dall'Umbria.
NELLE VACANZE LUNGHE VINCE L'EMILIA. Classifica un po' diversa se si considerano le vacanze più lunghe, quelle con oltre quattro pernottamenti.
In testa c'è l'Emilia, seguita da Puglia e Toscana. Le tre regine della vacanza in Italia rimangono saldamente nei primi posti della classifica anche se con qualche differenza rispetto al 2014, quando a comandare c'era la Toscana, seguita dalla Puglia.


Rispetto a tutti quelli che hanno scelto di andare in vacanza solo il 18,5% ha deciso di varcare i confini nazionali.
Un punto e mezzo in meno rispetto al 2014.
NEL 2015 SORPASSO DELLA SPAGNA. Il 10,7% di loro ha scelto l'Unione europea e appena il 3,4% ha lasciato il Vecchio continente.
Rispetto al 2014 il 2015 ha visto il definitivo sorpasso della Spagna sulla Francia come meta estera.
Al terzo posto si è piazzata la Croazia. Fuori dall'Europa vincono invece Marocco e Stati Uniti. La Francia rimane in testa nelle mete estive.
Tra luglio e settembre ha superato di nuovo la Spagna.


L'Italia piace agli stranieri, e molto.
Nel 2015 oltre 55 milioni di persone hanno scelto di venire nel nostro Paese per le vacanze.
SEI MILIONI DI TEDESCHI IN ESTATE. Di questi quasi 30 hanno scelto di visitare l'Italia in estate.
Un balzo di circa 2 milioni rispetto al 2014.
In testa alle presenze i tedeschi. Tra giugno e settembre del 2015 gli arrivi dalla Germania sono stati 6 milioni, in leggera flessione rispetto all'anno prima.
Secondo posto per i 2,3 milioni di statunitensi e terzo per i francesi che dopo essere stati 1,9 milioni nel 2014 balzano a 2,2.
A fare un salto nel giro di un anno è stata la presenza dei cinesi, salita del 27% con 1,3 milioni di turisti che sono venuti da noi.
Segno più anche per irlandesi e croati (entrambi +22%).
Crollano invece le presenze estive degli spagnoli da 829 mila a 690 mila e dei russi che scendono del 3,7%.

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