Antonietta Demurtas

Italo Calvino definì Cesare Pavese un "ragazzo nel mondo degli adulti, senza mestiere nel mondo di chi lavora, senza donna nel mondo dell'amore e delle famiglie, senza armi nel mondo delle lotte politiche cruente e dei doveri civili". Insomma un precario d'altri tempi. Per questo dal poeta piemontese ho preso in prestito il titolo della raccolta di poesie Lavorare stanca. Solo che oggi la gente si stanca a non trovarlo il lavoro. A desiderarlo, aspettarlo, chiederlo. Perché se come scriveva Leo Longanesi: "Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo", la nostra società, non fondata sul lavoro, vede il riposo come un incubo. Cesare Cantù non sbagliava a dire che "Il peggio mestiere è quello di non averne alcuno".