30righe

5 Maggio Mag 2015 1713 05 maggio 2015

Obama al Letterman show: che invidia

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il segreto del David Letterman show sta tutto nelle parole di omaggio pronunciate da Obama al conduttore David Letterman e al suo show di seconda serata che fra qualche giorno chiude le trasmissioni dopo anni di meritata programmazione.

«Penso che gli americani - ricambia il presidente - dopo una dura giornata in ufficio, tornando dal lavoro hanno sempre saputo che c'eri tu a dargli un po' di gioia, un po' di risate, e questo vuol dire molto. Sei parte di noi. Ci hai fatto un gran dono e ti vogliamo bene».

Una formula televisiva così semplice e tuttavia inossidabile, perennemente di successo quella che ha incollato milioni di americani davanti alla tv per oltre tre decenni di fronte al talk show di Letterman: una formula che regalava uno spazio di gioia dopo una giornata di stress. L'entertaiment allo stato puro proprio in una fascia oraria - la seconda serata appunto - nella quale il palinsesto rispetta la curva del bioritmo, non lasciandosi tentare, come avviene da noi, dalla bulimia giornalistica riempiendo gli spazi di talk e dibattiti informativi oltre ogni misura con i risultati - proprio quest'anno - deludenti che vediamo in questa stagione.

E' stato semplice per Letterman e il suo talk show: parlare e dissacrare la realtà accompagnando, se possibile, lo spettatore verso il sonno notturno. Poter ridere addirittura di se stessi, delle proprie nevrosi, come esorcizzare la frenesia tipica americana in cui nel diurno si resiste alla durezza quotidiana con il lavoro, le fatiche in casa, la creatività da concretizzare, lo 'sbattimento' del tempo da trasformare in denaro in senso produttivo; e poi - nelle ore del notturno - arrendersi con autoironia e sarcasmo alla giornata appena trascorsa, magari con la classica birra in mano e scafandrati nel divano, chiudendola con l'antidoto per eccellenza che è il sorriso.

L'unico in Italia che si sia avvicinato a queste sensazioni è stato Maurizio Costanzo, visto nel suo insieme: mentre in Rai si chiudevano sostanzialmente i programmi (erano davvero altri tempi televisivi), il salotto di Costanzo regalava momenti di sipario esilaranti con personaggi improbabili, dialoghi surreali, invenzioni che restano nella memoria di chi andava a letto con il numero 5 del televisore come ultimo canale visto.

E poi nulla più in questo senso. il palinsesto si è - per così dire - dilatato monotematicamente a danno della sperimentazione ma sopratutto a scapito del bioritmo dello spettatore. Quest'ultimo - se ci si pensa - non solo è già frustrato per l'eccesso di infotaiment durante il day time e il prime time ma molto spesso assiste a programmi che per esigenze pubblicitarie allungano la diretta fino a notte fonda, distruggendo a volte la psiche degli utenti. L'unico programma attualmente di satira 'notturna' è Nemico Pubblico su Rai3, il corrosivo e dissacrante one-person-show di Giorgio Montanini, che è costruito diversamente cioè sui monologhi.

Al netto di questi esempi, manca il Late show italiano nella tv generalista (visto che Alessandro Cattelan fa un programma del genere ma su Sky). Manca in Italia e si rende necessario un face ti face di questo tipo e del resto chi lo farebbe? Si può immaginare un premier, un attore di prima fila o comunque un personaggio forte che si fa 'spalla' e vittima del conduttore? Un ospite che anziché il red carpet si lascia frantumare da battute fulminanti e si rende a servizio del vero protagonista dello show che non è lui stesso, l'invitato?

Si può dire che il Late di Letterman è la risposta all'impulso dello spettatore, quello di vedere il tasso di auto-ironia del politico o del personaggio eccellente il quale - con David - si umanizza, si prende in giro come diventando uno come me, come noi davanti allo specchio. Altro che incensi o interviste di circostanza come spesso avviene in Italia. Sulla scrivania di quel programma bisognava misurarsi dinanzi alla perfidia del conduttore e del pubblico, il che non è roba da poco considerata la boria di molti ospiti durante le interviste.

Ecco la forza di Letterman in questi anni, definito da Francesco Prisco sul Sole 24Ore, l'idea platonica del talk, la formula primigenia del genere: non un talk show qualsiasi ma il punto di riferimento indiscusso e indiscutibile del genere, modello cui rifarsi e termine di paragone su cui misurarsi per innumerevoli addetti ai lavori della televisione, il format che, in giro per il mondo, vanta il maggior numero di tentativi di imitazione.

In Italia ci manca David, in Italia non abbiamo un Late show... possediamo un unico talk politico-giornalistico h24, full time e senza punto di caduta. O meglio - visti i numeri di quest'anno - la caduta c'è ma è lo share e l'abbandono degli spettatori.