30righe

9 Giugno Giu 2015 1909 09 giugno 2015

G7 malinconica inutilità

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Al netto delle belle foto dallo stile bucolico con le passeggiate lungo i sentieri bavaresi, l’ultimo G7 appena svoltosi a Garmish si è rivelato in tutta la sua paradossale tristezza e inutilità.

Il primo pensiero - seppur semplificato - è l’incomprensibile futilità di questi meeting al contrario di come dovrebbero essere: sul tavolo della discussione vi erano i grandi dossier geopolitici ai quali non si è data risposta, complici i troppi weisswurst e le pinte di birra a profusione. Non ci risultano dichiarazioni (e azioni) davvero incisive sull’offensiva anti-Isis nelle ore in cui - si legge in rete da fonti dello stato islamico di Tripoli - i soldati del califfato hanno preso d'assalto la centrale a vapore che gli atei di Fajr Libya', le milizie islamiche al potere a Tripoli, 'occupano all'ovest di Sirte. Con tutte le nostre armi, la centrale è controllata su tutte le direttrici grazie a Dio e alla sua potenza. Anche la città di Sirte è totalmente libera, grazie a Dio', si afferma ancora nel testo confermando la conquista dell'importante porto libico al centro dell'omonimo golfo. E sempre oggi il Parlamento di Tobruk ha bocciato la proposta Onu di unificare i governi per essere un interlocutore forte di contrasto alle milizie jihadiste.

I cosiddetti 7 Grandi - anche se insieme raggiungono un terzo del Pil mondiale - hanno firmato un accordo (sacrosanto) sul clima, probabilmente inebriati dalla location. si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra per contrastare il cambiamento climatico. In vista della conferenza mondiale sul clima che si terrà a Parigi il prossimo dicembre è stata sottolineata la necessità di un’azione urgente e concreta. Da qui la scrittura di alcuni punti che si configurano come linee guida.

E l’Ucraina, cioè il punctum dolens di tutta la questione euroasiatica? Pochissime dichiarazioni di circostanza tutte peraltro polemiche contro il pressing di Putin nell’est ucraina. Un presidente, parlando di Vladimir Putin, che ha commesso in questi mesi diversi errori a partire dallla ri-annessione della provincia di Crimea e nell’incoraggiare i ribelli delle province orientali di Donetsk e Luhansk. E tuttavia la strategia di Usa e Ue è, se vogliamo, ancora più debole, quasi esoterica. Basti pensare che Papa Bergoglio nel ricevere Putin in Vaticano sta riuscendo laddove gli altri leader latitano.

Non bisogna studiare interi scaffali di saggi di politica internazionale per capire quanto bisogna aumentare (e non il contrario) gli spazi e i tempi di dialogo per convincere il tuo avversario politico e questo atteggiamento del G7 di isolare la Russia si sta rivelando stucchevole e privo di senso pratico. Piuttosto alimenta la sequenza di rimpalli e di sanzioni che non porta da nessuna parte. In questo senso il Vaticano continua a dare lezioni di alta diplomazia globale e di inclusione geo-politica cercando spiragli di dialogo su diversi fronti, dalla Russia a Cuba, da Israele al recente riconoscimento dello stato palestinese.

Ci si chiede se il G7 nel suo peregrinare da uno chalet ad un altro abbia davvero la sensazione delle questioni centrali per la pace del mondo e la concordia dei popoli per quanto ci si sprechi in retorica morale e di auspici sui quali l’opinione pubblica non eccepisce. Ma spiace vedere risultati mediocri, incisivi per la risoluzione delle questioni più spinose. Dalle foto bavaresi ci ritorna un malinconico effetto vintage come i filtri di instragram: tutti si salutano, ci si da l’arrivederci al prossimo summit mentre il mondo brucia di rabbia. Li chiamiamo grandi ma - attenzione - non sono risultati.