30righe

15 Giugno Giu 2015 1151 15 giugno 2015

Caos profughi, vergogna europea

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La chiamiamo Unione - quella europea - ma sembra solo un nome a vedere la vergogna di questi ultimi giorni. Una delusione - per dirla con un eufemismo - che sta tutta nelle immagini dei profughi al confine fra Francia e Italia, in un tira e molla allucinante e scandaloso fra il nostro paese lasciato letteralmente da solo nella gestione di quello che ormai è considerato da tutti come un fenomeno di massa, un esodo di profughi in cerca di asilo politico, di poveri che vogliono ricongiungersi con i loro familiari già fuggiti dalla guerra e dalle persecuzioni.

Una cooperazione europea che, è il caso di dirlo enfaticamente, si 'infrange' sugli scogli di Ventimiglia, città simbolo e paradigma di un continente che non c'è, troppo concentrato a rimettere i conti - economici - della Grecia, a far quadrare i bilanci della zona euro. Sì, l'unica europa possibile non è l'insieme dei valori e delle armonie fra i popoli come pensata dai grandi padri ma è l'angusta e oramai fastidiosa zona euro. La piccola e miserabile zona Merkel-Hollande con due grandi capitali, Berlino e Parigi, e tante (forse troppe) periferie sentite come zavorre dai molti debiti e pochi crediti. In questo senso l'Italia non è mai stata così inascoltata e sottostimata come in questi giorni per quanto il premier Matteo Renzi si sforzi di alzare la voce e affermare di avere nel cassetto un piano B.

Bisognerebbe chiedergli del piano A anzitutto, se esiste e in che termini: partiamo dal fatto - per onore di verità - che il nostro paese, con Mafia Capitale a lucrare euro per migrante a beneficio della cricca Buzzi&Carminati e in connubio con politici e amministratori di molti partiti, si è coperta di ignominia ed ha quasi azzerato punti di credibilità nei confronti dei partners europei. Ed è pur vero che in termini assoluti il nostro paese non ha più immigrati di tanti altri paesi in primis la Germania la quale gestita ogni anno il flusso di 'terra' proveniente cioè da est passando per Turchia e Grecia. E tuttavia tollerare una tale miopia e inettitudine dell'Unione Europea è uno sforzo titanico anche per il più convinto europeista e spiana una prateria sterminata alla politica populista nostrana e non.

Salvini, Grillo così come Farage e Marine Le Pen non potevano chiedere di meglio in queste settimane: l'ultimo G7 si è concluso con alcune linee guida sul clima ma Papa Bergoglio con la sua prossima enciclica farà meglio e di più; le ultime riunioni che l'europa non si fa mancare è strozzinare ancora la Grecia che deve perentoriamente risanare i suoi debiti anche a costo di far mancare medicinali negli ospedali e le pensioni minime. Ma posta davanti a una sfida geopolitica di carattere epocale, davanti alle sciagure dell'africa - co-causate peraltro da guerre a bandiera europea; e poi messa davanti ai problemi di ogni tipo che gli scenari medio-orientali producono, la sola cosa che l’Unione ha fatto è stata quella di mandare qualche altra nave nel Mediterraneo e di destinare una manciata in più di quattrini all’operazione Triton. Per poi chiudere oggi le frontiere come la Francia, dormire beatamente come la Germania oppure 'sparare' a Gibilterra come la Spagna.

Siamo dunque sull'orlo di un collasso politico a causa dell'implosione demografica che potrebbe impattarsi sul nostro paese e al quale Matteo Renzi farà bene a mettere mano con un'urgenza maggiore rispetto allo storytelling del momento cioè la sconfitta inesistente del Pd alle amministrative. Lo sanno anche i sassi che il Partito Democratico - cioè la forza di governo - paga indubbiamente il suo essere al governo; e per quanto abbia vinto di gran lunga alle regionali dobbiamo ahinoi sciropparci l'eclatante che fa più notizia rispetto alla sostanza. Dunque Renzi perde Venezia anche se il Mose ha travolto tutti i partiti e lo stesso Pd perde in Liguria quando qualche citofonata a Civati e Cofferati dovrebbe essere fatta.

Governare paga, è indubbio. Ma sugli immigrati lasciare il fianco scoperto al populismo razzista e alla politica estera di 'un tanto al chilo' francamente il nostro paese non può permetterselo. Probabilmente è una forzatura ma perché continuare a partecipare a suon di miliardi di euro ai bilanci europei se poi la cooperazione fra i paesi va a farsi benedire? il Premier italiano può finalmente annunciare e casomai concretizzare una serie di veti di modo che il resto dell'Unione pianga sul serio la vergogna della crisi immigrazione che tutto il mondo vede dagli scogli di Ventimiglia?