30righe

16 Giugno Giu 2015 1248 16 giugno 2015

Un'enciclica che farà discutere

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Per soddisfare gli appetiti dei fanatici del vatileaks, rimasti da mesi a digiuno dopo le fastidiose vicende nei tempi di Benedetto XVI, il settimanale L’espresso ha violato l’embargo sul testo della seconda enciclica di Bergoglio “Laudato sii” dedicata alla custodia del creato. I media giustamente lavorano per sintesi, per sottrazione e quindi ci si è cimentati a dare il colore verde - si parla di green enciclical - a questo testo magisteriale del pontefice anche se si tratta di un’ovvietà ai limiti del banale, ma va così nel mondo della comunicazione, non bisogna strapparsi le vesti più di tanto.

Quel che lascia delusi anzitutto è lo sgarbo “editoriale” che l’Espresso ha fatto nei confronti di una policy che fin quando esiste andrebbe rispettata: (il Foglio ha scritto che violare un embargo assoluto su un documento papale non è il massimo dell’etica vaticanistica, per quel che ancora vale. Soprattutto se si sbatte online una versione che neanche è quella definitiva). Ebbene che si tratti - come si affretta a dichiarare padre lombardi della Sala Stampa vaticana - di una bozza non definitiva o del testo ufficiale, poco importa ed è indice di un atteggiamento poco corretto anche nei confronti di tutti gli operatori dei media che evidentemente avevano già il pdf del testo (bozza o no) ma hanno rispettato l’embargo. Una prassi che inevitabilmente andrà rivista sopratutto con l’avvento dei nuovi media della cui velocità ormai abbiamo una prova empirica. Ad ogni modo, proprio in queste ore il direttore della Sala Stampa vaticana P. Lombardi ha tolto l'accredito al redattore che ha anticipato il testo papale

A leggere oggi il report de La Stampa vi sarebbe un progetto di de-potenziamento della stessa enciclica la quale sarebbe accusata - da ambienti conservatori - di essere fortemente critica contro le grandi potenze economiche e le loro politiche di sfruttamento dell’ambiente. Del resto Papa Francesco e il suo pontificato non sono figli della casualità visto che proprio a partire dal nome scelto dopo il conclave - Francesco appunto - Jorge Bergoglio aveva già preannunciato il suo programma magisteriale mettendo al centro il primato della custodia (del creato, dei poveri e degli ultimi e dunque della Chiesa) come cartina di tornasole del suo insegnamento. Dunque perchè stupirsi adesso?

Il titolo del messaggio papale è pari pari preso dal famoso cantico delle creature di San Francesco. Un testo scritto (e cantato, per quanto si sia perduta la musica) nei tormenti, quando il poverello di Assisi era addirittura cieco e infermo. Un paradosso di poesia e di vertice quando Francesco è nel suo punto più basso, decaduto nel fisico, ridotto a brandelli. In quest'evocazione, del Cantico Papa Bergoglio invita tutti a difendere strenuamente la sorella terra, stremata dall'uomo. La chiama 'casa comune' dell’umanità, indifferente alle asimmetrie socio-economiche della contemporaneità ma piuttosto fedele a se stessa e alle sue leggi. Un discorso puntuale perciò sulla nostra società troppo rapida e aggressiva per il creato e i suoi cicli per i quali Bergoglio chiede a tutti una conversione ecologica globale e una custodia e un rispetto non più procrastinabili. il creato, ambiente vitale di tutti gli uomini - credenti e non - è da rispettare a tal punto da averne timore, rispetto delle sue leggi intrinseche.

La questione della disfunzione del pianeta non è di oggi - infatti - ma è probabilmente il tema cruciale di una globalizzazione poco armonica dei popoli e messa davvero a rischio da un’inaccettabile erosione di tutte le risorse primarie (acqua e suolo), dalla deforestazione selvaggia, dalla trivellazione di vaste aree del pianeta con conseguente rilevate da tutta la comunità scientifica la quale - provo a credere - non può che salutare l’enciclica come un appello che si accompagna al grido di questi anni rivolto alle grandi nazioni.

Si spiega perciò l’urgenza eco-teologica di Papa Francesco declinata in un testo che farà discutere anche per la sua dimensione ecumeninca: tantissimi i richiami al patriarca Bartolomeo definito da Bergoglio un grande difensore della creazione. E comunque l’enciclica - analogamente alla pacem in terris di Papa Roncalli - è decisamente rivolta a tutti gli uomini e le donne, credenti e non credenti poiché la pace delle nazioni e la cura della natura sono oggi le polarità che non solo uniscono le fedi ma - si spera - mettano d’accordo tutte le democrazie.