30righe

3 Luglio Lug 2015 1437 03 luglio 2015

Extreme Vegan

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Non è il titolo di un programma televisivo dentro quel filone del genere reality quando si ri-costruisce di sana pianta una casa negli states a favore di una famiglia meno abbiente o quando si ri-disegna il corpo di una persona con numerosi interventi di chirurgia estetica.

Non in questo caso: l’extreme della vicenda del bimbo pisano in stato di de-nutrizione qualitativa e una grave - dicono i medici - regressione neurologica ha visto paradossalmente un processo inverso cioè ci si è mossi per sottrazione - di cibo in questo caso - a scapito di un minore il quale certamente non ha chiesto quale fosse il modo più cool di mangiare ma come tutti gli altri bimbi gli sono stati negati quei principi nutrizionali necessari ad una crescita adeguata.

Sul veganismo si può essere d’accordo o no ma qua si è andati oltre, come in ogni “ismo” che si rispetti, oltrepassando la soglia dell’accettabile e del lecito morale. La cosa più stupefacente di questo fatto di cronaca è l’assurdità non più condivisibile di un’atteggiamento etico-filosofico diffuso in molta parte di società: e cioè declinare al plurale una tendenza o una pratica etica che devono rimanere a livello individuale, soggettivo. Fare proselitismo vegano ai figli (piccoli) non è a mio avviso una cosa esaltante per chi lo fa.

Non sembra allucinante infatti rifiutare ogni alimento proveniente dagli animali per poi danneggiare e compromettere la vita dei propri simili, peggio ancora se è un minore che non può difendersi,ancora peggio se è il proprio figlio? Come si giudica un comportamento simile se non un mix perfetto di idiozia e perfidia ammantata dall’allure meritorio del perfetto vegano? Nell’oceano di proteste ancora in corso si muovono le associazioni a difesa della pratica alimentare e l’associazione «Progetto vivere vegan onlus» fa sentire la propria voce: «I bambini, figli di vegani e non, necessitano di nutrienti fondamentali per lo sviluppo. Pur non entrando nel caso specifico, se i genitori non hanno prestato attenzione al regime alimentare del proprio figlio, non è perché sono vegani, ma semplicemente perché sono stati forse colpevolmente superficiali».

Sarà ma il modo tutto fai-da-te di questi genitori è molto discutibile proprio per non aver preso consapevolezza dei bisogni nutrizionali del loro piccolo già debilitato da un allattamento al seno (da mamma vegana) già deficitario delle vitamine presenti in un regime alimentare variegato e armonico. Le discussioni sono destinate a diventare roventi proprio per il merito della vicenda nella quale ci ve di mezzo la salute di un bambino. Per i piccoli in fase di crescita il fabbisogno di vitamine B o il ferro è sempre meglio veicolarlo attraverso cibi animali come la carne.

Non essendo medico, concludo con quanto dicono a più riprese molti esperti secondo i quali “Nella dieta vegana mancano gli amminoacidi essenziali che, nei Paesi sviluppati, vengono assunti con gli integratori senza mai arrivare a essere uguali a quelli naturali. Farli mancare a un bambino significa minare la sua crescita”. Andiamolo a dire ai genitori del bimbo pisano, forse troppo extreme per capire i bisogni del figlio.