30righe

14 Luglio Lug 2015 1215 14 luglio 2015

Regaliamoci il mappamondo

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Bisognerebbe guardare con piu attenzione a quel che accade nel mondo: con questa sentenza davvero illuminante proferita come oracolo salvifico da una splendida 73 enne incrociata in edicola mi si e' aperta una riflessione non del tutto banale sugli eventi sovra-nazionali di questi giorni. Da ieri l'intera Unione europea non è più la stessa quasi implosa su se stessa nel caos delle contrapposizioni al suo interno; e da oggi tutto il mondo è già cambiato (in meglio) a guardare Obama e i 5+1 accordatisi nientemeno che con l'Iran sul nucleare per scrivere una pagina di storia globale di grandezza epocale, gettando così un ponte di equilibri internazionali degni della migliore saggistica e lo sguardo si rivolge alle questioni più serie come L'Ucraina e la lotta all'Isis nel Medio Oriente.

Se mai l'avessimo dimenticato va detto che a questi livelli l'italia è fisiologicamente un frammento del tutto e non può permettersi di essere boriosa e provinciale. L'italia è piccola piccola e non certo per la sola responsabilità di Renzi a cui va dato atto di porre una questione che oltrepassi il dossier greco per una discussione seria sull'europa come protagonista a 360 gradi ma ad oggi è accusato dai suoi avversari di essere stato marginale nella vicenda greca ma - ahimè - si dimentica che nel 2011 lo stesso Berlusconi si scagliò contro il predominio franco-tedesco in economia e fu lasciato in balia dei sorrisi di sufficienza di Merkel e Holande, travolto delle inchieste interne (parliamo di Ruby, rivelatasi farlocca) e sopratutto sommerso dal discredito mediatico in patria. Oggi invece l'hastag che spopola è #ThisIsaCoup (questo è un colpo di stato) e non mi risulta che i grandi giornali lo avessero applicato alla cacciata del governo di centrodestra, l'ultimo nelle cronache del nostro paese democraticamente eletto dai cittadini. E questo doppiopesismo tutto italico non lo capirò mai, a prescindere dal colore politico di appartenenza.

In questi giorni siamo rimasti gli ultimi tolemaici in giro pensando che tutto ruota intorno a noi mentre tutto il resto è copernicano, inter-connesso, inter-dipendente. La battuta della saggia lettrice di quotidiani (e come ho notato anche di enigmistica...) è come aver ricevuto un regalo d'altri tempi ormai desueto e del tutto scomparso nei desiderata dei nostri ragazzi ma che dovrebbe tornare nelle scrivanie delle nostre case o nei salotti quando lo si ammira in grandi dimensioni e cioè il mappamondo, icona spaziale del nostro essere 'around' rispetto ai fatti narrati e alle vicende dei popoli. I primi - forse - a non comprendere questa esigenza ad allargare l'inquadratura del 'pensiero' e del ragionamento sono le televisioni trovatesi spiazzate rispetto alla geopolitica di queste ore offendo risultati a mio parere imbarazzanti e non degni di una televisione al passo con i tempi. Partiamo infatti da una domanda secca, vale a dire che succede quando convergono in sequenza diacronica il quasi-crack della Grecia con possible implosione dell'Ue, lo storico accordo nucleare fra Iran e l'Occidente e - non marginale - il viaggio storico di Papa Bergoglio in america latina?

Mi limito a osservare che ad eccesione de La7 che prova a mettere qualche toppa in palinsesto, la Rai è sostanzialmente chiusa per ferie in barba ai quattrini del canone profumatamente pagati dai cittadini; e il menù indigesto di questi giorni prevede techetechetè, le repliche delle fiction, il commissario Rex e tanto magazzino del già visto. Ma siamo seri? Bisognerebbe ricordare alla tv pubblica che quest'idea miserevole di una stagione invernale e una estiva non trova riscontro con la realtà iper-multimediale degli utenti. Non si può altresì giustificare questa chiusura di saracinesche quando poi dobbiamo sorbirci - per perfido contrapasso - da settembre a giugno l'invasione di inutili talk show con la stessa compagnia di giro la quale urla il nulla e non va oltre l'ombelico di sè. Un'ulteriore prova empirica di questa mancanza di dibattito e' la desolazione intellettuale che ha provato Paolo Mieli a InOnda polemizzando con Paragone e le varie teorie del gomplotto tedesco contro la Grecia e il governo Tsipras. Cioè siamo costretti a questa roba perchè non ci sono i soldi degli inserzionisti?

— IAEA (@iaeaorg) 14 Luglio 2015

Come si fa ad intavolare un dibattito serio sulle questioni geopolitiche di questi giorni quando nella rubrica degli ospiti da chiamare ti ritrovi Salvini piuttosto che la Picierno o la Santanchè? In un certo senso è chiaro che non fai programmi degni dei temi da trattare anche per avitare che sulla Grecia vada tutto in rissa da baraccone (così come sull'immigrazione abbiamo visto solite piazzate sui rom, le ruspe, donne col velo e altra robaccia che non produce un pensiero articolato che sia uno). Basti pensare che sul Papa in america latina, dopo oltre venti discorsi di cui uno - a Santa Crux sull'urgenza del cambiamento globale dei popoli - elevato dagli osservatori a quasi enciclica, ci si fermati a chiedersi l'amletico interrogativo se Bergoglio chew or don't chew foglie di coca contro i disturbi delle altitudini boliviane e a questo punto qui chiudo la questione. In ultima analisi i fatti del mondo si tengono insieme, si connettono a vicenda e chiederebbero un rispetto anche sul piano dell'informazione e nel nostro paese si è raggiunto un livello agghiacciante quando si divide la tv in due, quella invernale (bulimica) e quella estiva (anoressica) e in entrambi i casi disturbata nel metabolismo. Gli eventi accadono e non badano alle stagioni, e le notizie non si accordano fra loro di accadere quando ci sono i grandi nomi in video. I fatti nel mondo semplicemente si pongono in essere e non chiedono il permesso e irrompono nel tempo con la loro forza dirompente. Mi chiedo perché buona parte dell'informazione italiana non è in corsa tranne il povero maratoneta Mentana che vince comunque con o senza competitor. Spiace - per dirla con una battuta - vederlo da solo, instancabile, mentre tutti gli altri stannoa bordo marciapiede pronti a dargli una borraccia d'acqua e poi tutti a prendere la tintarella. Tanto poi (credono in molti) si torna a Settembre, senza atlante nelle mani, a inseguire i soliti politici per le strade romane a dirci la rava e la fava, a parlare di ruspe, a parlare di Italietta da arena. Regaliamoci un mappamondo, vi prego...