30righe

22 Luglio Lug 2015 1025 22 luglio 2015

Crocetta e la società spam

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Quello che sta succedendo a Rosario Crocetta non solo è incredbile ma - per dirla senza saltare dalla sedia e cominciare ad imprecare improperia - inacettabile poichè offre plasticamente una riflessione sulla società 'spam' nella quale viviamo. Aiutati da un corsivo apparso sul TheGuardian e riportato oggi sul Corriere, si può dire che siam passati dalla padella alla brace per quanto riguarda il diritto alla chiarezza nel rapporto fra media-politica- magistratura.

Un dossieraggio a tutti gli effetti che esplode in coloro che se lo ritrovano nelle mani senza la minima capacità di rispetto di tutti i protagonisti, Crocetta in primis. Il classico polverone irrespirabile o come molti la chiamano la polpetta avvelenata; e tuttavia al governatore della Sicilia è stato utilizzato un metodo-Boffo - direi - al cubo, un ostracismo architettato e calendarizzato con una perfidia inaudita. Una porcata indegna di un paese normale quando l'intercettazione ad oggi non c'è dopo i comunicati della procura e sopratutto non riguarda Crocetta ma un altro soggetto sottoposto ad indagine che - ripeto - direbbe delle frasi agghiaccianti e sconvenienti ma, appunto, le avrebbe dette.

Le ha dette o no? Possiamo continuare nel 2015 con il teorema dello spam che una volta partito - non più tramite mailbox - sui media televisivi e sui social viaggia nell'opinione pubblica a scopo di pubblico ludibrio, senza una verifica? A prescindere da chi è al potere, si può fermare questo killeraggio sul nulla che distrugge come un colpo vigliacco alla nuca la dignità delle persone?

Il discrimine in questi casi è solo uno e cioé la rilevanza penale la quale se non c'è non può ammettere un circuito melmoso di questo genere che azzera la biografia delle persone, quasi istigandole a gesti sconsiderati come peraltro paventate dallo stesso Crocetta nello sfogo alla trasmissione La Zanzara di Radio24. Nessuna difesa a-critica dell'ex sindaco di Gela la cui storia antimafia è non solo sotto gli occhi di tutti (ma lo si dimentica...) ma è - lo credo fermamente - molto più anti-criminalità di tanta retorica politicamante corretta, iperzuccherosa e stucchevole e per questo nauseabonda. Tutti ai grandi anniversari in memoria dei morti per mafia e poi - l'indomani - tornare ai vizi di sempre, riporre l'agenda rossa che fa tanto vetrina se mostrata alle telecamere e aspettare il ventiquattresimo anniversario. In questo senso pretendo che il premier Renzi - che si dice in possesso del dossier - difenda l'onore e la diginità di Crocetta perché - si chiaro - non ha commesso nulla di nulla. E quand'anche arrivasse (sempre che esista nei files dell'Espresso) all'udito urbi-et-orbi la disgustosa frase del suo medico (pregasi pubblicare l'.mp3) deve essere chiaro una cosa che- se fosse applicata a noi sarebbe pacifico - e non si capisce perchè non debba valere per il governatore siciliano. Sentendo molti pareri di lettori e cittadini comuni, sappiamo quante volte ci capita di rimanere basiti per una frase shock, non avere il tempo di metabolizzare e stare in un silenzio non-assenso ma fisiologico, di stordimento ammesso di averla sentita in una conversazione istantanea, veloce, e nella quale si perde un pezzo o una battuta.

Ora, chi risarcirà Crocetta per il nulla che diventa troppo? Fossimo al suo posto non ci sarebbero milioni di euro d'indennizzo che potrebbero cancellare una così insopprtabile montagna di sterco alla propria vita, senza avere avuto responsabilità in merito, non indagato. Nella nostra società 'spam' che veicola il pubblico dileggio, il dossieraggio, lo sputtanamento cinguettante e faccialibrario non sembra esserci posto per la moderazione, il ragionamento, il silenzio che attende la chiarezza. No: spinti dal vento del trending topic, si eccita la voglia manichea di ciascuno di noi dove vi sta il puro (noi) e l'empio (oggi Crocetta, domani Renzi, dopodomani Obama, fra un mese persino il Papa...).

A convincermi di questa malattia sociologica vi stanno i non-fatti attribuiti a Crocetta (sempre fino a prova contraria e non pervenuta): a lui si possono fare tutte le analisi critiche di una regione prossima al default, ad una gestione friabile, ai troppi assessori cambiati, alle decisioni discutibili. Ma colpirlo in questo modo alla schiena e sopratutto cercando di affiliarlo a ciò che lui stesso ha sempre combattuto è veramente inaccettabile e faremmo un pessimo servizio al mestiere di raccontare i fatti e non le bufale. Non solo: se poi il tutto si riduce a spalare fango per poi - ecco la realpolitik - farsi due conti e magari non sfiduciare il governatore per non perdere il posto ben pagato di deputato regionale... beh allora mi tengo la lotta alla mafia certificata e indiscutibile di Crocetta... che l'antimafia delle passerelle e dei riti di circostanza.