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24 Settembre Set 2015 1744 24 settembre 2015

Papa Bergoglio pungola il Congresso Usa

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Solitamente gli 'ospiti' - per quanto illustri - invitati a parlare al Congresso americano consumano quel momento clou (irripetibile) in parole di tributo e ringraziamento per essere stati invitati. Bergoglio invece si è limitato a fare il Papa come fosse, per dirla con una provocazione, una 'normale' giornata di lavoro.

Papa Francesco a Capitol Hill davanti alla seduta riunita del Congresso.

Papa Francesco nella sua prima ed unica volta a Capitol Hill non ha chiesto nulla come gli altri leader (l'ultimo è stato Benjamin Netanyahu alla vigilia dell'accordo sul nucleare iraniano) e non ha preteso una direzione politica piuttosto che un'altra. Bergoglio ha restituito al parlamento degli Usa una lectio magistralis sul primato del bene comune come cartina di tornasole di chi rappresenta il popolo. Partendo dall'icona biblica del patriarca Mosè che nella tradizione scritturistica è il 'legislatore' della Prima Alleanza, il Papa presenta un suo orignale pantheon americano nel quale sono presenti quattro imponenti figure della storia del continente, quattro modelli fondativi della democrazia a cui guardare per il bene delle generezioni presenti e future.

«Una nazione può essere considerata grande quando difende la libertà», come ha fatto il presidente Abraham Lincoln; «quando promuove una cultura che consenta alla gente di “sognare” pieni diritti per tutti i propri fratelli e sorelle, come Martin Luther King ha cercato di fare»; quando «lotta per la giustizia e la causa degli oppressi, come Dorothy Day ha fatto con il suo instancabile lavoro», frutto di una fede che «diventa dialogo e semina pace nello stile contemplativo» di padre Thomas Merton.

Per dirla con il linguaggio teologico, quello di Papa Francesco è stato un discorso in cui si è fatta da un lato l'anamnesi - cioè la memoria dei padri fondatori - e dall'altro la parenesi cioè l'esortazione concreta per i tempi presenti: e qui il Papa ci va giù duro suscitando entusiasmi a geometrie variabili ma senza sconti nè per la destra nè per la sinistra (per dirla banalmente se vogliamo). Non sono mancate le stoccate - garbate - a temi che gli stanno a cuore come la difesa della famiglia, del pianeta, al commercio delle armi 'intrise di sangue innocente' sul quale la politica delle nazioni che si dicono potenze spesso stanno in silenzio. Persino un monito, applaudito con una certa freddezza, sulla pena di morte perché la giusta condanna non diventi il mancato diritto all'esistenza, per quanto essa macchiata da delitti. Il Papa richiama «la Regola d’Oro» evangelica: «Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te». E anche in questo caso il Congresso si è alzato per applaudire. «Una norma che ci indica una chiara direzione. Trattiamo gli altri con la medesima passione e compassione con cui vorremmo essere trattati. Cerchiamo per gli altri le stesse possibilità che cerchiamo per noi stessi. Aiutiamo gli altri a crescere, come vorremmo essere aiutati noi stessi. In una parola, se vogliamo sicurezza, diamo sicurezza; se vogliamo vita, diamo vita; se vogliamo opportunità, provvediamo opportunità».

La percezione di questi discorsi articolati è che Papa Bergoglio non è venuto per polarizzare le posizioni ma per trovare - pur nella franchezza del suo ruolo - gli elementi unitivi anziché divisivi. Non è un caso che oltreoceano questa visita unisce l'alto degli eventi (quelli istituzionali) e il basso (l'incontro con i poveri e il vissuto degli americani comuni) e sta suscitando un crescente apprezzamento nell'opinione pubblica.