30righe

21 Ottobre Ott 2015 1731 21 ottobre 2015

Papa Bergoglio e i polveroni inutili

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Chi ha ragione chi sulla malattia del Papa? Oggi si è alzato un polverone incredibile su un presunto aneurisma benigno - la macchia scura dicono - di cui Bergoglio sarebbe affetto e per il quale si è intercettato l'illuminare medico giapponese dal nome - non è colpa sua si intende - Fukushima e che (passateci la battuta) rievoca presagi poco rassicuranti.

Padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, si è affrettato a bollare l'esclusiva come una bufala gigantesca: “Nessun medico giapponese è venuto in Vaticano a visitare il Papa; non vi sono stati esami del tipo indicati dall’articolo. Gli uffici competenti mi hanno confermato che non vi sono stati voli di elicotteri arrivati in Vaticano dall’esterno, neppure nel mese di gennaio… Perlomeno ... se non erano fantasmi, non si sono visti! Posso confermare che il Papa gode di buona salute… Se eravate in Piazza stamattina lo avete visto anche voi. E se correte dietro di lui nei viaggi lo sapete. Al più ha qualche problema alle gambe, ma la testa mi sembra assolutamente perfetta! Ribadisco che la pubblicazione avvenuta è un grave atto di responsabilità, assolutamente ingiustificabile e inqualificabile. Ed è ingiustificabile anche continuare ad alimentare simili informazioni infondate. Per cui ci si augura che questa vicenda si chiuda - quindi - immediatamente.

Tutto concluso? ma quando mai: Qn il Giorno contro-replica parlando di fonti accreditate presso di loro e fondate da altri elementi; e a questo punto si è in attesa - a giorni - se il quotidiano pubblicherà un report più autorevole per dare sostanza documentaristica a quella che ha definito da stamattina come esclusiva.

Per ora l'unica cosa che si esclude è il fatto in sé e cioè che il pontefice abbia o no problemi di salute e lo si afferma per una elementare ragione deduzione in quanto sarebbe stato il Papa stesso a comunicarlo alla Chiesa e ai media qualora avesse avuto un peculiare problema di salute. In questi anni si è compreso come la schiettezza del pontefice non è un esercizio di stile, un controno del piatto. La franchezza della sua comunicazione ad extra come ad intra palesa una coerenza profonda della sua persona e del suo pensiero.

Altro che fuori di testa. Un pontificato, quello di Papa Francesco, che è riuscito ad essere molto più lucido e determinato rispetto ai suoi detrattori e oppositori i quali emergono (ed è fisiologico che lo facessero) proprio in questo frangente sinodale dove salgono - come reflusso gastrico - tutte le divergenze in ordine ai temi del matrimonio e della famiglia. E non si esclude che se prorpio bisogna parlare di macchia scura questa non si trovi nel cervello del Papa ma in alcuni ambienti ombra - scurissimi - che alzano polveroni inutili e pretestuosi attorno alla figura del Papa il quale - per quanto non lo conosca di persona - probabilmente si farà due risate di fronte alle malattie ad orologeria date in pasto ai giornali. La paura che aleggia in Vaticano - dicono unanimemente gli analisti - è che questo Sinodo non sarà (come altri nella storia) una sintesi raffazzonata, come la toppa nuova in un vestito logoro. Lo stesso Bergoglio, dopo due anni di dibattito sinodale e di colloquio con l'episcopato e la teologia, ha garantito da buon gesuita che applicherà il carisma della dia-krisis cioè il discernimento che tanto è costitutivo della formazione ignaziana.

Discernimento che vuol dire decisione, determinazione di una prassi, di un modo di agire senza tanti giri di parole: per quelle va bene il Sinodo ma dopo? Beh dopo si marcia guidati dal Papa rinnovati da una autoconsapevolezza di comunità di credenti che vivono le situazioni senza nuovismi istantanei ma neanche lontani dal dato di realtà che - sul tema affetti e famiglia - è delicatissima nella Chiesa con le coppie che falliscono, le nuove unioni di fatto eterosessuali e omosessuali, i figli, le adozioni. Per molti decenni le profezie del Concilio Vaticano II sono state mortificate da posizioni polarizzate in un senso e in un altro. Almeno questo pontefice ha sparigliato le carte rafforzando semmai la dinamica sinodale, rendendola più aspra se vogliamo ma autorevole senza giravolte di documenti che nascondono la polvere sotto il tappeto. In questo senso Papa Bergoglio ha uno stile destruens perchè porta a galla le posizioni diverse ma assicura con profonda lucidità un momento costruens quando alla fine deciderà in forza del suo magistero.

Prima di parlare di malattia del Papa - insomma - visiterei accuratamente i creatori di polveroni che mandano scoop e alzano polveri non poco sottili.