30righe

2 Febbraio Feb 2016 1613 02 febbraio 2016

Renzi vs Merkel, Sorrisi & Cazzotti

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Matteo Renzi e Angela Merkel, capi dei governi italiano e tedesco.

Sorrisi e Cazzotti potremmo dire. Matteo Renzi e Angela Merkel arrivano in conferenza stampa con sorrisi a denti stretti e - come disegna in modo strepitoso Giannelli sul Corriere - un tantino spettinati e malconci. Sì perché non era un bilaterale facile anzitutto per il premier italiano a seguito di un filotto di dichiarazioni 'eurocritiche' di sicuro non leggere e che continuano proprio in queste ore mentre il presidente del consiglio si trova nella sua terza missione africana.

Matteo Renzi da diverse settimane ha inviato (ribadito e inoltrato) richieste sia esplicite alla Commissione UE e - secondo il famoso detto del 'parlo alla suocera così mi sente la nuora' - che implicite a Francia e Germania, sintetizzabili da ieri nella formula 'se non mi chiami, non ci sto'!

Da anni ci siamo dimenticati di essere stati fondatore dell'Unione europea e meritiamo - a prescindere dal governo pro tempore- un posto di prima fila nei vertici ed era giusto dire agli amici tedeschi che l'asse con Parigi va allargato a Roma per passare dalla duplice alla triplice intesa Italia-Francia-Germania.

Per quanto virile e sopra le righe sia negli ultimi tempi il premier Renzi, bisognerebbe avere l'onesta intellettuale di concordare con il governo italiano sulle giuste pretese con i vertici europei visto che possiamo fra torti e ragioni presentarci in avviata fase riformista dopo che per anni eravamo il paese con il più basso tasso di credibilità. Non era più ammissibile firmare di giorno direttive, scrivere trattati e poi la notte fare di testa propria. Con questa bipolarità ci siamo giocati decine di punti e probabilmente l'eccesso di sospetto europeo trova da un lato sufficienti giustificazioni. Ma dall'altro una parte dell'establishment continentale oggi ne approfitta e vorrebbe per noi il ruolo della piccola fiammiferaia.

Ma anche no, grazie: anzitutto sugli immigrati e i rifugiati il nostro paese non ha mai cambiato idea rispetto a Bruxelles ed è un modello europeo in quanto ha dato lezioni magistrali di accoglienza e sostegno, checche se ne dica, sopratutto, dalle parti di paesi nordici a cui non ha fregato un tubo della questione fino a quando la stessa questione gli è entrata in casa. Troppo facile adesso fare le pulci all'Italia che ha pianto i suoi morti nel mediterraneo, così come va ricordato alla stessa Merkel che si affatica a piangere le vittime nell'Egeo di non dimenticare Lampedusa e i mari intorno alle nostre coste.

Ma anche in campo economico possiamo offrire segnali di rispetto e autorevolezza quando portiamo - al netto della richiesta di flessibilità sui conti- alcuni importanti risultati economici che non vogliono vedersi ma sarebbe disonesto.

Ci ricordiamo degli odiati 80 euro? Ebbene - dopo i primi venti mesi - questi brutti soldi sono diventati per ogni lavoratore dipendente quasi 1600 euro, e buttali via direbbe la nostra nonna! E questa quota di reddito sarà antipatica a molti ma intanto è lo spunto per una ripartenza dei consumi cercando anche di superare l'incertezza degli italiani propensi come sempre al materasso o al risparmio quando non vi è certezza dello stato. E tuttavia i fattori di rilancio ci sono, timidi e modesti, ma sempre col segno positivo.

Volete che uno come Renzi - che tutto ha tranne che disistima di se stesso - non chieda di stare in prima fila rivendicando un ruolo per l'Italia in quello che si profila come un direttorio a 3 sui dossier più scottanti?

Non è campanilismo ma vanno riconosciute come giuste nella sostanza le richieste italiane. Esse sono virili ... ma vere!