30righe

19 Febbraio Feb 2016 1448 19 febbraio 2016

Renzi contro i furbetti d'Europa

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Ci ricordiamo la tonnellata di talk show e di ore di dibattito sui giornali nei quali si auspicavano i famosi pugni sul tavolo a Bruxelles per far valere il nostro peso in Europa? Ebbene in queste ore il governo italiano ha posto sostanzialmente un aut-aut sulla questione cruciale dei rifugiati, chiedendo garanzie certe ai paesi (Ungheria in testama anche l'Austria con possibile effeto domino su altri paesi) che minacciano chiusure delle frontiere e sono ad un punto zero nella gestione dei ricollocamenti e rimpatri.

Renzi quindi ha semplicemente restituito il cerino a quei paesi che intascano i fondi pubblici comunitari per i migranti al mattino mentre alla sera lasciano migliaia di persone imprigionati ai confini non solo al freddo ma in condizioni oltre la decenza. 'Inizia ora la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere, oppure - avrebbe detto Renzi - smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. E poi vediamo'. Un monito, secondo quanto si apprende, apprezzato dai Paesi fondatori, Germania e Francia in testa. E che ha ottenuto anche una sponda dalla martoriata Grecia, con il premier Alexis Tsipras, impegnato a spingere per una accelerazione sui ricollocamenti.

Sì perché accade che il continente europeo si sta sgretolando non certo per l'effervescenza del premier italiano e - viene da dire - che una simile tesi rischia di apparire quantomeno ridicola. L'Europa , che continua a nascondere la polvere sotto il tappeto adesso se la ritrova in tutta la casa e la freddezza dei protagonisti al summit di Bruxelles parla molto più di uno spaccio di agenzia: zero sorrisi fra Renzi e Mogherini, viso tirato di Juncker seduto al suo posto senza pacche agli altri leader, Tusk contro il premier austriaco, l'Ungheria che bolla il nostro paese come ricattatore. Nel mentre Cameron porta - per scongiurare una brexit fatale per il Regno Unito e l'Ue - un mix di richieste non del tutto accettabili in un rapporto inter pares con le altre nazioni. l'accordo fino a questo momento non è raggiunto e - a detta delle indiscrezioni - in alto mare.

La cifra di questo sconquasso la offre clamorosamente Papa Bergoglio parlando di 'rifondazione europea' a perenne memoria di chi guarda lontano e chi non arriva con lo sguardo oltre il proprio naso.

Ad ogni modo la nemesi di una parte dell'Europa, parassita e se vogliamo paracula, è in atto; e sta emergendo in modo così plateale che molti analisti fanno ora una grande fatica a dare ragione agli interessi italiani sostenuti da Renzi, segno di una subalternità culturale nei confronti dei furbetti d'Europa.

Fuori dai denti va precisato che il tema migranti-rifugiati è europeo fin dai naufragi a Lampedusa e non solo adesso che i Balcani sono un imbuto. Troppo facile adesso piangere quando le lacrime delle anime del mediterraneo sono i sono confuse con le acque del mare nostrum prima ancora che la Siria e il fenomeno isis fossero ai livelli attuali. L'Italia lasciata sola in quel frangente si è sobbarcata il problema mentre adesso non si tira indietro quando i paesi dell'est chiedono sussidi purché riscriviamo regole condivise, hot spot di identificazione, equilibrio di quote per distribuire richiedenti asilo, fornire accoglienza strutturale e non episodica.

Sul dossier economico, l'Italia non può cacciare i denari a pioggia a paesi senza un progetto mentre deve supplicare flessibilità per gli investimenti e rilanciare una crescita la cui lentezza non ha solo colpe italiane ma è avversa dalla tecnocrazia del continente senza una giustificazione e che alimenta venti populistici in molte parti.

Il presidente del consiglio avrà tutti i suoi torti ma su questo è disonesto dargli contro: con tutto il dovuto rispetto per i toni e le sfumature, bisogna essere decisi a Bruxelles quand'anche la determinazione passasse per parole ruvide e veti potenziali, con buona pace di Germania o Ungheria.

Su tutto la domanda cruciale, ontologica, sostanziale: può dirsi Unione un soggetto in dis-unione? A voi la risposta...