30righe

15 Marzo Mar 2016 1354 15 marzo 2016

In Europa i venti gelidi da destra

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La cancelliera Angela Merkel ha fatto sapere che i colpevoli delle violenze saranno espulsi.

Erano già nell'area dapprima come spifferi innocui; oggi sono venti gelidi forti e minacciosi quelli che spirano in tutta Europa sopratutto dopo la vittoria (non a sorpresa) dei Verdi e della destra populista vincente in Germania alle ultime elezioni 'regionali'. “In nessuno dei tre laender era candidata Angel Merkel - si legge nella stampa tedesca - “Eppure dappertutto si è votato anche sulla sua politica, perché in questo momento niente interessa di più i tedeschi della sua politica sui profughi”. E ancora una volta l'epicentro dei mutamenti storici passa per Berlino poiché se la cancelliera è troppo abile perché una sconfitta regionale la costringa a uscire di scena, è altrettanto chiaro che é troppo accorta e calcolatrice per proseguire sulla sua strada senza correzioni di rotta. Lo ripetono in tanti ormai sulle colonne degli editoriali di tutta europa: invece di assumersi le loro responsabilità nell’accoglienza di chi fugge da conflitti e violenze, i vari capi di stato e di governo del continente si apprestano a subappaltare la questione alla Turchia, un paese dove le libertà civili, le opposizioni e le minoranze sono sempre più a rischio. E così non si va da nessuna parte.

È sempre valido l'adagio 'chi semina vento raccoglie tempesta' quando inerzia e mancanza di visione incancreniscono le coscienze e le volontà: e così che le contraddizioni di una politica europea egoista e miope dinanzi ai cambiamenti epocali in corso alla fine si pagano nelle urne. Nei lander tedeschi l'estrema destra arriva al 24% come un pugno alla CDU e come una ruspa sui social-democratici ridotti alla quasi irrilevanza. Il pericolo della destra 'destruens ', xenofoba e antisistema viene da lontano: Cinque anni fa, quando il presidente Ue van Rompuy disse che i movimenti populisti erano «il più grande pericolo per l’Europa», forse non immaginava che si sarebbe arrivati a un tutti contro tutti, con Austria, i Balcani e i Paesi Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) uniti nel contrastare la politica dell’accoglienza della Ue e in particolare della Germania che a questo punto paga il prezzo più alto .

In questo senso la Merkel merita a piene mani il titolo di 'person of the year ' quando in conferenza stampa dopo la sconfitta tira dritto col piglio da vero statista affermando che la Germania va avanti nel processo di accoglienza e integrazione.

Bisognerà vedere se questo si tradurrà in una reimpostazione dei trattati per arrivare al superamento degli attuali regolamenti di Dublino e al cosiddetto asilo politico europeo di modo che a tutti i richiedenti venga data la possibilità di entrare nel continente e di muoversi come veri liberi cittadini. I pericoli dell'avanzata populista unisce da oggi la Merkel con Hollande alle prese con Marine Le Pen, indebolisce un continente senza bussola e in costante agitazione economica.

In questo senso il nostro paese ha avuto più visione sia sul fronte immigrazione che su quello economico chiedendo più flessibilità e margini stimolanti la crescita piuttosto che ottusa austerità. Ma a questo punto si consiglia al premier Renzi di attivarsi per un trilaterale con Francia e Germania per gettare le basi di un cambiamento radicale della politica europea; in caso contrario i presagi poco rassicuranti di oggi potrebbero diventare veri incubi domani.