30righe

23 Marzo Mar 2016 1104 23 marzo 2016

Bruxelles, un martedì di passione

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Un martedì di passione, un paradosso che impressiona e incupisce i pensieri e l'animo. Nella settimana cruciale nella quale i cristiani fanno memoria dell'amore di un dio-uomo che da la vita per i propri fratelli, in terra di Europa si celebra una Pasqua al contrario, un salto verso il buio, un'inversione a U verso l'abisso del terrore e della morte.

Bruxelles si erge simbolicamente a luogo di crocifissione senza uno spazio residuale di speranza poiché getta a terra un'Europa già fiaccata in questi anni, moribonda ben prima di ieri, paralizzata dal suo stesso nullismo, come lasciarsi andare dalle proprie malattie e debolezze. La barbarie jiihadista a Bruxelles è stata davvero un colpo di lancia quasi definitivo, il punto del game over di una partita che stiamo giocando giocoforza e controvoglia; tant'è che non abbiamo minimamente gli strumenti per affrontare la questione così come ha efficacemente ricordato l'affondo di Lucia Annunziata poche ore fa sull'Huffington Post.

La sottovalutazione dell'Europa è di un'evidenza imbarazzante: quanti summit dobbiamo aspettare perché nasca subito una intelligence sovranazionale, che unisca le indagini e i risultati acquisiti, i database, le regole di ingaggio, gli uomini e i mezzi nonché i fondi dei singoli Stati e abbia poteri riservati e immediati? Possiamo ancora parlare di UE se gli unici dossier in mano alle istituzioni europee sono quelli economici così da soddisfare gli appetiti di pochi e ignorare la fame dei molti? Non sfiora poi ai capi di governo delle nazioni europee l'idea che la minaccia davanti a noi è organizzata capillarmente, foraggiata finanziariamente, strutturata militarmente? Quanti Je Suis - in altre parole - dobbiamo essere nei prossimi mesi?

Questa Europa che da grembo di vita e libertà si trasforma in covo di morte non era il sogno dei nostri padri e non può essere oggi l'incubo quotidiano di noi figli; per cui bisogna avere certamente bocce ferme, evitare selfie da sciacallo ma avere fermezza sopratutto perché la ferocia vista a Bruxelles non è occasionale e (solo) figlia del nichilismo cresciuto nelle periferie. Chi continuasse solamente con questa retorica purifica la sua sporca coscienza e anestetizza le responsabili morali e politiche fino a quando non si gira pagina in attesa di un altro pianto collettivo e di nuovi post sui social.

Col cavolo, per dirla francamente: Il nostro paese - competente a sue spese nel passato - può proporre azioni concrete invocando se fosse necessario persino il veto su altre questioni non prioritarie rispetto alla sicurezza vitale dei cittadini europei i quali non sono solo voti ma persone da proteggere e con diritti inalienabili, primo fra tutto quello di vivere e viversi l'esistenza in sicurezza e libertà. Che il pianto di questo martedì santo porti a qualcosa se no sono guai seri ....