30righe

8 Aprile Apr 2016 1751 08 aprile 2016

Amoris Laetitia, la rivoluzione prudente di Bergoglio

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Gli appetiti di coloro che si aspettavano la posizione polarizzata non sono stati saziati. Quella di Papa Francesco - possiamo dire - è una rivoluzione 'dolce' che procede con delicata ponderazione. E' quel dono faticoso della dia-krisis - cioé il discernimento - che il pontefice ha sempre coltivato nella sua vita di gesuita e che viene fuori in tutta la sua portata nell'Amoris Laetitia, l'esortazione post sinodale sulla famiglia.

Essa è suddivisa in nove capitoli e oltre 300 paragrafi. Ma si apre con sette paragrafi introduttivi che mettono in piena luce la consapevolezza della complessità del tema e l’approfondimento che richiede. Si afferma che gli interventi dei Padri al Sinodo hanno composto un «prezioso poliedro» (AL 4) che va preservato. In questo senso il Papa scrive che «non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero». Dunque per alcune questioni «in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali. Infatti, “le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale [...] ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato”» (AL 3). Questo principio di inculturazione risulta davvero importante persino nel modo di impostare e comprendere i problemi che, aldilà delle questioni dogmatiche ben definite dal Magistero della Chiesa, non può essere «globalizzato».

Un testo ricco e complesso, tant'è che lo stesso Bergoglio invita tutti all'adeguata meditazione («non consiglio una lettura generale affrettata», scrive il Papa) che al di là delle astrazioni teoriche («tenere i piedi per terra») analizza la vita concreta delle famiglie del nostro tempo, dal «sì all’educazione sessuale» alle situazioni «irregolari». Si chiarisce subito che Francesco si è avvalso, per la stesura dell'ampia esortazione, del contributo di 'diverse conferenze episcopali' (vengono menzionate nella Sintesi fornita ai giornalisti la keniota, l'argentina e l'australiana) nonché 'di citazioni di personalità significative come Martin Luther King o Erich Fromm'.

Quali sono i pilastri per leggere l'Amoris Laetitia? Sostanzialmente due le architravi di comprensione dell'esortazione: discernimento della realtà e integrazione delle situazioni concrete. Se questa non è rivoluzione, poco ci manca; e tuttavia la riforma emerge anzitutto nell'a-priori della riflessione del Papa che inverte - in qualche modo - la gerarchia delle priorità.

Se è vero infatti che la missione della Chiesa è la salvezza del mondo allora sono le fragilità di questo mondo il punto di partenza e non un universo ideale che molto spesso gli uomini e le donne del nostro tempo non vivono e non respirano sopratutto nelle relazioni affettive. L'evento umano del matrimonio (che per i credenti diventa sacramento) non muta e non stravolge il suo elemento originario che appunto l'umano sentimento. Così premesso torna cruciale la questione della perfettibilità delle nostre relazioni per quanto diamo ad esse un senso e una radicalità che in alcune circostanze vengono meno e portano alla rottura, non cercata ma a volte subita. Non si può in questo senso non concordare con Antonio Spadaro - direttore di Civiltà Cattolica - che a commento iniziale dell'Amoris Laetitia afferma che la famiglia è un viaggio impegnativo, come lo è tutta la vita, del resto. E sono incalcolabili la forza, la carica di umanità in essa contenute: l’aiuto reciproco, le relazioni che crescono con il crescere delle persone, la generatività, l’accompagnamento educativo, la condivisione delle gioie e delle difficoltà.

Ed ecco le aperture del Papa tutte possibili dopo un'intelligente discernimento delle singole situazioni in quanto diverse per contesto e persone: la strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero […]. Perché la carità vera è sempre immeritata, incondizionata e gratuita. Pertanto, sono da evitare giudizi che non tengono conto della complessità delle diverse situazioni, ed è necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione'. Allora si può essere re-integrati, ri-appartenere alla propria comunità poiché - continua il Papa - si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia 'immeritata, incondizionata e gratuita'. Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino'.

Perché oggi e non ieri, si sente dire da più parti? Forse è mancato un approccio auto-critico da parte delle gerarchie, ribadisce Bergoglio: abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono».

Ad ogni modo il Sinodo ha molto aiutato il pontefice a trovare una terza via senza farsi tirare la giacca da posizioni polarizzate: e oggi Papa Francesco la propone per una riforma della teologia del matrimonio che coniuga - manco a dirlo - principio e adattamento cioé il modo sapiente della Chiesa per dare una risposta di letizia anche nei momenti più grigi della storia umana.