30righe

19 Aprile Apr 2016 1241 19 aprile 2016

Angela Merkel, la Signora NO

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Matteo Renzi e Angela Merkel.

La Merkel sembra Ludovico Pellegrini a Rischiatutto, la Signora No dell'Europa. Ennesimo rifiuto rifiuto della Germania alla proposta italiana sulla questione dei profughi, il migration compact offerto da Matteo Renzi alla commissione europea e che è già stato stoppato dalla Cancelliera, per bocca del suo entourage.

“Il governo non vede fondamenti per un finanziamento condiviso del debito derivato dalle spese degli Stati membri in materia di immigrazione”, ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce dell’esecutivo tedesco, Steffen Seibert, ricordando che la posizione contraria di Berlino sull’emissione degli eurobond è nota e alludendo ad altri tipi di strumenti disponibili nell’ambito dell’Unione europea. Seibert ha aggiunto che il governo tedesco “naturalmente studierà in profondità” la proposta del premieritaliano per una “ampia strategia di migrazione esterna”.

Cordiali dichiarazioni ma si tratta di un veto sostanziale: a poche ore quindi dalla ennesima sciagura nel mediterraneo con il ribaltamento di un barcone - ascoltando i primi racconti dei pochi sopravvissuti- con a bordo oltre 700 migranti al largo della Libia, e a meno di quattro giorni dalla storica visita del Papa a Lesbo nel campo profughi dove sono imprigionati migliaia di persone e famiglie in fuga dalle zone di guerra, la Germania frena sull'ipotesi italiana di emettere una sorta di eurobond, obbligazioni sovranazionali strutturali per gestire le crisi. Da Berlino fanno sapere che la divergenza non è di merito ma procedurale e tornano a proporre una eurotassa (come tempo fa propose il ministro Schauble) sui carburanti piuttosto che emettere titoli di debito seppur garantiti dalla Bce. Ad ogni modo la Germania si dice pronta ad 'esaminare la proposta in modo appropriato ' come a dire che comunque l'idea italiana non passa se noi (tedeschi) poniamo il veto.

c'è da dire che non si scopre l'acqua calda in questo continuo diniego dei tedeschi al solo pronunciare la parola 'bond ' quasi fosse una pericolosa e devastante kriptonite; e del resto il rifiuto si giustifica col fatto che la Merkel finanzierebbe la questione migranti grazie al proprio surplus di bilancio e non vede a proprio vantaggio la proposta di spalmare la voce di spesa con emissione di titoli di debito su tutta l'eurozona.

Signora No, Angela Merkel la quale opportunisticamente persegue nella direzione unilaterale di affrontare le questioni sub specie germaniae, rimanendo fedele all'ortodossia dello zero deficit. Un'iniziale virtù che si sta nel tempo trasformando in paralisi economica e di visione, svelando il volto deforme del rigore, l'espressione dell'isterismo dell'austerity . Diametralmente (e condivisibile) l'orizzonte del governo italiano il quale - con l'apprezzamento dello stesso Presidente della commissione Jean Claude Juncker - prova invece a sviluppare una strategia di lungo periodo avente due obiettivi di fondo. Il primo - raggiunto - è l'europeizzazione del tema relegato fino a qualche tempo fa ai confini liquidi mediterranei e dunque a Italia, Grecia, Cipro. Il secondo - ostacolato da alcuni paesi del nord europa- è una progetto di riforma dei trattati e di condivisione economica e logistica di tutto il continente sul tema.

Ecco perché Renzi parla di bond, ma per la Merkel se ne può discutere solo a patto di uno scambio opinioni sui romanzi di Ian Lancaster Fleming.