30righe

2 Maggio Mag 2016 1731 02 maggio 2016

Caso Marò, vince il diritto con i suoi fondamentali

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Ad oggi solo la 'terzietà' di un tribunale internazionale, quello dell'Aja, sembra sbrogliare la matassa sul caso dei fucilieri Masssimiliano Latorre e Salvatore Girone, e la vicenda che ha coinvolto insieme a loro il nostro paese con l'India.

Per quanto ci si limiti al prudente condizionale (la notizia sarà resa ufficiale solo domani) il fuciliere Salvatore Girone torna in Italia per tutto il tempo dell'arbitrato: con una nota la Farnesina informa che il Tribunale arbitrale istituito a L'Aja ha oggi anticipato la propria decisione che il Marò Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal Governo il 26 giugno 2015. Le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India', si legge.

Il caso Marò così come la vicenda su Giulio Regeni sono gli scottanti dossier diplomatici che arrovellano in questi mesi Renzi e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Vicende non accostabili, in modo diretto, indubbiamente, ma tuttavia hanno dimostrato che il nostro paese e il governo non possono non far sentire il loro peso nello scacchiere internazionale. Si legge già in queste ore che nessuno può intestarsi il gagliardetto del vincitore ed è verissimo. Sarebbe ridicolo strumentalizzare politicamente una situazione che proprio la politica ha reso contorta, macchinosa, sollevando nervi tesi fra due paesi i cui rapporti non saranno più gli stessi per quanto da parte indiana si sono ammorbidite le posizioni.

Si può affermare con orgoglio che ha vinto anzitutto il diritto, nei suoi principi di civiltà ed equità e nel rispetto dei suoi stessi 'fondamentali': non si possono infatti trattenere due cittadini stranieri - perlopiù militari - per un presunto reato in acque internazionali, inviati per una missione antipirateria, ai quali non si riesce per oltre quattro anni a fornire un capo di imputazione puntuale e trattenerli in standby a tempo indeterminato. In altre parole abbiamo assistito ad una follia giuridica, a prescindere dalle loro responsabilità che verranno comunque doverosamente accertate dal tribunale internazionale nei tempi e nei modi stabiliti dal diritto. Bisogna sottolineare la dignità e il contegno di sè dimostrati dai due militari italiani, a come hanno tenuto duro, con dignità - commenta su facebook il giornalista Toni Capuozzo - a come hanno continuato a rivendicare la propria innocenza pur obbedendo all'ordine di rientrare in India, alla pazienza e alla sopportazione con cui hanno affrontato questa vicenda. Non voglio dimenticare le sofferenze di Massimiliano Latorre, che si era detto pronto a ritornare in India per non lasciare solo il collega, e ha vissuto una libertà provvisoria appesantita dalla solitudine di Salvatore.

Non ha comunuqe vinto l'ostruzionismo intollerabile dell'India che si era persino opposta alla richiesta seppur tardiva di arbitrato sovranazionale: “Sosterremo che solo l’India ha giurisdizione per i reati commessi nel paese e che quel tribunale non ha alcuna giurisdizione” aveva dichiarato il procuratore Narsimha per conto dello stato indiano. Ma secondo i giudici dell'Aja Gironi deve tornare a casa (Latorre si trova già nel nostro paese per ragioni di salute) poichè essendo una fase di inchiesta preliminare non vi sarebbero i presupposti giuridici e sostanziali per trattenere in custodia 'forzata' il militare italiano. la notizia sta facendo il giro di tutti i media italiani e indiani e si spera di non vedere accrescere la pantomima delle dichiarazioni politiche poiché il silenzio sarebbe più che oro dopo il balbettio - felpato o imbarazzante - di questi anni da parte di almeno tre governi.

A proposito di numeri... della serie quando il web è velleitario, fa riflettere l'idea di del marologio, il cronotempo in anni, mesi giorni e ore da quando i Marò sono diventati - senza averlo chiesto - oggetto di un tira e molla a cui bisognava dare un taglio prima o poi.