30righe

17 Maggio Mag 2016 1611 17 maggio 2016

Giorgio Napolitano, second life

  • ...

Giorgio Napolitano, second life. L'ex Capo dello Stato sceglie di restare intra moenia politicae, dentro le mura del dibattito politico. Un ultimo saggio, le sue lectio magistralis, le interviste e le dichiarazioni, ci consegnano Napolitano protagonista senza ritrosia nel dibattito politico attuale, come se nove anni di Quirinale non avessero minimamente scalfito il piglio e la determinazione di un vero gigante - piaccia o no - della vita politica del paese.

Napolitano più rottamatore di Renzi? Certamente una battuta ma la suggestione piace anche a considerazione dell'ultimo libro presentato di recente edito per Feltrinelli dal titolo Europa, politica e passione e leggendolo Napolitano non si avvale di eufemismi parlando di «conati neonazionalistici, rozzi tentativi di ristabilire barriere ai confini e arroccamenti retorici nelle presunte vecchie identità» che si annidano sotto le bandiere dell’euroscetticismo e del populismo diffuso a macchia nei paesi dell’Unione. Che analisi ne viene fuori? Ebbene, l'ex presidente auspica che l’Italia guidi un «chiarimento sostanziale sul futuro del progetto europeo» stretto fra le cooperazioni rafforzate fra più Stati e un’Unione più coesa. Il libro lascia intendere che Napolitano desideri un’«Unione più stretta» attraverso un rinnovato ruolo della politica chiamata a «sprigionare visioni coraggiose», come suggerivano Thomas Mann ed Helmut Schmidt. In particolare Napolitano cita un pensiero dell’ex cancelliere tedesco: «Visione per superare pericoli di stagnazione, coraggio per spingersi in territori inesplorati». Come dire, la ricetta c’è. Bisogna solo trovare dei leader politici nazionali determinati da volerla realizzare.

Al netto di rami avvelenati e da potare, la radice dell'albero chiamato Europa è lontana perciò dall'essere morta. Va solo rinvigorita con fatica e capacità negoziale, scrive Napolitano in questo saggio nel quale si raccolgono quattro ampi interventi pubblici in diverse sedi in cui scandisce le tappe della costruzione europea, suggerendone le nuove motivazioni dettate dal cambiamento mondiale.

. Poiché parli di Europa e dici - altro che sussurrato - qualcosa sopratutto sul cruciale momento 'riformista' nel nostro paese alle prese con una campagna referendaria costituzionale che proprio Napolitano ha fortemente voluto con la sua rielezione al Quirinale. Sua è infatti la convocazione di un gruppo di saggi chiamati - era il 2013 - alla stesura di una reform-list urgente per il nostro paese e in questo senso il governo Renzi supera la fase dell'esecutivo Letta solo alla luce di un obiettivo chiave, quello cioè di riformare la costituzione superando il bicameralismo perfetto.

L'ex presidente, in altri termini, non fa mistero di sponsorizzare la riforma dichiarandolo nelle sue ultime interviste, affermando che «non bisogna fare di ogni erba un fascio tra coloro che esprimono riserve, fanno valutazioni contrarie, fanno campagna per il No. Occorre rispetto per le riserve; per quanto se ne siano espresse in Parlamento con grande abbondanza. Non dimentichiamo quanto tempo è stata discussa dalle Camere la legge di riforma, quante consultazioni sono state fatte con l’esterno, quanti emendamenti sono stati avanzati, sia pure spesso per ostruzionismo. Occorre rispetto per chi obietta che ci sono elementi non ben risolti: del testo approvato si continuerà a discutere. Una volta confermata la legge, bisognerà mettersi al lavoro per costruire davvero questo nuovo Senato, e trarre dall’esperienza ogni possibile conseguenza».

Di una cosa si è certi adesso, parlando di rottamazione dei significati. Va riscritto il termine 'emerito' che nell'antica Roma era il 'miles' (il soldato) che aveva concluso la propria carriera militare, guadagnandosi il congedo e tutti i privilegi di una posizione considerata come altamente onorevole. Nel caso di Giorgio Napolitano, emerito indica sì prestigio ma non quescienza e giusto riposo. C'è un ottobre (referendario) che si preannuncia molto 'caldo' e l'ex presidente si augura di stappare lo spumante messo a freddo in frigo. Si farà il brindisi?