30righe

6 Giugno Giu 2016 1824 06 giugno 2016

Amministrative, la mossa sbagliata di Renzi

  • ...

Come per le Europee ma è successo a parti invertite e quindi vi è l'ideale scambio di maalox fra Grillo e Renzi, il quale è costretto politicamente alla difensiva, nonostante i numeri non parlano di sconfitta. Gli occhi dei media puntano al viso angelico della Raggi ed oscurano il volto del premier. E' la percezione, baby!

Il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, commenta i risultati del primo turno delle Comunali 2016: Non sono soddisfatto.

L'errore madornale del segretario del Partito Democratico è stato di strategia elettorale, e se appunto non avesse anticipato la campagna referendaria sovrapponendola quelle delle amministrative oggi in conferenza stampa avremmo sentito un altro discorso.

Ma chi di ciaone ferisce di Raggi perisce, così dicono i media!

Certo, va dato atto al premier le parole di autocritica e mentre si fa fatica titanica a trovare una riga di autocritica dalle parti del centrodestra dissoltosi nella Capitale, il PD ammette la difficoltà di un affanno di consenso rimanendo comunque in partita nei caldi ballottaggi dei prossimi giorni.

«Io non sono soddisfatto, questo ci porterà a fare un ballottaggio il più forte possibile: occhio ai numeri perché nella stragrande maggioranza delle città i nostri candidati sono sopra il 40%. Il Pd ha problemi che deve affrontare e ci impegneremo per affrontarli». Ciò nondimeno il pressing sul Sì al referendum costituzionale (con troppo anticipo) non ha giovato nella narrazione per quanto i numeri parlano di una sostanziale tenuta del partito democratico che - dicono le cifre - sta nella partita dei ballotaggi principali come unico partito identitario contro le forze di opposizione».

I cinquestelle esultano indubbiamente per Roma anche se il simbolo vince sulla realtà con soli 3 ballottaggi conquistati su 23 nei quali il M5S è in campo. Per il resto non vince in altri posti. Se poi aggiungiamo il 'FU' centrodestra dei tempi gloriosi frantumato - con Berlusconi che a Milano piazza il suo candidato ma a Roma compie il perfetto sabotaggio contro l'asse Salvini-Meloni - allora l'errore di strategia del premier brucia ancora di più. Per uno schema più chiaro questa infografica è esplicativa di chi ha realmente vinto o perso questa tornata.

Ma ci si chiede - rimanendo al Pd - se è' solo un pasticcio di metodo, di un tweet di troppo o di una dichiarazione sopra le righe? Non solo. E come è possibile che candidati vincenti alle primarie ( Valente, Sala oppure Giachetti) poi non prendono voti dal loro elettorato di riferimento come a Napoli e Milano?

Qualcosa non torna e Renzi allora dovrà riflettere se può nascere un renzismo 3.0 di governo, di lotta e di sintesi che prenda dal serbatoio da quella fetta di sinistra fuggita de facto dal PD negli ultimi mesi (insegnanti, pensionati). Cosa faranno i partiti di sistema, di governo, in quei contesti in cui vi è un ballottaggio tra un candidato anti sistema e uno di sistema?

Sono cavoli renziani, quindi. Ed è la prossima mission del premier-segretario trovare la quadra fra mugugni interni (leggere Gotor) nonché ripescare la sintonia ed armonia nel paese poiché - si legge in diversi corsivi - si rompe per poi costruire se no si cammina sulle macerie del aut-aut, del «con me o senza me»

Mentre si vince con l'et-et, in una continua costruzione dopo la rottamazione: Il nostro paese è strano, volubile e spesso di corta memoria: fa diventare vecchi i giovani e viceversa e tuttavia l'onere del premier starà nella sua capacità attrattiva di essere simultaneamente sistema e anti anti-sistema un po come Benigni contro Dario Fo, in uno scontro di poetiche, di politiche e direi anche di pratiche !