30righe

9 Giugno Giu 2016 1805 09 giugno 2016

Accerchiate il soldato Renzi

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Il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, commenta i risultati del primo turno delle Comunali 2016: Non sono soddisfatto.

Sembra quasi di vedere una puntata del Costanzo show in modalità 'uno contro tutti' oppure la scena finale di un episodio degli Avengers quando i supereroi accerchiano il mutante-avversario di turno per sferrare l'attaco finale. E lui - il nemico - lotta strenuamente: si sta parlando del premier segretario Matteo Renzi alle prese con una difficile fase della sua vita politica. Su di lui per adesso cade di tutto come fosse il contrappasso della lunga luna di miele gustata più o meno fino all'elezione per il Quirinale di Sergio Mattarella. A suo tempo Renzi - definito dal sottoscrittto Quirinal Mind - toccò l'apice della sua macchiavellica capacità di vincere sempre e comunque, a suo agio in due o più forni su cui operare politicamente. Oggi le sue vittime provano addirittura a coalizzarsi persino 'contra naturam' pur di vendicarsi delle umiliazioni subite.

Nel centrodestra gli rimproverano di aver 'sottratto' parte del loro programma come l'azione di rilancio dei consumi, la predilezione per il ceto medio considerato strategico per fare leva su più indicatori economici. A sinistra del PD poi non dormono più sogni sereni per il Jobs Act e l'abolizione dell'articolo 18 cosi come altri totem sempre sul piano economico come l'abolizione dell'Imu-Tasi sulla prima casa, la de-contribuzione per i nuovi assunti che nel 2016 è al 30%, l'abolizione dell'Irap costo del lavoro, dell'Imu agricola. La sua stessa sinistra di partito lo detesta per mancata interlocuzione e arroganza nell'esercizio della leadership. I cinquestelle pensavano di essere gli unici 'social' e 'streaming senza frontiere' e lo hanno sempre visto come il demone vede una boccetta di acquasanta. La Lega lo espellerebbe in Antartide anche per decreto. Vi è poi l'olimpo dei costituzionalisti - mica quei pezzenti del comitato riformatore del Sì - che se vengono nominati saggi sfornano consigli per riformare la Carta, salvo poi togliere la veste sacrale della saggezza per indossare l'armatura del dissenso contro le derive autoritarie. Per non farsi mancare nulla, Renzi non è tanto simpatico ai sindacati perché la battuta sul 'gettone' al posto dello smartphone se la sono conservata a perenne vendetta così come alcuni magistrati ogni volta che si parla del capo dell'esecutivo vengono colti da travaso di bile. E infine una parte dei media è stufa della stabilità di governo e un minimo di credibilità internazionale; ma sopratutto non sopporta - forse perché annoia lo spettatore, direbbero - di farsi 'dettare' lo storytelling. Vale per me anzitutto e credo per tutti coloro che fanno questo mestiere: perdoneremmo infatti ai politici qualsivoglia difetto eccetto uno, quello di farci togliere il potere di determinare il racconto quand'anche fosse reale, oggettivo. Venderemmo l'anima pur di NON essere eterodiretti anche a costo di spacciare per vero il falso. Per tutti contro uno non va dimenticato che quest'uno non brilla per capacità di mediazione, tatto, morbidezza di toni e decisioni.

Si sente comunque nell'aria il grido di battaglia «Accerchiate il soldato Renzi». La concentrazione infatti di livore dialettico nei confronti del segretario del PD ha in questo un qualcosa di suggestivo e di liberatorio per alcuni poiché sembra - alla faccia dell'annuale pistolotto sulla non-libertà di stampa nel nostro paese - di poter scrivere sul premier quel che non si aveva il coraggio di obiettare nei bei tempi della caduta Letta, nella golden age del renzismo in cui tutti, politici e probabilmente anche giornalisti, salirono sul carro. Oggi quasi si abbia il gusto di una crisi di governo, si chiede al premier se si dimetterà dopo le amministrative salvo poi (stranamente) scandalizzarsi se lo fa a referendum perso se vincesse il NO alla riforma costituzionale. Bizzarie della narrazione che punta il dito sulla pagliuzza dell'incoerenza altrui mentre fa fatica a trovare la gigantesca trave della propria incongruenza. Ma è il gioco delle parti, intendiamoci.

E' in questi giorni dopo il primo turno per le amministrative si parla addirittura di un tutti contro il PD che coagula tutte le forze di opposizione contro i candidati del Pd ai ballottaggi. Stiamo assistendo al 'votare per dispetto' pur di far perdere il partito di governo. Lo annota Polito sul Corriere scrivendo che «gli avversari del premier lo sanno e rispolverano il più italico (altro che Italicum) dei vizi: il voto a dispetto. Di solito nel mondo democratico gli elettori tendono a scegliere il candidato più vicino, o al massimo l’astensione, quando il proprio candidato non è più in lizza. Da noi, complice l’estrema politicizzazione della vita pubblica, c’è ancora una discreta quota di elettori disposti a premiare anche il candidato più lontano purché sia in grado di battere chi si ha in odio. Che cosa c’entrano i grillini con Parisi a Milano? O gli ex missini con la Raggi a Roma? O i leghisti con l’Appendino a Torino? Niente. Solo che coalizzandosi possono battere Renzi».

Matteo Renzi fischiato dalla platea di Confcommercio difende il bonus 80 euro: «Che non fossero apprezzati da voi lo sapevamo da tempo – ha replicato – ma che fossero una misura di giustizia sociale verso gente che non guadagna 1500 euro al mese lo rivendico con forza».

Dunque assaltare il soldato Renzi oggi è cool, avranno pensato una parte di Confcommercio che lo ha fischiato non appena si è accennato agli 80 euro per tanti italiani, per un totale di quasi mille euro all'anno. Certo, da certi ambienti del lavoro autonomo sappiano che vi sono categorie che dichiarano meno dei loro stessi dipendenti da quel che si legge dai dati Istat - E' il caso dei gioiellieri (che dichiarano in media 17.000 euro all'anno), degli albergatori (14.700 euro), dei proprietari di autosaloni (14.800 euro) o dei pellicciai (12.200 euro) - ma fa molto figo fischiare al premier, il soldato che ama la solitidine del vincere come del perdere.

Almeno questo gli va riconosciuto e spero - visto l'aria che tira - di non subire ritorsioni per averlo pensato.