30righe

26 Luglio Lug 2016 1922 26 luglio 2016

Martirio cristiano anche in Europa

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La chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray.

Uno sbarco in Normandia ma ad essere offerto è l’odio e il terrore. Ed è un evento di martirio squisitamente cristiano, un atto di barbarie religiosa che scuote l’europa e le sue radici. L'attacco è stato compiuto in mattinata, quando i due uomini hanno fatto irruzione, armati di coltelli, all'interno della chiesa in cui era in corso una funzione religiosa. Hanno preso in ostaggio i fedeli poi hanno aggredito il parroco, padre Jacques Hamel, 84 anni, tagliandogli la gola; e un altro ostaggio, anche lui colpito alla gola, è ricoverato in gravissime condizioni.

In queste ore emergono elementi raccapriccianti volto a compiere un vero e proprio capovolgimento rituale: secondo fonti di polizia, uno dei due assalitori indossava la 'chachia', il copricapo di lana usato dai musulmani in Tunisia, e aveva la barba. Le Point riferisce che al momento dell'irruzione i due assalitori hanno gridato la parola “Daesh' e una delle suore tratte in salvo ha detto alla tv Bfm che il sacerdote, prima di essere ucciso, è stato obbligato a mettersi in ginocchio. 'I due assalitori hanno registrato un video mentre recitavano una sorta di sermone vicino all'altare' prima di scagliarsi sull'anziano prete, ha riferito la religiosa.

Un’onda di orrore quindi sta attraversando quasi indisturbata il continente con una modalità potremo dire “random” che se vogliamo è più distruttiva proprio perché imprevedibile. La causalità dell’azione terroristica - la chiesetta di Rouen, il concerto ad Ansbach, il lungomare di Nizza per citare i più recenti - ha un ulteriore effetto snervante sugli apparati della intelligence e della polizia, disarma ogni possibile azione preventiva nella frustrazione che nessun luogo è a rischio zero ma tutti i luoghi diventano bersagli. Viene messa dunque a dura la fermezza psicologica di ciascuno di noi sopraffatti non solo dal flusso delle informazioni ma anche dalle non-notizie in una spirale psicotica di falsi allarmi, evacuazioni, preoccupazioni. Non si contano nelle redazioni centinaia di segnalazioni che poi risultano frutto di mitomania.

In queste ore poi si aggiunge un elemento inedito in ambito europeo ma non sconosciuto nella sua dimensione globale e riguarda i nuovi martiri cristiani, uomini e donne che muoiono per il solo fatto di essere battezzati. Migliaia di cristiani uccisi in Yemen, Pakistan, Iraq, India con una ferocia incredibile. Un grido di dolore altissimo ma inversamente proporzionato ai silenzi imbarazzanti di certa politica e certa informazione più preoccupata del politicamente corretto. Eppure - solo per puntualizzare - lo stesso Papa Bergoglio ha denunciato le attuali persecuzioni con parole inequivocabili fin dai primi momenti del suo pontificato.

«Nella storia della Chiesa sono tanti i martiri fino ad oggi…per trovarli non è necessario andare alle catacombe o al Colosseo: i martiri sono vivi adesso, in tanti Paesi. I cristiani sono perseguitati per la fede. In alcuni Paesi non possono portare la croce: sono puniti se lo fanno. Oggi, nel secolo XXI, la nostra Chiesa è una Chiesa dei martiri».

Il martirio della comunità cattolica di Rouen ci costringe infine ad una riflessione senza equilibrismi e contorsioni non solo sul rapporto fra terrorismo e islam dove rimangono contraddizioni forti ma anche sul rapporto fra Europa e Religioni, cosa essa dice oggi ai suoi cittadini che sono anche credenti. E dunque quanto si continuerà a sfuggire dal dibattito sulle connotazioni religiose del fenomeno terrorista? Fino a quando si continuerà a balbettare con le comunità islamiche e i loro leader che giocano a nascondino? A quando una definitiva e mondiale scomunica che crei una cesura fra credenti e non, togliendo al terrorismo la sua componente teologica e teocratica?

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