30righe

11 Agosto Ago 2016 1106 11 agosto 2016

Fu Yuanhui, icona dello stupore olimpico

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Lo stupore è la molla di ogni scoperta. Infatti, esso è commozione davanti all’irrazionale.

(Cesare Pavese)

Fu Yuanhui è già un mito della Rete, l'icona adorabile di come un atleta dovrebbe affrontare le olimpiadi cioè con la predisposizione allo stupore e con delizioso divertimento. In un post-gara immediato rilasciato alla tv cinese, Fu Yuanhui ha ricevuto a bruciapelo la notizia di aver realizzato un tempo migliore di quel che credeva - guadagnandosi, così, la medaglia di bronzo per i 100 metri dorso. E la Yuanhui si da a smorfie esilaranti e meravigliate, diventate virali e irresistibili: 'Cosa? 58.95 secondi? Credevo di averci messo 59 secondi! Sono stata velocissima!'.

Contrariamente a certe nostre isterie da competizione (quasi sempre destinate al disastro) alimentate poi da una pressione schiacciante, da countdown in televisione neanche fosse l'attimo dell'armaggeddon finale, la nuotatrice Fu (persino il nome è spassoso) ci restituisce un momento di leggerezza e una lezione di training attitudinale che dovrebbe essere visto da certi allenatori a favore dei loro sportivi. Personalmente farei vedere questo video nelle palestre a molti che se la tirano o negli allenamenti pre gara come il toccasana per affrontare la performances sussurrando a se stessi e agli altri un 'come va va, poi casomai esulto'!

In queste ore è tutto un leggere di trattati metafisici sulle sconfitte della Pellegrini (ovviamente mi spiace per lei) come se tutto lo sport italiano fosse solamente lei e i suoi risultati a Rio. Già questo è sgradevole per gli altri atleti della spedizione azzurra ma rischia di sovraccaricare il momento del gioco in una sorta di gioco al massacro mediatico in cui tutti sono colpevoli. E nel mentre altri uomini e donne - meno televisivi e sponsorizzati - vincono ed accrescono il medagliere italiano con fame di vittoria e tanto disincanto, ingredienti imprescindibili per arrivare al podio come dimostra la simpatia di Fu Yuanhui. Certo, nessuno nega che è bello vincere ma se ciò accade senza sentirsi addosso l'obbligo di farlo, allora si vive una goduria impagabile.

Sono gli attimi appunto descritti dagli occhi a mandorla della Yuanhui che ci fanno ridere amaramente dal momento che si nasconde - sotto sotto - una inconsapevole invidia, e l'occidente global-chic che rosica in queste occasioni laddove non vince con la spocchia dei suoi modelli estetici e dei suoi paradigmi commerciali. Categorie queste che alle Olimpiadi arrivano sempre quarte e non salgono perciò sul podio. Attitudini malsane che vengono scavalcate dalla fatica pancia a terra, dall'agonismo a basso tasso di selfie, da una leggerezza spregiudicata che non fa calcoli ma se la gioca senza pensieri e che ti offre una gioia incontenibile ma ti invita a meravigliarti anche quando il fuoco di Olimpia torna in Grecia e altre medaglie auree vanno conquistate quotidianamente, nello stupore insomma dei giorni feriali.

Se potessi - come in un fantasy - chiedere un regalo a Fu le chiederei di confezionare per i suoi colleghi ansiosi il suo stupore in pillole e distribuirlo abbondantemente nel villaggio olimpico. E suonerebbe bene la FuYuanuina, l'unico doping che aiuta lo sport.

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