30righe

16 Settembre Set 2016 1837 16 settembre 2016

A lezione da Ciampi

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Carlo Azeglio Ciampi.

La scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi è davvero una perdita per il nostro paese e ci lascia una gigantesca eredità politica oltrechè culturale ed economica. Una vita spesa per gli italiani possedendo capacità e virtù ormai del tutto rare e difficilmente rintracciabili nello scenario politico attuale, cioè avere lo sguardo lungo e orizzonte di senso. A chi pensa che per essere 'contemporanei' bisogna spazzare le idee forti e per bastare a se stessi e alla società sono sufficienti quattro tweet e aizzare nazionalismi sterili e controproducenti, si consiglia di andare a lezione da un protagonista della sotria contemporanea italiana ed europea, neo-risorgimentale ed europeista senza che queste due dimensioni siano in contraddizione.

Ciò che più infastidisce è che di questi tempi si specula un tanto al chilo - gratis e davanti uno schermo - sui presunti disastri della moneta unica pur essendo in piena globalizzazione però lo si può fare sulle spalle di chi ci ha messo la faccia esopratutto dopo un durissimo lavoro di negoziazione con altri paesi del continente. Ciampi infatti, primus inter pares, è il protagonista dell'ingresso dell'Italia nell'Euro, il cui cambio a suo tempo non fu favorevole ma senza quel passaggio saremmo come tutti quei paesi che di giorno si crogiolano della loro sovranità monetaria ma nel cuore della notte piangono sotto il cuscino per l'inesorabile debolezza rispetto ai grandi blocchi economici che si sfidano proprio nel mercato globale e internazionale. I famosi euroscettici di oggi farebbero bene a chiedere casomai più europa, più unione e non la dissoluzione di un progetto importante come l'Unione. In termini davvero polemici (e costruttivi) l'abisso che separa Ciampi e i protagonisti di quegli anni dagli attuali leader europei (basta vedere le chiacchiere dei summit Ue) è sopratutto il deficit di coesione e unificatore e non viceversa; come a dire che la strada tracciata - per parte italiana - da Ciampi è stata in qualche modo sbarrata, meglio ancora murata dagli egoismi nazionali.

Ecco perchè Carlo Azeglio Ciampi nei suoi discorsi di ministro del tesoro - e poi di Capo dello stato - parlava di moneta come 'tassello' di un processo unificatore politico e istituzionale.

Con la scomparsa di questi grandi italiani si rende plastica e abissale la differenza di peso specifico politico fra ieri ed oggi e questa consapevolezza non è di maniera. La cifra della pochezza di contenuti ce la offre oggi (guarda caso) Matteo Salvini con l'eclatante post servitogli sul piatto della sua euro-ossessione visto che lo scetticismo ha già lasciato lo spazio ad una forma di fobia antistorica. Parlare di Ciampi come traditore dell'Italia è inqualificabile ma - bastebbe fermarsi un attimo a pensare - siamo dinanzi ad un limite invalicabile e non si può chiedere al cubo di essere una piramide. E non è solo un problema della lega - intendiamoci - ma è un freno intellettuale estendibile a molti e vale come considerazione generale.

Diciamolo francamente: esiste un'orizzonte progettuale della politica attuale? Va bene oggi? E' tutta colpa oggi di Ciampi, domani di un altro ex? Cosa possiamo pretendere da una certa politica contemporanea che - come scrive Marcello Veneziani nel suo ultimo libro 'lettera agli italiani' - ha tolto i sogni senza rispondere ai bisogni e che spara a zero sul passato senza possedere un minimo di idee del presente benchè meno del futuro. Ecco perché verrebbe da dire - brutalmente- meglio Ciampi tutta la vita. E di lui - come annotato da Francesco Giavazzi sul Corriere - bisognerebbe imparare l'ostinazione alle puntualità, non solo nel senso del rispetto del kronos. La puntualità come modalità di lavoro, di rendere concreto un impegno preso. Nell'Italia che fa tanta fatica non solo a portare fino in fondo le riforme, ma è pure capace di dimenticare le proprie scelte prese, per Ciampi era impensabile che le scadenze venissero anche solo rimandate, gli impegni presi non rispettati. Ai tantissimi nostri lettori online non solamente il consiglio di meditare non solo il Ciampi pensiero ma anche di rigettare le banalità a suon di click che sciacallano sulla scomparsa di un uomo forte quanto mite. E questa mitezza e determinazione - scomparse dell'agora politico attuale - ci mancheranno terribilmemte.

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