30righe

26 Ottobre Ott 2016 1109 26 ottobre 2016

Sui migranti non c'è lettera che tenga

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Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea a Bruxelles.

Continua l'asimmetrico 'carteggio' fra Roma e Bruxelles, laddove la Commissione europea scrive stilettate in due sole pagine formato A4 mentre il premier Renzi - che sappiamo essere più smart e meno ampolloso - risponde parlando a 'porta a porta' o tramite tweets. In ogni caso si tratta di 'botte da orbi', di un match che si vincerà a decimali di punti, nello specifico di uno 0,1. La Commissione europea chiede al governo italiano una serie di chiarimenti sulla legge di bilancio entro pochi giorni 'per permetterle di prenderli in considerazione nella sua ulteriore analisi'. E' questa a conclusione della lettera che il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari economici Pierre Moscovici hanno inviato al ministro dell'economia Pier Carlo Padoan. L'esecutivo europeo vuole 'spiegazioni per la revisione degli obiettivi (di bilancio - ndr) e dello scarto sostanziale rispetto agli impegni presi la scorsa primavera (ad aprile, ndr)'. L'Italia deve fornire dei chiarimenti sulle spese eccezionali, previste dalla legge di bilancio 2017. 'Abbiamo bisogno di chiarimenti sugli importi inclusi nel Dbp, per considerare questi come spese eccezionali', dice Bruxelles.

Dalle parti del governo italiano si risponde garbatamente che la 'manovra non si tocca' poichè - al netto di alcuni aspetti critici rilevati nella legge di bilancio da parte di economisti e osservatori - il nostro paese offre al dibattito internazionale questioni di principio dei quali si fa fatica a dissentire, primo fra tutti il carico di spese affrontate dall'Italia per la questione migranti. Bruxelles in questi mesi ha letteralmente balbettato sul tema offrendo il peggio di sè, totalmente sterilizzata di fronte al problema tranne quando per evidenti opportunismi nell'area balcanica (Germania in testa) si è fatto un bonifico di oltre 3 miliardi di euro alla Turchia a cui si è delegata la gestione di migliaia di profughi senza preoccuparsi del dopo. Parliamo quindi di una governance europea totalmente incapace di darsi un progetto di fondo mentre avrebbe dovuto ringraziare il nostro paese per la formulazione del migration compact, l'unico documento programmatico a tutt'oggi sul tavolo delle istituzioni eruropee che propone soluzioni strutturali e impegni di spesa. Ebbene, che fa l'Ue? Poco o niente lasciando l'Italia da sola nell'affrontare un 2016 che Carlotta Sami portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati de con lei stassa UNHCR non hanno avuto il timore di definire come l'anno più letale per il Mediterraneo.

L'intollerabile quindi della lettera di Bruxelles al governo italiano è che - a mio avviso - essa appare più dettata da un pregiudizio sull'incapacità italiana a spendere adeguatamente le risorse del bilancio comune. Ma è la stessa criticità che dovrebbe essere fatta a quei paesi come Ungheria o Repubblica Ceca che incassano dal bilancio europeo e restituiscono muri, cortine di ferro, referendum xenofobi lontanissimi dagli ideali e dai trattati europei. Non ci risultano missive e sanzioni e le domande sono tante. Non sarà che l'Europa sia diventata talmente priva di pathos e di identità per cui non si distinuge se un paese ne fa parte o no? Non sarà che si sia perso da tempo l'anima di un continente a tal punto che pensi ai palazzi di Bruxelles e fai fatica a distinugerli da un bellissimo acquario con dentro politici e assistenti carichi di faldoni multilingue? Non sarà che per opportunità elettorali (anzitutto in Germania e Francia) le questoni drammatiche nel mediterraneo europeo non devono disturbare il sonno e le tasche di Berlino e Parigi?

Sarebbe molto più onesto che nei palazzi europei le lettere, anzichè scriverle, si leggessero. Suggerirei a tal proposito questa provocazione che ci proviene dalla sapienza biblica, scritta da Paolo di Tarso alla comunità di Corinto: «La lettera uccide, ma lo Spirito vivifica» (2Cor 3,6) cioè la lettera per la lettera (γράμμα) rischia di togliere l'anima (πνεύμα) alle intenzioni etiche e politiche. Se davvero l'UE vuole porre fine alla propria evanescenza - sopratutto sulla crisi epocale dei migranti - prenda le mosse dal migration compact proposto dal nostro paese e europeizzi il problema con tutte le risorse. A questo punto voglio proprio vedere a quali paesi arriverà la temutissima missiva from Bruxelles.

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