30righe

5 Gennaio Gen 2017 1238 05 gennaio 2017

Quel trillo della Rai per domare il tempo

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Da un fatto “tecnico” ad una considerazione sociologica. Nella notte di Capodanno, mentre i suoni della festa in casa accompagnati dai trenini di gruppo sommergevano i pensieri messi a dura prova dai troppi calici di prosecco, non si ha avuto la consapevolezza (annunciata giorni prima tramite comunicato stampa) della “scomparsa” del segnale orario della Rai e quel suono inconfondibile precedente la messa in onda di telegiornali, giornaliradio o altri programmi.

Rivendico anch’io un po di retorica della nostalgia essendo abbastanza quarantenne da ricordarlo. Vi sono stati anni poi nei quali - per una serie di ragioni - mi sono nutrito di tantissima informazione via radio ( in particolare RaiGr1) e questo trillo ha scandito l’orarietà delle mie azioni come un caffè e una sigaretta fra un capitolo e un altro da leggere e studiare e mi ha accompagnato come audio-agenda sulle cose da fare a tal punto che non ho tenuto al polso l’orologio. Mi bastava il “segnale orario”.

Vi è alla base una motivazione tecnica col passaggio alla trasmissione digitale e su diverse piattaforme che determinano una asincronia se si guarda il satellitare o il digitale terrestre. L’ora fornita dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica ( Inrim) momento è - diciamo - idonea a garantire un conteggio multi-level. Scompare inevitabilmente il trillo (il quale altro non era che un codice al cinquantaduesimo secondo di ogni minuto che segnava il tempo) e tuttavia il futuro avanza e gli strumenti per misurare il tempo sono sempre più sofisticati. L’obiettivo dell’Inrim è la realizzazione di un link ottico che attraverserà l’Italia, da nord a sud, collegandola ad altri paesi europei, creando una rete di istituti metrologici e centri di ricerca.

Nel frattempo, il servizio di sincronizzazione con l’ora esatta italiana continuerà ad essere fornito dall’Inrim per altre vie, come il Network Time Protocol (Ntp), disponibile sul web L'Inrim, inoltre, è capofila del progetto europeo Demetra, parte del programma Horizon 2020, che si appoggia alla rete satellitare di Galileo per fornire servizi avanzati di sincronizzazione e certificazione del segnale di tempo, di interesse per il mondo della finanza, dei trasporti, delle telecomunicazioni e dei media, i sistemi di controllo del traffico automobilistico, il rilevamento topografico, le reti di distribuzione dell'energia.

Questo semplice passaggio tecnico, per quanto fisiologico, suggerisce una riflessione sul fascino o sul dramma che il tempo esercita in noi. Lo viviamo come una risorsa oppure come “demone” che mette il suo fiato sul nostro collo? Viene in mente l’ansia di quel “è tardi, è tardi” del Bianconiglio nell’Alice di Lewis Carroll, metafora di un tempo fin troppo mitizzato e quasi deificato dalla contemporaneità, e che molte volte ci sfugge così da doverlo inseguire e acciuffare. E se potessimo ribaltare i ruoli e diventare padroni del “tempo” capaci di domare la bestia e lasciarla in gabbia?

https://www.youtube.com/watch?v=pvmnB2pg3TQ

Che cos'è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede non lo so più.

Agostino d'ippona, Le Confessioni

Va detto che questo dominio del flusso del tempo non è fuga mundi o delega rispetto alle proprie responsabilità ma esercizio intellettuale e morale di “scegliere” cosa fare, selezionare e magari cestinare il superfluo. Se facciamo pace col tempo, la nostra anima si distende e si rilassa, dice il filosofo Agostino.

Le ricerche di questi anni sui giovani convergono su un punto dirimente e cioè “come gestire” il tempo dello studio o del lavoro evitando le incursioni (quasi patologiche) di social, notifiche, mails, chat varie. Non si tratta di condannare il nuovo ma piuttosto armonizzarlo con un sano “ritmo del tempo” quello sì che permette di fare anche molte cose ma bene. Inutile costringersi ad essere operativi senza un po di tempo per essere ricettivi, darsi una pausa, rimettere ordine nella propria agenda. Pazienza se non c’è il trillo della Rai ma lo si può sempre scaricare. Come? da qui...

https://youtu.be/_204LxNcCP4?t=1m2s

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