30righe

15 Febbraio Feb 2017 1756 15 febbraio 2017

Torna il Nokia 3310, un trattato sociologico

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I rumors di queste settimane sembrano confermati. Essi parlano di un ritorno nei negozi hi-tech del Nokia 3310 e sono significativi di un trend paradossale di questi tempi. I pareri in rete sono contrastanti, c’è chi grida alla cesura di un continuum tecnologico destinato ad andare avanti per moto perpetuo e senza soluzione di continuità e c’è chi tornerebbe volentieri indietro nel tempo. Su questa traiettoria di ragionamento ho sentito in giro di un desiderio di tornare all’essenziale per diverse ragioni. Dal punto di osservazione dei “consumatori” vi è anzitutto un rigetto del mercato giunto a saturazione con dispostivi potenziati ma che ormai si somigliano significati dalla classica battuta “ma oltre a telefonare il caffè lo fa?”; ma dal punto di vista sociologico vi sono reali preoccupazioni sugli effetti ipertrofici di questa iper-connessione da parte degli utenti come emerge - senza considerare alcuni casi preoccupanti - dalle ultime ricerche dove molti ragazzi presi da quel che chiamano “vamping” si svegliano a notte fonda per controllare le notifiche sui social.

In questo caos di dati e consumi della rete, la notizia del ritorno sul mercato del mitico Nokia 3310 assume a tratti i contorni dell’assurdo e del bizzarro ma ci si può chiedere: Forse che avanza lento ma inesorabile il tempo dell’anti-smartphone? E’ solo apparente operazione nostalgia e voglia vintage passeggera o magari vi è un pezzo di mondo che vuole web-disintossicarsi?

Tutto molto interessante sopratutto se il 3310 si vedrà nelle tasche dei ragazzi di oggi; diverso e nostalgico il discorso per quelli della mia generazione i quali mostrano un certo sorriso beffardo non solamente perché quei tempi “preistorici” li hanno vissuti ma anche perché sanno di essere stata quella che chiamerei la “generazione 3310”, per parlare del telefonino più amato e venduto di sempre chiamato anche “millennium phone” lanciato dalla Nokia nel settembre del 2000 per diventare un must di massa di quegli anni.

Un oggetto di culto per tantissimi motivi relativi anzitutto alla performance e alla resistenza. Prendeva segnale anche sottoterra, rapidissimo nell’aggancio della linea, poteva volare fuori da borse e borsette innumerevoli volte senza rompersi: come un puzzle si divideva in tre (batteria, cover frontale e corpo del telefono) per poi ripartire come se niente fosse. In quanto irrinunciabile e di massa, il 3310 è sopratutto entrato nel catalogo dei fenomeni cult di quella fine di millennio come - ad esempio - il festivalbar del '99 vinto da Jovanotti con Un raggio di sole, lo zaino mandarino duck, lil motorino Ciao, il gelato pipa etc. In tal senso il 3310 è stato attore non-protagonista della narrazione di molti di noi prima che la rete annullasse le distanze. Averlo fra le mani per chiamare gli amici al posto delle cabine telefoniche (quante schede prepagate per organizzarsi le uscite serali...) e scriverci solo ed esclusivamente gli sms (pensate un pò che roba…) ha introdotto migliaia di italiani nel mondo della comunicazione smart cambiandone radicalmente il concetto stesso di tempo e di spazio. Il web era sconosciuto (o per pochissimi della upper class) ma ante litteram già venivano abbattute distanze e barriere fra amici attraverso il traffico voce mobile non domestico e sopratutto con i messaggini ci si scriveva senza vedersi e mantenendo inalterati pathos e risultati. Per tutto il resto delle emozioni era necessario il live!

Il ritorno del 3310 non è perciò - a mio parere - solo un desiderio vintage simile al ritorno in edizione limitata del vinile per il mercato musicale così come non è il messia che viene a salvarci dal web diabolico. E tuttavia fa riflettere sulla ormai distinzione che gli utenti fanno fra telefonino e connessione in rete il cui consumo ormai è pressoché sbilanciato sulla navigazione internet. Sarei comunque divertito delle nuove dinamiche in famiglia con i ragazzi che possono solo inviare sms e nulla più. L’importante (ieri come oggi) è non smanettare quando si è tavola come spesso ci si lamenta in famiglia. Posso dire che nei miei tempi rampanti la situazione “danger zone” era la minaccia dei genitori al grido “te lo butto a terra o dalla finestra”. Ma in questo caso noi figli, testarde canaglie, abbiamo corso persino questo rischio poiché il 3310 non si rompeva.

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