30righe

28 Febbraio Feb 2017 1715 28 febbraio 2017

Rigurgiti di antisemitismo fin troppo tollerato

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scritte antisemite di questi tempi

Ricordo che quando ero bambino, combinata la cavolata “involontaria”, cercavo l'attenuante del «non l’ho fatto apposta» e sentivo dire da mia madre a seguito di un ceffone inevitabile che «bisognava pensarci prima e non esiste il fare senza pensare» poiché quando un atto è grave, niente scuse. Potessimo tutti dire la stessa cosa nei confronti dell’intollerabile “antisemitismo di ritorno” che lascia tracce inquietanti un pò ovunque senza che ci sia un minimo di indignazione.

Richiamo con un certo imbarazzo della scelta le ultime e clemorose situazioni: Ai primi di Febbraio un giudice ha prosciolto due tifosi laziali che nel 2013 a seguito di una denuncia della Digos avevano istigato i cori della curva al grido “giallo-rosso ebreo!” . Dopo tre anni e mezzo il Gup di Roma ha emesso una sentenza – le cui motivazioni sono uscite in questi giorni – nella quale ha ritenuto le espressioni “configurabili nell’ambito di una rivalità di tipo sportivo“. Insomma, so ragazzi no? Rimaniamo nell'impalpabile mondo degli spalti e trasferiamoci a Montecatini Terme dove fu imbrattata la scritta (riferita alla squadra avversaria del Viareggio) “Viareggio Anna Frank” e che ha scosso e infignato la dirigenza del montecatini a tal punto che si è minacciato di ritirare la squadra se non si fosse tolta l’ignobile frase e dare seguito a pubbliche scuse da parte della tifoseria responsabile. E anche qui ascolti molti se ne escono con un banale “ma sono solo scritte no?

E la rete ci mette pure del suo: da ultimo la polemica si è scatenata in altre “arene” come quella dello shopping online. Lo Yad Vashem, il monumentale Memoriale dell'Olocausto di Gerusalemme, ha chiesto ufficialmente al gigante online di Jeff Bezos di bloccare la vendita di tutti i testi negazionisti che smentiscono la Shoah. Robert Rozett, direttore delle biblioteche dello Yad Vashem, ha detto di aver scritto direttamente a Bezos per "fermare l'odio". Per ora Amazon non ha ancora risposto in via ufficiale. Ma in passato, come ha dichiarato ieri alla Associated Press lo stesso Rozett, nei confronti di simili richieste il gigante del commercio online "ha più volte rifiutato di oscurare materiale offensivo in nome della libertà di espressione". E sempre su internet si è persino creata una “app” concepita - leggete bene - per individuare e indicare al pubblico ludibrio con nome e cognome i singoli ebrei da intimidire e forse colpire. Stava sullo store di Google Chrome, che si è affrettata a rimuoverla. Molti ebrei avevano deciso addirittura di sabotarlo e tuttavia resta il fatto che un minuscolo gruppo di farabutti riesce con un minimo sforzo a ottenere l’ascolto da un palcoscenico senza frontiere, senza controlli e senza confini. Ma è la rete no?

Come ci si sente quando, intorno a te, migliaia di persone intonano un coro razzista o antisemita? Cosa si prova quando...

Geplaatst door Tobia Zevi op dinsdag 7 februari 2017

Ora, ho sempre pensato che spargere questi semi dell’odio è soprattutto un atto di idiozia prima che criminale, è un vuoto della mente a causa del quale si viene affetti da accidia individuale e cattiveria collettiva, demoni ammantati di nuovi vestiti, e spesso giustificati come innocui sfottò o peggio ancora come satira, così come ci ricorda la storia italiana del periodo fascista .In questa cesura fra il dramma vissuto e il nostro presente apparentemente pacifico molti vivono nella narcosi di un silenzio assenso che butta nel cestino il passato. E si cela il pericolo - in questo gioco che assottiglia il valore dei gesti che si compiono - che tutto va bene e può essere giustificato. Odio e falsità vanno poi a braccetto come una dualità indivisibile e si nutrono a vicenda; e sugli ebrei con la scusa dei soliti clichè (lobby-potentati-multinazionali etc) si va avanti a colpi di offese con innumerevoli esempi che uno storico al di sopra di ogni faziosità come Paolo Mieli snocciolava già diversi anni fa, nel silenzio di molta stampa. Per alcuni risulterà esagerato ma credo che il disprezzo 2.0 (contro ebrei,migranti, omosessuali, neri etc) è molto più pericoloso e grave rispetto a decenni fa poiché striscia perfido fra un click e un altro salvo poi nascondersi dietro il non più ascoltabile “non l’ho fatto apposta! Jose Saramago ha scritto che noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.

Perciò caro idiota antisemita, non si odia né per scherzo né sul serio!

no a ogni forma di antisemitismo, condanna di ogni ingiuria, discriminazione e persecuzione che ne derivano...

Papa Francesco alla sinagoga di Roma (2016)

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