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26 Aprile Apr 2017 1623 26 aprile 2017

Papa Francesco a sorpresa in "TED" conference

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buongiorno, non so che ora è lì da voi! Col tono amicale e informale che lo contraddistingue Papa Francesco sbarca per la prima volta e a sorpresa su Ted, il canale canadese che organizza videoconference globali e attiva dibattiti intorno a temi valoriali di grande interesse. Collegandosi attraverso un appassionato videomessaggio Papa Francesco riassume in meno di venti minuti un compendio di "magistero sociale" ripercorrendo i temi più caldi come l'interdipendenza degli eventi del pianeta, il primato della persona contro certe logiche contemporanei. Su tutto il valore della solidarietà come risposta "libera del cuore" di ciascuno quando tutti comprendono che l'amore fra i popoli è una conquista non sempre consolidata.

Ai followers di Ted Bergoglio si è rivolto con parole di gratitudine: Mi hanno detto che a TED c’è riunita tanta gente molto creativa. Sì, l’amore chiede una risposta creativa, concreta, ingegnosa. Non bastano i buoni propositi e le formule di rito, che spesso servono solo a tranquillizzare le coscienze. Insieme, aiutiamoci a ricordare che gli altri non sono statistiche o numeri: l’altro ha un volto, il "tu" è sempre un volto concreto, un fratello di cui prendersi cura.

"Tenderness is not weakness; it is fortitude. It is the path of solidarity, the path of humility. Please, allow me to...

Geplaatst door TED op dinsdag 25 april 2017

Poi ha offerto la sua "icona biblica" ricordando la parabola del Buon Samaritano: La storia del Buon Samaritano è la storia dell’umanità di oggi. Sul cammino dei popoli ci sono ferite provocate dal fatto che al centro c'è il denaro, ci sono le cose. Non le persone. E c’è l’abitudine spesso di chi si ritiene “per bene”, di non curarsi degli altri, lasciando tanti esseri umani, interi popoli, indietro, a terra per la strada.C’è però anche chi dà vita a un mondo nuovo, prendendosi cura degli altri, anche a proprie spese. Infatti, diceva Madre Teresa di Calcutta, non si può amare se non a proprie spese. Ma il messaggio proposto dal Papa si è allargato a tutti, credenti e non, con una chiave di lettura universale. Per noi cristiani il futuro ha un nome, e questo nome è speranza. Avere speranza non significa essere ottimisti ingenui che ignorano il dramma del male dell’umanità. La speranza è la virtù di un cuore che non si chiude nel buio, non si ferma al passato, non vivacchia nel presente, ma sa vedere il domani. La speranza è la porta aperta sull’avvenire. La speranza è un seme di vita umile e nascosto, che però si trasforma col tempo in un grande albero; è come un lievito invisibile, che fa crescere tutta la pasta, che dà sapore a tutta la vita. E può fare tanto, perché basta una sola piccola luce che si alimenta di speranza, e il buio non sarà più completo.Basta un solo uomo perché ci sia speranza, e quell’uomo puoi essere tu. Poi c’è un altro “tu” e un altro “tu”, e allora diventiamo “noi”. E quando c’è il “noi”, comincia la speranza? No, quella è incominciata con il “tu”.Quando c’è il noi, comincia una rivoluzione!

Bergoglio ha parlato in italiano con i sottotitoli in inglese: Francesco ha ribadito inoltre la richiesta di non ignorare la situazione dei migranti, dei poveri e delle altre persone vulnerabili, e ha chiesto aiuto per superare la cultura dello spreco che tocca non solo il cibo, ma anche gli esseri umani messi da parte da sistemi economici che si appoggiano sempre più sull’automazione. «Sarebbe bello», ha concluso, «se la crescita dell’innovazione scientifica e tecnologica andasse avanti con maggiore uguaglianza e inclusione sociale».

Qui il video della Ted conference del Papa

Mi è piaciuto molto il titolo – “The future you” – perché, mentre guarda al domani, invita già da oggi al dialogo: guardando al futuro, invita a rivolgersi a un “tu”. “The future you”, il futuro è fatto di te, è fatto cioè di incontri, perché la vita scorre attraverso le relazioni

Papa Francesco in video conferenza su Ted

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