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16 Ottobre Ott 2012 2240 16 ottobre 2012

Revolution, non rivoluziona ma convince

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Siamo solo alla quinta puntata, ma le premesse sono molto buone.
Io e il mio ragazzo abbiamo subito urlato al miracolo, ma dobbiamo ammettere che questo è già capitato diverse volte.. per poi però scoprire, dopo pochi episodi, che Lost è tutto un altro mondo.

Trasmessa dalla Nbc, prodotta da JJ Abrams (il celebre creatore di Lost, Alias e Fringe) e ideata da Eric Kripke - già sceneggiatore del telefilm Supernatural - Revolution è una serie tra l’epico e il mistery che fotografa il genere umano in uno stato di ‘cattività’, mostrandoci parte delle sue debolezze e virtù.

Il pilot parte con la visione di una famiglia, i Matheson, in stato d’allarme. I genitori, Ben e Rachel (interpretata da Elizabeth Mitchell, o meglio l’indimenticabile Juliet) preparano i bagagli ai due figli, Charlie e Danny.
Mezze parole e sguardi tesi dicono al telespettatore che i due personaggi sanno che sta per succedere qualcosa di catastrofico e che quello che si apprestano a fare non sarà un viaggio breve.
Nel momento in cui Ben è al telefono col fratello Miles per avvisarlo che ‘quel qualcosa’ sta succedendo veramente, avviene il black out. Totale.
L’elettricità si spegne, pian piano, sino a lasciare la Terra immersa nell’oscurità.
Un gap temporale ci catapulta a 15 anni dopo l'accaduto, in uno scenario precedente all’epoca della rivoluzione industriale. Tutto è cambiato.

La natura ha preso il sopravvento sulla civiltà: i grattacieli sono ricoperti dalla vegetazione dominante. Della tecnologia non restano che i cimeli di un tempo non funzionanti: un Iphone ora non è altro che il contenitore di immagini non fruibili, quindi un oggetto inutile.
La narrazione riprende con la visione della famiglia protagonista, che fa parte di una piccola comunità.
Rachel è assente, non si sa nulla di lei.
Ben viene assassinato in un contenzioso dall’esercito personale di Sebastian Monroe, una sorta di dittatore che tenta di imporre con forza, violenza e brutalità il controllo del territorio.
Il figlio minore, Danny, viene catturato dalla milizia, mentre Charlie promette al padre morente di ritrovare Miles, l’unico in grado di salvare il fratello con gravi problemi di asma.

Sicuramente, come dicevamo, il telefilm non rivoluziona, ma c'è una evoluzione.
La serie fa tornare alla mente altri mistery drama (tra questi, Flashforward, Terra Nova e The river), ma Revolution tenta di dare una nuova prospettiva e fare un passo in più.
Basti pensare al personaggio di Elizabeth Mitchell, che di per sè ha le stesse caratteristiche della Juliet di Lost, ma in questo caso il personaggio è più maturo.
Nella serie dei naufraghi, la donna agiva per preservare il nipote dalla schiera di cattivi, ora Rachel è madre, è cresciuta. A Juliet è stata data una seconda possibilità.

È interessante, inoltre, osservare che i due ragazzi, nativi-primitivi, abituati alla conquista di qualsiasi bene primario, sviluppano abilità fisiche e intuitive superiori a quelle di nativi-digitali.
Facile, infatti, da immaginare che in questo nuovo mondo senza Stati, leggi e morali condivise nulla è più come prima.
Se guarderete il pilot, le probabilità che vedrete le successive puntate sono alte.
Vi appassionerete alla storia, che come nelle migliori avventure epiche vede unirsi ai nostri protagonisti nuovi personaggi, di volta in volta, lungo il tragitto.
Gli ascolti finora sono stati positivi: la premiere dell'episodio pilota negli Stati Uniti ha raccolto un'audience media di 11,67 milioni di spettatori, riuscendo a mantenersi buona anche nelle puntate successive. Questo fa sperare che alla prima stagione, già confermata dalla Nbc, possano seguirne anche altre.
Ha inizio, dunque, un lungo viaggio per scoprire chi ha provocato il black out, ma soprattutto per quale motivo.

Vi consigliamo di accompagnare la visione di Revolution con patate al forno o fritte.
Francesca e Cosimo

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