A ciascuno il suo

14 Luglio Lug 2012 1132 14 luglio 2012

Enrico Letta: “Il Popolo della Libertà? E’ meglio di Beppe Grillo”

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Come volevasi dimostrare. Sono bastate 24 ore per avere conferma di ciò che, a dire il vero, pareva già sufficientemente chiaro. Il sistema, a parte le ovvie scenate di rito, tira un sospiro di sollievo per la nuova discesa in campo di Berlusconi giudicandola, per l'appunto, ottimo antidoto alla diffusione del virus Grillo.

Nemmeno ci fossimo messi d'accordo, Enrico Letta ha confermato - in una intervista al Corsera - tutto quello che avevo scritto un paio di giorni fa commentando a caldo l'ultimo colpo di teatro del Cavaliere di Arcore.

In particolare l'esponente Pd dichiara:

1) "preferisco che i voti vadano al Pdl piuttosto che disperdersi verso Grillo"

2) obiettivo dichiarato è "un governo politico competente che sia in continuità con Monti sotto il profilo dei contenuti e come uomini"

3) il Pdl di Alfano si è "rivelato interlocutore affidabile e credibile"

4) il cosiddetto Porcellum è "il male assoluto" non tanto in se stesso quanto perché "aprirebbe la strada a Grillo" che, dal canto suo, ha solo tre idee: "uscire dall'euro, negare la cittadinanza ai figli degli immigrati, non ripagare i debiti".

Tutto si può dire tranne che Letta il Giovane non sia stato chiaro. Egli espone una logica a mio avviso repugnante ma lo fa con coerenza, senza troppi giri di parole. Il sistema partitocratico (non solo autoreferenziale ma capace di essere - per la sua stessa debolezza - garante di poteri esterni all'Italia) preferisce il Pdl (lo stesso Berlusconi) a Grillo. Su questo non bisogna più avere alcun dubbio e gli stessi antiberlusconiani dovrebbero aprire gli occhi, evitando di farsi stupidamente strumentalizzare.

Gli obiettivi di politica economica sono sempre quelli, gli stessi pervicacemente inseguiti da Monti e dai suoi ministri: tenere l'Italia agganciata all'euro, alla traballante costruzione europea, all'America, ai poteri forti rappresentati da Bildelberg e Trilateral (non proprio prodotti della fantasia di qualche complottista, come li si vorrebbe frettolosamente far passare).

Un altro importante obiettivo è poi quello di stimolare il Parlamento a partorire in tempi brevi una riforma elettorale in funzione anti-Grillo (non per "implementare" la democrazia in Italia, come nemmeno più Letta si azzarda a sostenere).

Il fatto che il vicesegretario Pd - notoriamente misurato nelle dichiarazioni - si sia lasciato andare a cotanta sincerità fa supporre due cose: o troppa sicurezza o troppa paura.

Personalmente propendo per la prima tesi. Penso si sia messo in moto un meccanismo che in breve tempo schiaccerà le (deboli) istanze di rinnovamento circolanti nel Paese. Senza, chissà, escludere nemmeno un intervento della magistratura qualora ciò fosse davvero necessario.

D'altronde si sa: gli italiani si abituano a tutto. Basta lasciar loro il calcio, il telefonino ed un'altra cosa che per decenza non posso nominare (spesso interessante anche solo come oggetto di discussione).



Twitter:@nazionalpop70

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