A ciascuno il suo

1 Settembre Set 2012 1955 01 settembre 2012

Panorama, finti scoop ed ipocrisie

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Ho letto anche io l'ormai "famoso" articolo di Panorama nel quale - senza alcun virgolettato - sarebbero stati riportati i contenuti delle telefonate intercorse tra l'attuale Capo dello Stato Giorgio Napolitano e l'ex Presidente del Senato Nicola Mancino.

Dico subito che, a mio parere, non c'è nulla di "esplosivo" né di tantomeno "eversivo". Ed è proprio per questo che le dichiarazioni di numerosi esponenti del mondo politico appaiono davvero grottesche (in primis "il-Paese-reagirà" di Mario Monti).

Le reazioni più o meno sdegnate di alcuni giornali, poi, sono un malriuscito mix di ipocrisia e politica editoriale.

Da questa vicenda non esce bene nemmeno il settimanale Panorama che avrebbe dovuto pubblicare il suo "scoop" senza mettere le mani avanti o dare risibili giustificazioni come quella di voler tutelare l'onore del Presidente della Repubblica rompendo la prassi delle cosiddette "ipotesi di scuola".

Come mai tutti sembrano agitarsi tanto per queste telefonate? Che il Presidente della Repubblica potesse avercela - verso la fine dello scorso anno - con Berlusconi, Di Pietro e forse qualche magistrato, non sembra materia sufficiente né per uno "scoop" giornalistico né tantomeno per uno scandalo.

Berlusconi, infatti, sarebbe stato accusato di inzaccherare ulteriormente la già non immacolata immagine internazionale dell'Italia. Antonio Di Pietro si sarebbe meritato, invece, epiteti poco presidenziali a causa del ruvido contegno nei confronti dello stesso re Giorgio. Per quanto riguarda le "robuste" cosiderazioni verso la procura di Palermo la questione si fa più delicata ma bisognerebbe distinguere tra i giudizi personali ed eventuali piani di intervento (sul normale corso delle indagini) che configurerebbero un quadro ben più preoccupante (sotto il profilo morale e giuridico).

In realtà vien quasi da pensare che il "clou" delle telefonate possa essere diverso rispetto a ciò che è stato (non)  pubblicato da Panorama e presentato nelle cosiddette "ipotesi di scuola" (sapientemente centellinate in queste settimane dai giornali). Detto in altri termini: se ciò che è emerso finora è solo un piccolo "assaggio" delle chiamate presidenziali allora sì che il ricatto prenderebbe forma. Perché se le telefonate fossero state davvero solo quelle pubblicate da Panorama allora l'ipotesi del ricatto non sussisterebbe.

Io penso che tutti, nelle redazioni, sapessero bene ciò che Panorama ha dato "in pasto" all'opinione pubblica. E addirittura ritengo che i lettori più attenti ed "aggiornati" potessero arrivare a simili conclusioni per conto proprio applicando un banale procedimento deduttivo.

Non era difficile infatti pensare che Napolitano non potesse più "sopportare" Berlusconi dal punto di vista "umano" e politico così come non è difficile credere che lo stesso Presidente della Repubblica potesse provare ostilità verso un Antonio Di Pietro che da troppo tempo lo accusava, per esempio,  di aver firmato - senza fiatare - tutte le leggi vergogna degli ultimi anni berlusconiani.

Per quanto riguarda i rilievi sulla procura di Palermo parliamo invece di profili più delicati, che andrebbero approfonditi. Ma se anche in questo caso ci si dovesse trovare di fronte a considerazioni di carattere generale non ci sarebbe nulla di rilevante, visto che Napolitano discorreva in modo evidentemente informale con un vecchio amico.

In tutta questa strana vicenda l'anello debole è certamente rappresentato proprio dall'ex Presidente del Senato ed ex vicepresidente del CSM Nicola Mancino. Si tratta di un uomo chiaramente sotto pressione. Nel sentirlo parlare è quasi difficile credere che possa aver fatto una simile carriera politica e ricoperto incarichi tanto prestigiosi.

Mancino fa due dichiarazioni, a caldo, che mettono in crisi tutto l'imponente apparato di difesa a sostegno del Quirinale. In particolare: "Non sono io che devo dire se corrisponde al vero o non corrisponde al vero quanto detto da Panorama. Gli atti dovrebbero stare secretati e non si capisce chi è che ne ha violato la secretazione".

Non ne esce tanto bene nemmeno il procuratore capo di Palermo Messineo, che prima preannuncia l'apertura di un fascicolo su una eventuale "fuga di notizie" (confermando implicitamente quanto sostenuto da Mancino) poi fa una parziale retromarcia anticipando l'apertura di una indagine su "notizie false o inesatte" (in alternativa o insieme alla prima?) salvo compiere il capolavoro finale con una dichiarazione con la quale esclude aprioristicamente che la Procura possa aver passato alcunché ad un settimanale come Panorama (e ad altri, invece, sì?).

Comunque non c'è dubbio che "marcando" Mancino si possano avere dei dettagli ulteriori su questa storia; egli è un po' la mina vagante di tutta la vicenda perché quando parla per smentire finisce per confermare. Uno specialista nel mettere toppe peggiori dei buchi.

Per quanto riguarda il mondo dell'informazione sono rimasto abbastanza deluso dalla reazione del Fatto Quotidiano. Non è nemmeno passata una settimana dal post precedente che devo già ricalibrare un giudizio evidentemente troppo entusiastico. La sola circostanza che a pubblicare il "materiale" sia stato Panorama, settimanale della famiglia Berlusconi, porta quelli del Fatto quasi a smentire una linea editoriale che loro stessi avevano scelto di mantenere (fino a questo momento) in assoluta solitudine.  Meglio soli che accompagnati da Panorama, dev'essere stata la loro morale. Il solito giochino per il quale si considera il contenente e non il contenuto, chi scrive e non cosa scrive.

E poco ci è mancato che lo "scoop" di Panorama rinsaldasse in un colpo solo Fatto e Repubblica nella vecchia - forzata - alleanza in chiave antiberlusconiana.

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