A ciascuno il suo

13 Settembre Set 2012 2219 13 settembre 2012

Di Pietro, Renzi, Grillo: La7 ha un siluro per tutti

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In tempi non sospetti ho più volte avuto modo di apprezzare La7 ed in particolar modo Omnibus , nota trasmissione di approfondimento politico del mattino. Un anno fa, sul mio blog, evidenziavo la cattiva abitudine della tv pubblica di trascurare l'informazione politica durante l'estate, a differenza di altre realtà come La7 : un silenzio ingiustificato da parte della RAI dato che l'emergenza spread era già in atto e le difficoltà dell'allora governo Berlusconi facevano paventare l'ipotesi - poi realizzatasi -  di un governo "tecnico" o del Presidente.

Tempi ormai abbastanza lontani,  soprattutto a causa dei molti avvenimenti che poi si sono susseguiti.

Ad oggi, settembre 2012, è chiaro come la campagna elettorale sia ampiamente iniziata. Basta leggere i giornali e guardare la tv: tutti stanno prendendo posizione nei rispettivi fortini.

Sulle promesse dei partiti e dei candidati c'è ancor meno da credere rispetto al passato, considerati gli stringenti obblighi derivanti dalla agenda europea frettolosamente approvata dal Parlamento (Fiscal Compact, Mes e pareggio di bilancio in Costituzione); chi sostiene che chiunque andrà al governo non avrà la possibilità di eseguire politiche "innovative" ha perfettamente ragione. Personalmente non mi felicito di questo e non sono tra coloro che tifano per ulteriori perdite di sovranità, ma non c'è dubbio che da qui ai prossimi lustri ci sarà ben poco da divertirsi.

La "piccola" tv targata Telecom si prepara ad entrare in gioco con una certa decisione: approccio totalmente europeista e filo-quirinalizio, nettamente contrario a tentazioni "rivoluzionarie" da qualsiasi parte esse provengano. La7  sembra insomma a favore dello status quo, del mantenimento di personaggi, partiti, equilibri superati dai tempi ma capaci di garantire una tranquillizzante continuazione dell'esperienza montiana.

E' chiaro come  in un simile contesto i primi a farne le spese siano Di Pietro, Renzi e lo stesso Beppe Grillo, rei di essersi posti - sia pur ciascuno in maniera diversa - al di fuori del nuovo "arco costituzionale" frutto delll'inciucio tra Pd-Pdl-Udc.

L'ex pubblico ministero di Mani Pulite è stato servito con una recente puntata di Omnibus nella quale si è celebrato un vero e proprio processo in contumacia; presenti in studio, tra gli altri, lo storico Massimo Teodori, il giornalista Filippo Facci ed il corrispondente in America del quotidiano La Stampa Maurizio Molinari. Tra mille precisazioni, distinzioni, sottigliezze l'assonnato telespettatore del mattino ha potuto solo capire che Di Pietro è stato una sorta di "agente" Cia incaricato di smantellare il baraccone partitocratico italiano a favore di un nuovo ordine gradito a Washington e ai poteri forti del mondo; tesi non nuova, rilanciata ciclicamente soprattutto da ex socialisti o ambienti vicini all'attuale centro-destra, ma stavolta condivisa anche a sinistra in funzione antidipietrista.

Pure Renzi è stato ultimamente fatto oggetto di attenzioni poco benevole: ricordo una recentissima puntata di Omnibus a completo beneficio di Rosy Bindi e delle sue severe rampogne contro il giovane sindaco di Firenze. In studio erano presenti, oltre alla brava ma ultimamente un po' faziosa Alessandra Sardoni, Marco Damilano de L'Espresso e Massimiliano Lenzi del Tempo. La scusa era quella di parlare del dramma degli operai sardi dell'Alcoa, ma in realtà la trasmissione si è presto sviluppata in maniera tale da consentire alla Bindi di caricare a testa bassa su Renzi; il culmine della ilarità, pur tra i più o meno complici ospiti in studio, si è raggiunto nel momento in cui la vicepresidente della Camera ha sostenuto che all'interno del Partito Democratico contano più i 40 enni dei 60 enni (come lei) con alle spalle 30 anni di vita parlamentare.

Sempre in riferimento alla piega anti-Renzi de La7 è interessante segnalare la puntata di ieri di Ottoemezzo, condotta da Lilli Gruber, con in studio Pierluigi Bersani. L'espressione della conduttrice valeva da solo il "prezzo del biglietto" ed al segretario Pd è stata data ampia possibilità di dire tutto ciò che voleva contro il suo giovane sfidante alle prossime primarie.

Dulcis in fundo, arriviamo al caso della settimana scorsa ovvero quello di Favia, Formigli e della sua trasmissione Piazza pulita. Come molti sapranno il pezzo forte dell'ultima puntata è stato il fuorionda carpito(?)  al giovane esponente del Movimento 5 Stelle  nel quale venivano svelate le autoritarie modalità di gestione da parte di Grillo e le strane abitudini di Casaleggio (descritto come una sorta di puparo del comico genovese).

Non sto qui a discutere i sistemi attraverso i quali si è arrivati ad un simile "scoop" (a quanto pare un po' datato, visto che il fuorionda risalirebbe a maggio) ma non c'è dubbio che tutta la trasmissione sia stata preparata in una maniera tale da danneggiare Grillo (pur in un contesto di formale par condicio, dato che erano presenti delle voci a "tutela" del Movimento 5 Stelle). Operazione andata a buon fine, come evidenziano alcuni con malcelata soddisfazione, dato che i grillini avrebbero perso 2- 3 punti nei sondaggi.

Insomma La7 è piccola, ambiziosa, politicamente agguerrita. Non seguitissima, ma con un pubblico sufficientemente "fidelizzato". Non è facile capire come si possano coniugare i cachet di numerose star (Gruber, Lerner, Parodi I e II, Cucciari, Formigli, Mentana, ecc.) con introiti pubblicitari chiaramente limitati. Certo, dietro c'è la Telecom ma non è detto che il sostegno duri in eterno considerando anche le non brillanti condizioni della "Casa Madre". Di sicuro La7, con la sua ortodossia filo-Montiana, è scesa decisamente in campo in questa già avviata campagna elettorale.



Twitter: @nazionalpop70

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