A ciascuno il suo

26 Marzo Mar 2013 1952 26 marzo 2013

Non si governa un Paese con la sola dottrina economicista

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La drammatica vicenda dei due marò, diventata tale per l’incredibile gestione del ministro Terzi, per il mutismo dell’ammiraglio Di Paola e per il menefreghismo dello stesso premier Monti, ci riporta alle pagine più nere del nostro recente passato, quello con il quale non abbiamo mai fatto veramente i conti, quello che giustifica il sentiment di diffidenza ed in qualche caso disprezzo che ancora oggi molti Paesi nutrono nei nostri confronti.

Il caso in questione è una sorta di piccolo 8 settembre: una disfatta su tutta la linea, frutto di errori compiuti per opportunismo e viltà, con buona pace delle regole di diritto internazionale che sin dall’inizio davano ampiamente ragione all’Italia. Una vicenda che, per soprammercato, dimostra ancora una volta di che pasta siano fatti gli uomini che ci governano.

Ebbene si è sbagliato prima, nel condurre il mercantile nel porto indiano, nonostante il fatto contestato – l’uccisione di alcuni pescatori, forse confusi come pirati – fosse oggettivamente avvenuto in acque internazionali. Si è sbagliato nel consegnare i nostri due soldati che, per qualunque responsabilità a loro imputabile, dovevano essere processati in patria e non certo da una corte indiana . Si è poi tenuto un atteggiamento ambiguo, cedevole, per tutta la durata del sequestro dei nostri uomini in India, dando la possibilità alle autorità locali di esibirli come trofei. Si è arrivati perfino a farli giurare, forse assieme all’ambasciatore italiano, dando così “assicurazione” agli indiani circa il rispetto dei termini delle licenze concesse in occasione del Natale e delle elezioni. Senza contare che, nonostante tutti i pasticci compiuti dalla diplomazia italiana, le cose sembravano destinate a ricomporsi, in un contesto di fiducia reciproca, grazie, appunto, alla parola mantenuta da Girone e Latorre.

I due marò sono stati poi spregiudicatamente esibiti in piena campagna elettorale dal premier uscente Monti, che forse già subodorava un clamoroso fallimento alle politiche. E’ stato fatto loro credere che non sarebbero più tornati in India, e soprattutto ciò è stato fatto credere alle famiglie, imponendo con incredibile sadismo un inutile strazio quando è apparso chiaro a tutti che, forse, si stava andando incontro a rappresaglie pesanti da parte dell’India.

Purtroppo un simile epilogo poteva essere previsto tenendo conto della storia patria e delle caratteristiche antropologiche di noi italiani e naturalmente di quelle del governo "tecnico" che ci è stato imposto. Basta, insomma, considerare la storia più antica e recente di questo nostro disgraziato Paese per comprendere come, nel braccio di ferro con l’India, non solo avremmo perso ma ci saremmo macchiati di altra ignominia.

Il governo, d'altronde, si è limitato ad applicare, anche a questa vicenda, la solita, pura e semplice, logica economicista, che poi è propria della maggior parte dei ministri, Mario Monti compreso. Si tratta insomma della stessa logica puramente “contabile” che ha creato gli esodati, che ha lasciato suicidare, decine di imprenditori, disoccupati, commercianti: quando durante una conferenza stampa venne chiesto a Monti di dire qualcosa sul preoccupante fenomeno, egli non ebbe nient’altro da rilevare se non che i suicidati italiani erano comunque meno di quelli greci.

Un governo che, dal basso della propria cultura economicista, per la quale appunto solo il numero conta e le persone vengono sostituite dai numeri, ha pericolosamente avvicinato il Paese verso un baratro ed un declino che pare oramai ineludibile. Perché questo è il punto: non ce lo dicono a chiare lettere ma l’Italia è irrimediabilmente destinata ad un futuro di povertà e di irrilevanza con sullo sfondo l'approssimarsi di neoautoritarismi in salsa sovranazionale.

Ora l'esecutivo sostiene che l’India ha fornito ampie garanzie: i due marò, che non erano contractors privati ma lavoravano per l'Italia, non saranno impiccati e quindi devono farsi processare, ovviamente da un tribunale speciale. Questo dice uno dei peggiori governi degli ultimi anni, in infinita prorogatio a causa di un sistema politico-istituzionale ormai alla frutta, composto da uomini che meriterebbero di sparire ad opera di una purtroppo improbabile bacchetta magica ma che invece troveremo ancora annidati nei consigli di amministrazione di società pubbliche e private, banche, burocrazie ministeriali, posti di sottogoverno, università. Insomma dispiace dover constatare che i responsabili di questo scempio rimarranno in giro a far danni ancora per molti anni.

Peccato solo che in India non li vogliano: uno scambio di prigionieri sarebbe stato un ottimo affare.



nicolaventura78@gmail.com







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