A colpo d’occhio

4 Agosto Ago 2017 0310 04 agosto 2017

Vicina l’invasione aliena: ma i Men in Black sono inutili

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La Nasa cerca davvero i "Men in Black" per una vicina invasione aliena: ma rischiano di essere inutili. Qui sopra, Tommy Lee Jones e Will Smith armati

Se lo afferma la Nasa, bisogna crederci. Non si tratta più dei baccelloni de “L’invasione degli ultracorpi” che silenziosi replicano gli umani quando dormono. Quello era un film, come moltissimi altri del genere che sono seguiti da 65 anni in qua. Adesso parliamo di un serio pericolo: l’invasione prossima ventura della Terra. Per quale altro motivo la Nasa, la stessa che ha portato l’uomo sulla Luna, dovrebbe preoccuparsi di mettere un’inserzione pubblica per cercare dei “Planetary protection officer”? Offre anche un bello stipendio, dai 124mila ai 187mila dollari l’anno. Mica scherzi. La Nasa ha anche spiegato l’identikit di questa nuova figura professionale: avrà il compito di impedire che elementi extraterrestri possano contaminare il nostro pianeta. Roba seria, insomma.

MEN IN BLACK, GRILLO E ANDREOTTI. Come altrettanto seri sono i requisiti richiesti: il candidato dovrà dimostrare una “conoscenza avanzata di protezione planetaria” e dovrà avere “esperienza nella pianificazione e implementazione di programmi spaziali”, in quanto il principale compito di chi sarà assunto sarà di “evitare contaminazioni biologiche” derivanti da “esplorazione spaziale e robotica”. Spiegato in parole semplici: se gli alieni si preparano a invaderci usando anche armi chimiche, la Terra si deve proteggere. Che sia un pericolo incombente e non una remota eventualità, lo dimostra pure il pochissimo tempo a disposizione per presentare la domanda: il termine scade il 14 di agosto.

Subito è scattata l’immagine dei “Men in black” del cinema, paladini segreti del Pianeta che regolano la presenza aliena tra noi, e difensori dell’umanità da aggressioni esterne. Il presupposto, piuttosto condiviso da ampia letteratura, è che gli alieni siano abitanti della Terra già da tempo. Per dimostrarlo, nel film si cita la presunta (e mai avvenuta) morte di Elvis Presley, sulla quale da tempo esistevano sospetti, ma anche il fatto che Woopi Goldberg in realtà non è un vero nome, ma il verso dell’attrice uscita dal disco spaziale una volta atterrato. Questo possiamo concederlo: ciascuno di noi ha incontrato almeno una volta nella vita persone curiose, strambe o inverosimili, tanto da far pensare ad alieni. Quando era ancora un comico a tempo pieno, Beppe Grillo si domandava, per esempio, se nella gobba di Andreotti si nascondesse in realtà una scatola nera che avesse registrato la verità sulla sua vita. In effetti, come ricordava l’interessato, lui era stato accusato di tutto in Italia tranne che delle Guerre Puniche. Oggi, invece, le gaffe – e talvolta la grammatica – del grillino Luigi Di Maio fanno sorgere a noi dei dubbi: ma da dove è sbarcato? Quando di recente ha parlato di un vitalizio incassato da un deputato morto, oppure ha annunciato a una cerimonia “Sono contento di essere qui, a Canosa di Bari”, c’è un significato nascosto che a noi sfugge? Forse ha il navigatore spazio-temporale in panne?

NOSTRADAMUS AVEVA AVVERTITO. Ma torniamo all’invasione. Un dato a favore della Nasa giunge da Nostradamus. In tempi non sospetti, cioè all’inizio dell’anno, gli studiosi delle sue centurie avevano preannunciato che il 2017 sarebbe stato un anno climaticamente terribile: e fin qui ci hanno azzeccato. (Come avrà fatto il Nostro a prevederlo 500 anni fa? Mah). Avevano però aggiunto che si sarebbe scatenata la Terza Guerra mondiale (e Kim Jong Un si sta dando da fare per accendere la miccia…) e infine avevano predetto che gli alieni avrebbero invaso la Terra. Qui, a dire la verità, gli studiosi di Nostradamus hanno preso tempo, collocando la deprecata aggressione tra il settembre 2017 e il 2020. Se ci va bene, abbiamo un po’ di tempo per organizzare la Resistenza.

La celebre scena di "Incontri ravvicinati del terzo tipo"

GLI ALIENI SONO GIA’ FRA NOI. Resta un altro problema aperto, e fa sorgere i dubbi più pesanti. Riguarda i requisiti che la Nasa chiede ai nuovi protettori della Terra. Perché la competenza nell’elaborazione dei programmi spaziali si può anche imparare studiando, ma dove si acquista una “conoscenza avanzata di protezione planetaria”? Non risulta che esista qualche università in cui si insegni questa materia. Se questo è vero, le alternative sono due: o sono extraterrestri coloro che conoscono già questa disciplina, oppure gli alieni hanno preso già il comando alla Nasa e tutta la manovra di reclutamento dei “planetary protecion officer” è un bluff, che nasconde in realtà l’inconfessabile scopo di chiamare a raccolta negli Usa le truppe aliene disperse sulla Terra. L’invasione, insomma, è già iniziata: presto gli avamposti giunti di nascosto da tutta la galassia si riuniranno e scateneranno l'inferno come "Il gladiatore" nell'arena. Che sia quest’ultima un’ipotesi percorribile è spiegato dal fatto che, secondo molti osservatori, un potente alieno è già atterrato negli Usa da qualche mese. Alla Casa Bianca.

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