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19 Maggio Mag 2012 1321 19 maggio 2012

Q012

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Mi piace parlare di un libro, avendolo letto, quando non serve per venderlo.



Non devo dimostrare a nessuno che sto seguendo una moda, quella di leggere l'ultimo libro di un autore per presentarmi updated - "Guarda, ci sono anche io nel club" - oppure quella di coloro che non vogliono leggerlo: "Guarda, noi leggiamo solo contro il mainstream e quando il nostro autore dovesse mai permettersi di diventare mainstream non lo leggeremo più. Il nostro partito può governare ? Allora votiamone un altro, che prende lo 0,05 %. Guarda, ci distinguiamo, noi".

Ho acquistato il libro di Marukami, formato epub, e letto su tablet - per due motivi.

Stavo vivendo la cerimonia di assegnazione del Nobel per la Letteratura 2011 da tifoso.

Bob Dylan, Dylaaaan , Thomas, Zimmermaaaaan. Gooool. Niente Nobel a Bob Dylan, maledetti arbitri svedesi.

Ma chi lo conosce, questo vostro poeta , con un nome impossibile da pronunciare. Si scegliesse uno pseudonimo, come Lady Gaga.

Haiku. Anche Tyler Darden scriveva haiku per cogliere l'attimo fuggente. Lo sappiamo che fine ha fatto. E poi: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". Una realtà traslucida. Proprio quello che ci voleva.

E nella "rosa" dei candidati c'era anche Murakami. Un culto. Colui che ha tradotto "Il giovane Holden" in Giappone, che fa piangere e divagare le generazioni X, e gli emo. Usa strutture, percorsi, metodi. Lui, lo vuole vincere il Nobel. Sa di meritarlo più di ogni altro, come Borges. È il modo migliore per non riceverlo mai.

Bel titolo. 1Q84. Q, sta per "question mark".



Una killer, un ghostwriter, un libro misterioso, scritto da qualcuno che neppure sa scrivere. C'è qualcosa che mi interessa, allora. La killer uccide gli autori di violenza sulle donne, o di femminicidio. Il ghostwriter, il correttore di bozze, sbarca il lunario facendo il professore di matematica. Precario. C'è qualcosa che ci interessa, allora.

È una maratona. Un libro lungo.

Marukami è un maratoneta. Ultramaratoneta. Il dolore non fa male, allora.

Killer con gonna e belle gambe. Un genere in voga da quelle parti.

Ed ecco un libro che contiene mondi. Lo dico subito. Un' opera d'arte.

E' un libro sull'editoria. Quella italiana non è in buone acque, tra parentesi. Il perché lo sappiamo fin troppo bene. Narrativa scadente, scarso coraggio nel promuovere nuovi settori (non nuovi autori, ma muove collane), direttori editoriali pigri, disinteressati troppi autori - l'italiano non legge, scrive - , non ci sono i soldi per i consulenti editoriali, l'unico legame tra Megastore e casa editrice è un database e non si mandano neppure una mail.

E' una storia d' amore. Come Fight Club, ad esempio. E' un libro sull' editoria.

Un romanzo che parla di romanzieri. "Alzandosi lentamente, Tamaru disse:

– Cechov ha scritto: «Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari».
– Che significa?
Tamaru si mise in piedi di fronte a Aomame. Era più alto di lei solo pochi centimetri.
– Vuol dire che in un racconto non si devono introdurre oggetti se non sono necessari. Se in un racconto spunta una pistola, è necessario che a un certo punto della narrazione venga fatta sparare. Cechov amava scrivere racconti privi di fronzoli".

Un libro politico: si parla di sette segrete, di modelli new age, di pratiche esoteriche che nascondano pulsioni legate alla pedofilia, degli impulsi tribali tanto cari a Jung, al taoismo e quindi a James Hillman.

Un romanzo che sonda la psiche umana, nelle sue strutture. Non viviamo tempi facili. E poi spesso viviamo altrove.

Al telefono, al pc, alla messaggeria istantanea, al lavoro - scarsa è la produttività senza attenzione - col marito, coi figli. Che sono al telefono, al pc, al tablet alla messaggeria istantanea.

Nel 1984 non era così, e non era neppure come diceva Orwell.

Ma Aomame, l'insegnate di stretching e l'assassina, comincia a vivere nell' altrove. Senza più morale determinata dall'esterno, e quella dentro di sè, vacilla.

Non più utopia, ma distopia.

  1. (medicina) errato posizionamento di un organo del corpo

  2. (fantascienza) modello generalmente politico irrealizzabile, corrispettivo negativo dell'utopia


Tengo, il correttore di bozze, si fa troppi problemi. Pensa che il suo padre anagrafico non sia quello biologico. A valanga, dopo l'editing di un libro non suo, arriveranno tutti gli altri.

Luoghi, posizioni, strutture. 1?84, 1984, Aomame, Tengo.

Moltiplicati per due. La loro memoria, quel posto dove si sono incontrati, da piccoli, a scuola. E si ameranno per sempre.

Per sempre, insomma. Nella penultima pagina Aomame usa quella pistola contro di sé. Come Tyler Darden, appunto.

Murakami Haruki, ha già scritto il terzo libro di questo romanzo. Prima pubblicare le prime due parti, poi, la terza. Un trucco editoriale.



I giudici svedesi le valutano, queste cose.
"Non c'è nulla che puoi vedere che non sia un fiore. Non c'è nulla che puoi pensare che non sia la luna." - Matsuo Basho

Se sono due, le lune, una è di carta, probabilmente. Perché la realtà è una sola.

p.s. La colonna sonora. Ci sta. It's only a paper moon

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