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24 Maggio Mag 2012 1018 24 maggio 2012

Essere Gunther Sachs. Un collezionista di attimi.

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Burne Hogart non viene spesso nominato nei libri di storia dell'arte delle scuole italiane. Dovrebbe esserlo, invece. Prima di tutto è uno dei più grandi fumettisti della storia. Poi, le sue idee relative all'espressione artistica come raffigurazione tangibile delle idee e dei valori fondanti le civiltà storiche andrebbero approfondite. Quelle relative alla figura umana, sopratutto. Non sarebbe l'economia, la struttura, ma l'espressione artistica, così come Hegel vuole, senza porre lo spirito rovesciato, come un carta dei tarocchi funesta, per i piedi. Come lo pose il marxismo.

Il modo di raffigurare la vita determina la vita stessa dell'uomo. Idea, approccio, modello: non certo verità assoluta. Questo, in ogni caso, è tenuto ben presente da ogni potere religioso quando commissiona un'opera d'arte. Il dipinto, la statua, l'opera architettonica, quella musicale sono il racconto visibile dell'invisibile natura dell'essere umano, e, quindi, di Dio, nonché dei suoi diversi nomi, tipo l'Essere, l'Uno, etc.

Per Burne Hogarth, direttore dal 1947 della School of Visual Arts di New York, la figura la raffigurazione dell'uomo e della donna sani, soddisfatti, atletici migliora la società. Anche Armani, credo, la pensi così.

Studio delle proporzioni della testa umana di Burne Hogarth



Poi, l'artista sente un cambiamento nello spirito. Il ripiegarsi in sé stesso. Il nascondersi. E raffigurerà la vita come dramma, l'essere umano come fragile, disorientato, malato. Un virus. Arte apollinea e dionisiaca, si penserà. Ma lo spirito per Hegel è uno. Si muove, appare a noi come in movimento, ma è Uno. Chissà cosa avrebbe pensato delle filosofie orientali che lo definiscono “non-due”.



Fondamentale propulsore del'espressione artistica è il filantropo. L'amante del genere umano. Uno che non fa la carità al singolo, non si piega in basso, ma esalta colui che sceglie. La sua azione è quindi propulsiva. Per amore dell'essere umano, non per ricercare perdoni o premi dalle divinità.

L'asta di Gunther Sachs. Un successo post mortem.

Vi sono uomini che vivono la loro vita da totali padroni di essa. Gunther Sachs, ad esempio.
Ricco, bello, intelligente, raffinato, coraggioso.  Un uomo che fa della sua persona la regola, la strada. Capace selezionatore di arte, automobili, mogli.

Sua madre era la figlia di Wilhelm von Opel, mentre suo padre era proprietario della Fichtel & Sachs, industria tedesca che produce motori per moto e accessori per le auto. Visse come un'automobile. Correndo, rischiando, andandosi a schinatre quando la corsa era finita, volontariamente. Modello per Vogue, aprì una galleria ad Amburgo, nella quale organizzò la prima mostra europea dedicata ad Andy Warhol, di cui era amico.



Le borse, si sa, non sono da tempo un settore tranquillo per gli investimenti. Le aste milionarie, quindi, si susseguono.

Così è stato per la prima asta di lotti provenienti dalla collezione Sachs.

L'asta ha prodotto introiti doppi in relazione alle aspettative, totalizzando 35,6 milioni di sterline (44 milioni di euro). E' stata di 97,5% la percentuale di venduto, con ben 16 lotti venuti per oltre un milione di sterline ed acquirenti dall'Asia, Europa, Russia e America.

Il set di arredi Pop (sedia, tavolo, attaccapanni) di Allen Jones del 1969, ha conquistato un record in questo segmento: il tavolo ha raggiunto la cifra piu' alta ed e' stato venduto a 1.200.555 euro; la sedia a 1.034.355 euro; l'attaccapanni a 965.106 euro.



Prezzi molto alti anche per molti pezzi di Tom Wesselmann e, tra le curiosita', il Dracula III, motoscafo Riva del 1962, aggiudicato a 385.250 sterline (466.401 euro), quadruplicando la stima iniziale.
Una tela di Andy Warhol dal titolo ''Self Portrait (Fright Wig)'' del 1986 e' stato battuto per 5 milione e 300mila sterline (stima alta di 3 milioni di sterline), cioe' 6,6 milioni di euro, segnando il prezzo piu' alto dell'asta. Un'altra opera di Warhol, ''Flowers'' del 1964, e' stata venduta per 3 milioni e 700mila sterline (4,6 milioni di euro). Un pezzo unico in bianco e nero di Warhol, ''The Kiss - Bela Lugosi'' del 1964, che riprende l'iconografia del film "Dracula'', e' stato battuto per 3 milioni e 177mila sterline (3,9 milioni di euro).

The Kiss (Bela Lugosi), 1964





Un ritratto della Bardot eseguito da Warhol nel 1974 e' stato aggiudicato per 3 milioni di sterline (3,7 milioni di euro). Il ritratto warholiano di Sachs del 1972 e' stato battuto per 1,2 milioni di sterline (1,5 milioni di euro).

La rappresentanza d'arte italiana non ha brillato, sembra. I lavori di Pistoletto proposti sono rimasti invenduti, ed un Fontana - "Concetto Spaziale" barocco in oro e pietre - è stato aggiudicato a 800mila sterline. C'è forse bisogno di una nuova rappresentazione della figura umana ?

La galleria pubblicata sul Telegraph

Sachs si è sparato nel maggio del 2011, all'età di 78 anni, nella sua casa di Gstaad. Riteneva di essere malato del morbo di Alzhaimer. Ha lasciato un biglietto:
"La perdita di controllo mentale sulla mia vita è una condizione indegna, che ho deciso di contrastare con decisione".

Dall'esterno poteva sembrare, la sua, una vita disordinata. Eppure, non voleva perdere il controllo. Il suo ordine.

 La vita è un gioco, la cui prima regola è far finta che non lo sia. (Alan Watts)

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