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24 Settembre Set 2012 2229 24 settembre 2012

Pause di riflessione

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Quando si ha un blog, è buona norma aggiornarlo. Se non lo si fa, fosse anche per rispetto dei cinque o sei lettori manzoniani, va spiegato il motivo.

Scrive Roberto Cotroneo in Il lato debole di Internet, Sette, 27 luglio 2012, "Per quanto il web non abbia voce, genera un rumore assordante, ed è incapace di silenzio. Mentre il corpo comunica in silenzio, sempre. L'assenza e il silenzio sono due elementi intollerabili nelle nuove relazioni sociali del web. Perché assenza è fuga, è rifiuto, è cancellazione di se stessi. E il silenzio è come coprirsi con un velo e non essere visti. Nell'esperienza della vita il corpo è presenza e assenza, e il silenzio è empatia, sentimento persino. La parola, la scrittura sono invece verbo, racconto, e dunque verità e falsificazione insieme".

Ho provato un sentimento di vergogna, tre mesi fa. Si può parlare di bellezza, arte, cultura, architettura e design - e di indotti economici concreti, per tali ambiti - in Italia ? In Italia (e continui a pensare. In Italia.)
In un Paese dove, tra idea e realizzazione c'è bisogno di un tramite. Sì. E' proprio un portato culturale della nostra tradizione cattolica. Non abbiamo il dialogo diretto, la predestinazione calvinista, nel nostro DNA sociale e personale. Non siamo americani e non lo saremo mai.

Il Prete, la Chiesa, il Papa, il Principe, il Re, Lo Stato, il Sindaco, il partito, la mamma. Abbiamo bisogno di committenti. Leonardo stesso metteva la sua arte ed il genio al servizio di una Signoria.

Negli Usa, la Provvidenza divina si è mescolata con l'impersonalità finanziaria - e con la forte personalità contenutistica dei fondatori - delle Charities e dei Trusts. L'imprenditore, per ringraziare Dio del proprio ruolo predestinato (e confermato dai risultati di bilancio), e per pagare meno tasse allo Stato, crea un fondo economico per lo sviluppo dell'Arte, della Scienza e del Sapere. L'Unione Europea ha dedicato il suoi Fondi di Sviluppo alla realizzazione concreta della Società dell'Informazione e della Conoscenza.

(Non si parla di merito e di meritocrazia, nei programmi europei. Conoscenza, sapere: non cose che vengono decise dal potente di turno).

In Italia un tale elemento culturale ed antropologico, che permea tutta la cultura del Nord Europa e degli Stati Uniti non esiste: né come elemento culturale, né tanto meno economico.

Questa estate abbiamo assistito ad una lenta ed inesorabile decadenza degli Stati nazionali del Mediterraneo. Grecia, Spagna, Italia, Portogallo. Un brutto acronimo: PIGS.

Gli Stati con minore innovazione, i Paesi con la testa rivolta indietro. Al passato, ai miti della loro civiltà (pensiamo a coloro che hanno scritto che la Grecia deve restare nell'Euro perché patria della democrazia, mentre la democrazia Occidentale, come noto, è fondata sul modello nordico). Dell'Impero, delle Colonie, del bel tempo che fu. Con linguaggi non aderenti al reale, come quello di Don Chisciotte.

E personalmente mi sono sentito un pifferaio. Non magico, ma stonato.

Se ascolti le parole di Steve Jobs, se leggi riviste di design olandese, e poi hai bisogno di un prestito bancario che non verrà concesso in base alla solidità economica della tua idea, ma delle amicizie clientelari che ti sei costruito nel tempo, c'è qualcosa che non funziona.

E che non funzionerà.

Perché solo chi ha amicizie clientelari (basate su rendite politiche e corporative) può farsi pagare, per l'organizzazione di una festa in costume, ventimila euro.

Ed è una bella attività economica, organizzare feste in costume. Così come realizzare siti internet. Ma i prezzi devono essere regolati dalla concorrenza. Non dagli assessori comunali.

Nei PIGS il sistema concorrenziale non ha funzionato. Non è mai esistito, per la precisione. Per questo motivo, quando sento dire che la leva di una possibile ripresa economica, in Italia, consiste nella produttività, resto francamente sconvolto.

In quali settori ? Grazie a quali regole ? Con quali clienti - e non clientele ? Quali strategie produttive ?

Certo, in America tali strategie sono state imposte dal mercato. Ma noi non siamo gli Stati Uniti. E non possiamo espandere il deficit a piacimento per guerre locali perse.

Quindi, Lo Stato, il tramite – almeno come partner strategico, dovrebbe continuare a d essere ad essere necessario. Ma, al momento, l'attività governativa e legislativa non si sta occupando di questo. E si ha sempre paura, io almeno ce l'ho, di essere l'imbonitore delle sale da gioco. Tentate la fortuna (è sempre meglio di un gratta e vinci, in fondo). Al momento, non sarebbe neppure così poco dignitoso. Se le carte non fossero truccate.

Però, non si può lasciare il discorso agli imbonitori di professione. Ai cultori delle start up amicali, dei concorsi di idee, degli stage non pagati, delle fiere e delle giornate di moda, design ed arte che si sostanziano soltanto in un'attrazione turistica. E non in un indotto continuo e strutturato, che dovrebbe essere strategicamente legato al mondo universitario e delle scuole professionali.

E, quindi, continuerò a parlare di arte, cultura, architettura, design & money.  Con un avvertimento, però: se vedete che al tavolo ci sono dei bari, non giocate.





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