Abraxas

19 Ottobre Ott 2012 1523 19 ottobre 2012

Se signora è un'offesa...

  • ...

Don Maurizio Patriciello è il parroco di Caivano, cittadina collocata tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, negli ultimi anni tristemente famosa per la presenza di impianti per il trattamento dei rifiuti che hanno causato molti danni a quelle terre e alla popolazione. Tuttavia il danno maggiore, il più grosso, è stato inferto a quest'area non dalle gestione "ufficiale" del ciclo dei rifiuti, bensì da quella illegale, nascosta, camorristica, che ha inquinato per sempre una delle aree anticamente di maggiore pregio agricolo. Da anni, infatti, aziende di tutta Italia, e spesso del nord, portano lì i rifiuti tossici e con l'aiuto della camorra li bruciano e li seppelliscono, scatenando fumi tossici e immettendo nella terra diossina, amianto e radiazioni di ogni tipo.

Da qualche tempo don Maurizio è impegnato a difendere la comunità di Caivano da quei roghi malefici e dai veleni che generano. Ha coinvolti gli altri parroci della zona, tanti cittadini, moltissimi giovani. Ha lavorato per creare una consapevolezza ed una coscienza, pericolosissime per tutti coloro che hanno costruito ricchezze e profitti regalando morte, degrado e impoverimento.

Don Maurizio è solo un sacerdote, come ha avuto modo di dire qualche tempo fa in una lettera a Michele Santoro, nella quale si dichiarava offeso in quanto sacerdote, missionario, religioso e uomo da una vignetta di Vauro.

Ieri 18 ottobre nella prefettura di Napoli si è svolto un vertice istituzionale con la presenza nel quale sono state ascoltate alcune esperienze associative fortemente impegnate contro la camorra. Al vertice, presieduto dal prefetto di Napoli "signor" De martino e dal prefetto di Napoli "signora" Carmela Pagano.

Alla riunione era presente anche don Maurizio, che ha preso la parola per illustrare la gravissima situazione riguardo ai continui roghi di rifiuti e materiali tossici; ad un certo punto dell'intervento ha raccontato di essersi recato, senza appuntamento, dalla "signora" Pagano, e qui apriti cielo. Il prefetto di Napoli lo ha pubblicamente e pesantemente redarguito per aver mancato di rispetto ad un'alta carica dello stato ed alle istituzioni tutte, avendo chiamato il Prefetto pagano solo signora e non "Signora Prefetto". Don Maurizio è restato lì attonito, sorpreso, mortificato e poi, dopo la sfuriata del Prefetto, ha chiesto scusa aggiungendo che mai e poi mai avrebbe voluto mancare di rispetto al Prefetto di Caserta, alle Istituzioni e a tutto lo Stato italiano. Solo che lo Stato siamo tutti noi cittadini, e francamente non ci siamo sentiti offesi da don Maurizio, piuttosto dall'inopportuna sfuriata del prefetto di Napoli. Davanti ad un cittadino che si batte per la legalità, contro la camorra, contro la prepotenza del profitto che genera morte, giù il cappello.

Il prefetto De martino è un funzionario dello Stato serio, irreprensibile, con una carriera importante alle spalle. Può capitare a tutti un momento di nervosismo, di stress. Siamo certi che si sia reso conto dell'errore. Sarebbe però rassicurante se si scusasse con Don Maurizio e portasse profondo rispetto ad un cittadino, un sacerdote, che affronta con coraggio la camorra e i poteri forti per dare un futuro migliore alla comunità nella quale opera.

Un'ultima considerazione, di natura linguistica. Perchè signore o signora, nella lingua italiana, non accompagnati da un titolo, suona come un'offesa?

Correlati