Abraxas

6 Novembre Nov 2012 1324 06 novembre 2012

Camorra e champagne

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Spesso, passando tra i comuni che collegano Napoli con Giugliano in Campania, mi è capitato di notare dei  bar con nomi francesi. Non si tratta dei comunissimi bar che si incontrano nelle zone di provincia o dell’hinterland;no, si tratta di bar, pasticcerie, tabacchi e ristoranti , ristrutturati con marmi pregiati e che portano, inequivocabilmente,  deliziosi,  e raffinati nomi francesi. I più noti tra questi sono il bar pasticceria Champs Elysees e il ristorante La Fayette, entrambi ubicati in località Lido di Licola nel comune di Giugliano. Ve ne sono, però, anche altri nell’intera area che va da Napoli nord a Villaricca, Qualiano, Marano fino all’area litorale di Giugliano, Licola e Varcaturo. Tra questi spicca un’altra caffetteria, pasticceria e tabaccheria, “Le Gourmand”, anch’essa di Giugliano.

Se avete la possibilità di capitare da quelle parti, potrete rendervi conto anche dei notevoli investimenti realizzati dagli imprenditori proprietari di queste aziende della pasticceria e della gastronomia. Costruzioni con volte, archi, colonne, che mescolano lo stile impero e il liberty, piene di insegne e luminarie, riccamente decorate. Anche le sale interne sono interessanti. Marmi pregiati, infissi di legno massiccio, lampadari enormi e  sale  psichedeliche e accattivanti. L’effetto è indubbiamente Kitch, ma la clientela è vastissima e varia.
Incuriosito , ho preso un po’ di informazioni. Se vai su Internet trovi la proprietà di questi esercizi commerciali e, dunque, non c’è nulla di misterioso. Il bar Champs Elysees è di proprietà di Granata Sabatino, di suo fratello Raffaele, di sua moglie, di sua figlia. Una piccola società familiare che, come tante, gestisce un’attività commerciale diventata via via più importante nel corso del tempo. L’Hotel Ristorante La Fayette è di proprietà del fratello di Sabatino, Raffaele Granata. Fin qui niente di strano o particolare: una famiglia che opera nel campo della ristorazione, della gastronomia e dell’economia turistica. Solo che, ad uno sguardo appena più approfondito, Sabatino Granata, che porta il soprannome di “Sabatino Champagne”, risulta interessato da diverse inchieste giudiziarie e misure cautelari, in quanto “grosso imprenditore edile e commerciale della zona affiliato al clan dei Mallardo di Giugliano in Campania”.
Granata Sabatino, detto Champagne, appare dunque il capo di una vera Holding familiare capace di creare dal nulla società edilizie, immobiliari, pasticcerie, bar, tabaccherie, ristoranti, alberghi e case da gioco in una vasta area che si estende da Napoli alla litoranea che dall’area flegrea posta al litorale Domitio e al basso Lazio. La prima inchiesta nella quale Champagne incappa è un episodio incredibile. L’indagine risale agli anni 2005 e 2006 e prese le mosse dalla denuncia di un tentativo di molestia sessuale che una signora di Giugliano subì da un vigile urbano, come proposta di scambio per la copertura di un abuso edilizio. Il vigile, insomma, non voleva la mazzetta in denaro, ma in natura. L’indagine che partì da quell’episodio rivelò un giro di corruzione e mazzette che riguardava l’intero comando dei vigili di Giugliano, alcuni componenti dell’Ufficio tecnico e una decina di imprenditori della zona. Tra questi spiccava, non solo per la corruzione diretta, ma anche per la capacità di mediazione tra i vigili corrotti e altri imprenditori “bisognosi” di coprire abusi edilizi vistosissimi, proprio lo “Champagne”. E la caffetteria Champs Elysees appariva il punto di riferimento di incontri e scambi di denaro.
La seconda inchiesta invece riguarda direttamente il Granata ed il suo nucleo familiare allargato (dalla madre, ai fratelli e sorelle, ai cognati e cognate, ai figli e nipoti). Dall’ordinanza del 2011 del GIP Paola Russo, che dispone su richiesta della Procura di Napoli del 19 ottobre 2011, misure coercitive e di sequestro preventivo , emerge un quadro incredibile. Secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaetano Vassallo, Salvatore Izzo ed Emilio Di Caterina, e sulla base delle indagini svolte, Sabatino Champagne appare come un imprenditore di grandi capacità, rapporti e influenza, esercitata per conto del clan Mallardo e anche in proprio, capace di creare un impero grazie al riciclaggio dei proventi di attività criminali. Oltre alla oramai famosa caffetteria che richiama il grande corso parigino, oltre al ristorante albergo La Fayette, alla famiglia e al capo indiscusso della famiglia Sabatino, sono riconducibili la società Buca di Bacco, la società Locanda degli Angeli (il ristorante e club fitness costruito abusivamente e per il quale si chiese ai vigili di Giugliano di chiudere tutti gli occhi dietro lauto compenso) , la sala giochi “Il casinò s.r.l.”, e poi una serie di società immobiliari e di costruzioni edili, più terreni case e beni mobili. Insomma un ingente patrimonio familiare costruito,secondo gli inquirenti e sulla base delle deposizioni dei pentiti e di numerosissime intercettazioni telefoniche e ambientali, per conto del potente clan Mallardo.
Simile appare la vicenda della pasticceria, bar e tabaccheria “Le Gourmand”, di proprietà di un altro presunto affiliato al potente clan Polverino-Nuvoletta, tal Fabio Allegro, arrestato nel 2006 per aver pagato un finanziere perché chiudesse gli occhi riguardo ad alcune attività commerciali non autorizzate dell’esercizio commerciale.
Questa è solo una delle tante storie da raccontare per spiegare quanto inestricabile sia, a volte, il groviglio tra economia criminale ed economia legale e come sia difficile, anche per gli inquirenti, venirne a capo.
Rimane il mistero di questi nomi francesi, così altisonanti e poco adatti. Queste caffetterie sfarzose e Kicth sono l’emblema di un potere ostentato e spesso impunito dei clan. Eppure, con il lavoro meticoloso e coraggioso di forze dell’ordine e magistratura, qualcosa sta cambiando.

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