Abraxas

5 Gennaio Gen 2013 1609 05 gennaio 2013

Pensieri (vecchi) e parole (nuove)

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Auguri a tutti. Siamo nel 2013 nonostante i Maya e le profezie del Codice Genesi. E il nuovo anno si presenta denso di domande: finirà la crisi, chi ci governerà, chi arriverà secondo dopo la Juve?

Sono gli interrogativi di fondo di noi italiani, quelli che ci incollano alle news, ai talk show, ai programmi di intrattenimento (ci sarebbe pure la curiosità di Sanremo: canterà pure Saviano, magari in duo con la Litizzetto?)

Lo scenario politico si è complicato dopo le primarie del Pd. La vittoria di Bersani ha lasciato aperti varchi centristi, nei quali si è infilato Mario Monti sostenuto da Casini, Fini, Montezemolo, la lobby cattolica di Sant'Egidio, pezzi potenti del Vaticano e centri di potere finanziario e giornalistico. Di Bersani questi mondi non si fidano, forse avrebbero potuto fidarsi di Renzi. Siamo arrivati al paradosso che un bravo guaglione, un pollo di batteria che nemmeno dice cosa particolarmente di sinistra come Fassina, è diventato il capro espiatorio, il bersaglio da colpire (un piccolo Malaussène della Ciociaria). Il tentativo è quello di rifare finalmente una democrazia cristiana virtuosa e tecnocratica. Temo che al di la del risultato, questo polo moderato finirà per scompaginare gli obiettivi di Bersani. Vediamo.

Intanto Grillo sembra sgonfiarsi giorno dopo giorno. Gli ha nuociuto vincere in alcuni comuni, capire l'inconsistenza  dei suoi ragazzotti visti all'opera  e mostrare chiari segni di tirannide acuta. Soprattutto, più si avvicinano le elezioni e più la gente si chiede: ma cosa lo votiamo a fare? Anche in questo caso, vediamo.

Il movimento arancione di de Magistris doveva essere la grande novità. Invece non se lo fila nessuno. La rivoluzione civile non sembra avanzare inarrestabile e travolgente e pure nelle Stalingrado rivoluzionarie (Napoli e Palermo), le cose non sembrano andare in maniera granchè diversa dal passato. Ingroia nel suo primo discorso ha fatto tenerezza: Bersani non mi risponde, Grasso diventa deputato e io forse no, solo noi sappiamo combattere la mafia (anzi gli altri vanno condannati per concorso in associazione esterna). I due potenti arancioni, quelli che hanno la Golden share, erano in platea a sentire con le loro truppe cammellate (anche se i cammelli sono giallo-beige). La mia impressione è che la rivoluzione non avanzerà fino a Montecitorio e Palazzo Madama. Ma per i sindaci di Napoli e Palermo i test sono comunque importanti: se nelle loro città non prenderanno almeno il dieci per cento, faranno una figuraccia e rischiano di aprire falle nello loro esperienze.

Si sono svolte le primarie parlamentarie del PD. Come sempre Napoli è stata sorprendente. Sono andati a votare decine di migliaia di elettori senza grande preavviso e in un periodo festivo, tra Natale e Capodanno. La cosa più bella è che tutto si è svolto con grande compostezza, nessuno si è accorto neanche che ci fosse tanta gente ai seggi. Due anni fa, alle primarie per il candidato sindaco, delle quali sono stato sfortunato e perdente candidato, successero casini inenarrabili. In quasti due anni siamo diventati un popolo più civile, composto e sobrio (sarà stata l'accoppiata Monti-De Magistris).

Qualche candidato si è lamentato dei risultati e ha adombrato brogli. Allora mi sono venuti in mente pensieri (vecchi) e parole (nuove): vuoi vedere che i "brogliatori" a volte diventano "brogliati"?

Comunque auguri a chi ce l'ha fatta e un pensiero affettuoso a chi no.

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